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Home » Lifestyle » Milanesi dal cuore d’oro: con “Odissea nello strazio” raccolti 100mila euro per tre realtà solidali

Milanesi dal cuore d’oro: con “Odissea nello strazio” raccolti 100mila euro per tre realtà solidali

Lo spettacolo a scopo solidale messo in scena al Teatro Manzoni dalla Compagnia amatoriale “Gli Insoliti Ignoti”, arrivato al 25esimo anno di attività

Caterina Ceccuti
24 Ottobre 2023
insoliti-ignoti-odissea-solidarieta

Il cast de Gli Insoliti Ignoti (Ph. Carlo Enrico Chiesa)

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Sono tutti amatori strappati ad altre professioni. Ironici, pungenti, soprattutto generosi. Stiamo parlando degli attori della più grande compagnia amatoriale di Milano, “Gli Insoliti Ignoti” che, a inizio ottobre, ha portato in scena al Teatro Manzoni “2023: Odissea nello strazio“, ovvero la sua XIII rappresentazione in 25 anni di attività.

Uno spettacolo che ha permesso di raccogliere ben 100.000 euro a favore di tre realtà solidali del territorio lombardo: Progetto Itaca Milano-volontari per la salute mentale, Casa Pediatrica Fatebenefratelli e Commissione Visitatori Visitatrici dell’Ospedale Maggiore Milano Onlus.

Chi sono gli Insoliti Ignoti

Milano adora questi attori non professionisti, che di lavoro sono per lo più imprenditori ma che non esitano un istante ad impegnare il proprio tempo libero e la propria umanità a servizio del prossimo e che, come tengono sempre a sottolineare, non sono e non intendono diventare mai famosi, bensì “insoliti ignoti”.

A guidare il gruppo c’è Emanuele Belotti, che nel 1999 ha dato vita alla compagnia con l’intento di “fare beneficenza divertendosi e divertendo, dando spazio all’ironia, alla creatività, alla musica in modo ironico, costruttivo, all’amicizia”, con il fine ultimo di aiutare strutture che operano nel mondo della charity e non solo.

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un’immagine dello spettacolo “2023 Odissea nello strazio” (Ph. Carlo Enrico Chiesa)

Nel corso degli anni la compagnia milanese ha visto prendere parte al proprio progetto ben 850 attori amatoriali, ed ha raccolto più di un milione di euro per ben 16 realtà, tra associazioni no profit, onlus, ospedali ecc.

“È motivo di orgoglio e gioia – spiega Belotti – girare per Milano e vedere le incubatrici al reparto neonatale nella clinica Mangiagalli, le ambulanze per la Croce Rosa Celeste Milano e macchinari importanti nella Casa Pediatrica Fatebenefratelli – solo per citarne alcuni – che portano la firma de Gli Insoliti Ignoti.”

Signor Belotti, come nasce l’idea della compagnia?
“Venticinque anni fa. Ormai siamo una realtà consolidata, ma al tempo eravamo dei ragazzi che, all’improvviso, dovettero aiutare un’amica in difficoltà. Intuimmo presto la portata dell’iniziativa cui avevamo dato vita, che aveva subito ottenuto un grande seguito.

Per ciò decidemmo di usare questo strumento – che diventava sempre più forte esibizione dopo esibizione – per aiutare le realtà solidali del nostro territorio. Solitamente non devolviamo soldi ma acquistiamo cose utili che permettono ai beneficiari di portare avanti la propria mission.”

In un quarto di secolo di attività avete raccolto cifre stratosferiche…
“Sì. Abbiamo messo in scena ben 13 spettacoli in 25 anni, che ci hanno permesso di devolvere 1milione e 100mila euro in beneficenza. Milano è generosa, gli italiani sono generosi. Le persone che ci seguono non si limitano a coprire le spese del proprio biglietto, ma fanno donazioni extra alla causa che sposiamo, perché sanno che la nostra Compagnia è sinonimo di trasparenza”.

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Uno scatto dallo spettacolo “2023 Odissea nello strazio” (Ph. Carlo Enrico Chiesa)

Odissea nello strazio e gli altri spettacoli

Di che genere sono i vostri spettacoli?
“Sono tutte parodie, rivisitazioni in chiave musicale e farsesca. Ci piace cogliere spunti dall’attualità. ‘Odissea nello strazio’ ne è un esempio pieno, considerato cosa ci circonda in questo momento storico, dal Covid alle guerre, ecc. Per animare e interessare il pubblico scegliamo musiche e temi popolari, di modo che il messaggio sia più immediato.

Per l’Odissea, per esempio, abbiamo proposto uno spettacolo accompagnato da canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana: Loredana Bertè, Anna Oxa, Mina, Lorella Cuccarini, Gianni Morandi, Adriano Celentano, sino alla giovane e iconica Elodie, che hanno dato un profilo e un carattere ad ogni personaggio di uno dei più grandi poemi epici, attribuito al poeta Omero”.

