Due donne impegnate, l’una insegnante, Patrizia Fiaschi, e l’altra responsabile del marketing in un’azienda dell’ospitalità, Simona Bertocchi, entrambe legate dalla passione per la letteratura.
Scrittrici, hanno deciso di fare diventare la loro passione un bene comune e hanno organizzato, per il secondo anno consecutivo, a Massa, il Festival del Romanzo Storico, la cui edizione 2023 si terrà dal 20 al 22 ottobre e sarà aperta da un intervento della nostra direttrice, Agnese Pini. Ci saranno poi autrici e autori di grande livello e spettacoli a raccontare storie (il programma del festival sul sito).

Un impresa di donne
Ma come mai questa impresa e qual è il rapporto di Patrizia Fiaschi e Simona Bertocchi con il lavoro e l’essere donna? “Donna si nasce, scrittrice si diventa – dice Fiaschi -, ma il legame è stretto. L’essenza femminile ha forgiato ogni piega del raccontare, ogni frangente narrativo. Un completamento legato alla sfera della femminilità che reputo necessario”.
“Nei miei libri – racconta invece Bertocchi – esprimo l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature, come ne ‘I colori di Venere’. Scrivo con un punto di vista e un animo femminile, ma non credo che la scrittura abbia un sesso”.

Donne che si sono impegnate in un mondo difficile e non sempre accessibile. “Fin da bambina – spiega Patrizia – ho attribuito un posto speciale ai libri e scrivendo ho reso trasparente la mia anima: chi scrive inevitabilmente mette a nudo i propri sentimenti e le proprie fragilità.
Il mio lavoro è stato accettato grazie a un editore onesto che ha saputo riconoscere e rispettare la profondità della mia scrittura”. “Imporsi non è stato facile e neppure adesso lo è – aggiunge Simona -, ma sono tenace, mi sono preparata e impegnata. Assieme a una grande passione e pur tra mille difficoltà sono poi riuscita a realizzare bei progetti”.
Cosa rappresenta la scrittura
“Scrivo – continua la responsabile marketing – da una parte per far conoscere storie e creare evasione dall’altra. Quando scrivo vivo in un mio mondo parallelo assieme ai miei personaggi, abito luoghi diversi, mi muovo in epoche differenti. E scrivere del passato mi aiuta a capire meglio il presente; sono affascinata dallo studio della storia, della ricerca negli archivi, ma soprattutto amo romanzare”.
Per la docente la scrittura è crescita: “Esterno il lato più intimo dei miei pensieri attraverso il racconto di vite altrui. Un filo sottile mi lega alla scrittura e rileggermi ha il sapore della cose belle e vere.

La storia? Noi siamo memoria e narrazione e dobbiamo svilupparle per riflettere e migliorarci. Le memorie, soprattutto di famiglia, chiedono di essere ascoltate e assumono una dimensione nuova che le proietta nel presente e nel futuro”.
Nella loro esperienza, il senso della letteratura per Simona Bertocchi è “un rifugio, il bisogno di allontanarsi da una realtà che non sentiamo nostra. La letteratura racconta la vita attraverso il romanzo”. “I classici – chiarisce Patrizia Fiaschi– danno insegnamenti e riflessioni nonché un senso di pace che fa bene poiché ristora dalle fatiche del vivere”.
Il Festival del Romanzo Storico
Ma perché un Festival del Romanzo Storico? E il libro di carta ha ancora spazio, dà ancora emozioni in un mondo di device ed ebook? La risposta della professoressa è decisa: “Perché il lettore possa estrapolare dai testi un riscontro umanitario da applicare ai giorni nostri.
E il testo di carta è ancora necessario, anche se trovo straordinaria la possibilità di trasformarlo in un audiolibro da ascoltare comodamente dove più ci piace”. Bertocchi è più pratica: “Il Festival è una sfida per niente facile, anche se il romanzo storico permette di attraversare molti generi, dal giallo al thriller alla biografia, e varie epoche.
Perché la carta? Perché non potrei mai immaginare la mia casa senza libreria con ogni volume che sa di vissuto. La realtà tecnologica avanza e l’ebook a volte mi risolve delle situazioni, ma non mi dà la stessa emozione di un libro ‘vero’ anche se questo è destinato prima o poi a trasformarsi”.

Molti si chiedono: la letteratura può guarire dai mali propri e altrui? “Assolutamente sì – risponde Simona -. I libri sono rifugio, evasione, danno risposte, approfondiscono i pensieri o li alleggeriscono. Mi è capitato di trovare il coraggio di prendere decisioni importanti dopo avere letto la storia di qualche eroina impavida”.
“La letteratura guarisce – incalza Patrizia -. L’idea delle ‘farmacie letterarie’ che si sta diffondendo in molte realtà cittadine potrebbe sembrare all’apparenza una moda. Di fatto per ogni momento triste o felice esiste almeno un libro capace di sostenerlo”.
Patrizia Fiaschi è un’insegnate: il suo impegno di scrittrice la aiuta nel lavoro?
“Sì. Nel mio essere docente rientrano le competenze letterarie acquisite con l’esercizio della scrittura. Scrivere è faticoso perché costa impegno, attenzione e capacità di revisione continua del proprio lavoro, ma è senza dubbio la più formativa delle passioni”.
E per Simona Bertocchi, comunicatrice?
“Spesso fatico a unire i due stili, la comunicazione è sempre più veloce, piena di slogan, e scrivere romanzi storici non aiuta… Ma sensibilizzare le persone alla lettura diventa quasi una missione”.