Perché vi definite “insoliti ignoti”?
“Prima regola, per noi, è non diventare famosi. In effetti, il nostro gruppo trae il nome dal fatto che non vogliamo pubblicità, nessuno di noi è noto al grande pubblico eppure riusciamo a vendere 2000 biglietti in 2 giorni… chiedendo 200 euro a biglietto. Cose come questa sono possibili solo perché la gente ci segue da tempo e sa cosa abbiamo realizzato”.

Non deve essere semplice mettere in piedi spettacoli di questa portata utilizzando solo ed esclusivamente attori non professionisti…
“Esatto. I componenti del cast sono tutte persone strappate ad altre professioni, ma è questo il bello. La gente viene apposta a teatro con l’idea di vedere attori che non recitano per professione, ma che sono disposti a mettersi in gioco per solidarietà.

Nel corso degli anni amici famosi come Michelle Hunziker ci hanno proposto di recitare con noi, ma abbiamo sempre rifiutato perché vogliamo dare luce solo al nostro team, che è forte esattamente così com’è… e noi ne siamo fieri. Michelle, comunque, è stata madrina del nostro evento”.

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Uno scatto dallo spettacolo “2023 Odissea nello strazio” (Ph. Carlo Enrico Chiesa)

Quali sono state le associazioni che avete aiutato nel corso degli anni?
“Progetto Itaca Milano è quella che seguiamo con maggiore continuità. Si impegna in progetti a favore della salute mentale ed ha una linea verde sempre attiva che noi finanziamo da 20 anni, proprio attraverso gli spettacoli. Di progetti ne sono stati fatti molti, però, e altrettante sono state le realtà cui abbiamo dato mano.

Un occhio di riguardo, per esempio, lo abbiamo anche per i progetti legati agli anziani, che purtroppo oggi giorno vengono considerati scarti della società. I social network ci vogliono sempre giovani, sempre belli, invece bisogna accettare il tempo della vita. Anche di questo cerchiamo di parlare durante gli spettacoli; in maniera umoristica, certo, ma comunque lo facciamo.

Per esempio abbiamo parlato della guerra, non solo di quella in Ucraina o della israelo-palestinese, anche delle altre, quelle di cui nessuno parla perché non producono profitti economici. Invece il 47% del mondo ha imbracciato le armi, e di questo dobbiamo tutti quanti essere consapevoli”.

A questo punto resta da chiederle a quando il prossimo evento?
“Non abbia troppa fretta…non è semplice mettere insieme decine di imprenditori milanesi che abbandonano il lavoro per venire alle prove. Pensi che in ‘Odissea nello strazio’ erano addirittura 68; d’altronde parlavamo di un viaggio epico fatto di tanti quadri, dai ciclopi alle sirene, dai Proci ad Itaca e così via.

Avevo bisogno di molti componenti e metterli insieme è stata proprio un’Odissea. Per fortuna ho avuto il grande sostegno del prestigioso Teatro Manzoni, diretto da amici che ci hanno aiutato anche dal punto di vista economico. Comunque, Itaca ci ha chiesto di riproporre lo stesso spettacolo anche in altre città d’Italia. Stiamo ricevendo delle richieste e valutando le possibilità. In ogni caso ne parleremo ad anno nuovo”.

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Sono tutti amatori strappati ad altre professioni. Ironici, pungenti, soprattutto generosi. Stiamo parlando degli attori della più grande compagnia amatoriale di Milano, "Gli Insoliti Ignoti" che, a inizio ottobre, ha portato in scena al Teatro Manzoni "2023: Odissea nello strazio", ovvero la sua XIII rappresentazione in 25 anni di attività. Uno spettacolo che ha permesso di raccogliere ben 100.000 euro a favore di tre realtà solidali del territorio lombardo: Progetto Itaca Milano-volontari per la salute mentale, Casa Pediatrica Fatebenefratelli e Commissione Visitatori Visitatrici dell’Ospedale Maggiore Milano Onlus.

Chi sono gli Insoliti Ignoti

Milano adora questi attori non professionisti, che di lavoro sono per lo più imprenditori ma che non esitano un istante ad impegnare il proprio tempo libero e la propria umanità a servizio del prossimo e che, come tengono sempre a sottolineare, non sono e non intendono diventare mai famosi, bensì “insoliti ignoti”. A guidare il gruppo c'è Emanuele Belotti, che nel 1999 ha dato vita alla compagnia con l’intento di “fare beneficenza divertendosi e divertendo, dando spazio all’ironia, alla creatività, alla musica in modo ironico, costruttivo, all’amicizia”, con il fine ultimo di aiutare strutture che operano nel mondo della charity e non solo.
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un'immagine dello spettacolo "2023 Odissea nello strazio" (Ph. Carlo Enrico Chiesa)
Nel corso degli anni la compagnia milanese ha visto prendere parte al proprio progetto ben 850 attori amatoriali, ed ha raccolto più di un milione di euro per ben 16 realtà, tra associazioni no profit, onlus, ospedali ecc. "È motivo di orgoglio e gioia – spiega Belotti - girare per Milano e vedere le incubatrici al reparto neonatale nella clinica Mangiagalli, le ambulanze per la Croce Rosa Celeste Milano e macchinari importanti nella Casa Pediatrica Fatebenefratelli - solo per citarne alcuni - che portano la firma de Gli Insoliti Ignoti.” Signor Belotti, come nasce l'idea della compagnia? "Venticinque anni fa. Ormai siamo una realtà consolidata, ma al tempo eravamo dei ragazzi che, all'improvviso, dovettero aiutare un'amica in difficoltà. Intuimmo presto la portata dell'iniziativa cui avevamo dato vita, che aveva subito ottenuto un grande seguito. Per ciò decidemmo di usare questo strumento - che diventava sempre più forte esibizione dopo esibizione - per aiutare le realtà solidali del nostro territorio. Solitamente non devolviamo soldi ma acquistiamo cose utili che permettono ai beneficiari di portare avanti la propria mission.” In un quarto di secolo di attività avete raccolto cifre stratosferiche... "Sì. Abbiamo messo in scena ben 13 spettacoli in 25 anni, che ci hanno permesso di devolvere 1milione e 100mila euro in beneficenza. Milano è generosa, gli italiani sono generosi. Le persone che ci seguono non si limitano a coprire le spese del proprio biglietto, ma fanno donazioni extra alla causa che sposiamo, perché sanno che la nostra Compagnia è sinonimo di trasparenza".
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Uno scatto dallo spettacolo "2023 Odissea nello strazio" (Ph. Carlo Enrico Chiesa)

Odissea nello strazio e gli altri spettacoli

Di che genere sono i vostri spettacoli? "Sono tutte parodie, rivisitazioni in chiave musicale e farsesca. Ci piace cogliere spunti dall'attualità. 'Odissea nello strazio' ne è un esempio pieno, considerato cosa ci circonda in questo momento storico, dal Covid alle guerre, ecc. Per animare e interessare il pubblico scegliamo musiche e temi popolari, di modo che il messaggio sia più immediato. Per l'Odissea, per esempio, abbiamo proposto uno spettacolo accompagnato da canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana: Loredana Bertè, Anna Oxa, Mina, Lorella Cuccarini, Gianni Morandi, Adriano Celentano, sino alla giovane e iconica Elodie, che hanno dato un profilo e un carattere ad ogni personaggio di uno dei più grandi poemi epici, attribuito al poeta Omero". Perché vi definite "insoliti ignoti"? "Prima regola, per noi, è non diventare famosi. In effetti, il nostro gruppo trae il nome dal fatto che non vogliamo pubblicità, nessuno di noi è noto al grande pubblico eppure riusciamo a vendere 2000 biglietti in 2 giorni... chiedendo 200 euro a biglietto. Cose come questa sono possibili solo perché la gente ci segue da tempo e sa cosa abbiamo realizzato". Non deve essere semplice mettere in piedi spettacoli di questa portata utilizzando solo ed esclusivamente attori non professionisti... "Esatto. I componenti del cast sono tutte persone strappate ad altre professioni, ma è questo il bello. La gente viene apposta a teatro con l'idea di vedere attori che non recitano per professione, ma che sono disposti a mettersi in gioco per solidarietà. Nel corso degli anni amici famosi come Michelle Hunziker ci hanno proposto di recitare con noi, ma abbiamo sempre rifiutato perché vogliamo dare luce solo al nostro team, che è forte esattamente così com'è... e noi ne siamo fieri. Michelle, comunque, è stata madrina del nostro evento".
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Quali sono state le associazioni che avete aiutato nel corso degli anni? "Progetto Itaca Milano è quella che seguiamo con maggiore continuità. Si impegna in progetti a favore della salute mentale ed ha una linea verde sempre attiva che noi finanziamo da 20 anni, proprio attraverso gli spettacoli. Di progetti ne sono stati fatti molti, però, e altrettante sono state le realtà cui abbiamo dato mano. Un occhio di riguardo, per esempio, lo abbiamo anche per i progetti legati agli anziani, che purtroppo oggi giorno vengono considerati scarti della società. I social network ci vogliono sempre giovani, sempre belli, invece bisogna accettare il tempo della vita. Anche di questo cerchiamo di parlare durante gli spettacoli; in maniera umoristica, certo, ma comunque lo facciamo. Per esempio abbiamo parlato della guerra, non solo di quella in Ucraina o della israelo-palestinese, anche delle altre, quelle di cui nessuno parla perché non producono profitti economici. Invece il 47% del mondo ha imbracciato le armi, e di questo dobbiamo tutti quanti essere consapevoli”. A questo punto resta da chiederle a quando il prossimo evento? "Non abbia troppa fretta...non è semplice mettere insieme decine di imprenditori milanesi che abbandonano il lavoro per venire alle prove. Pensi che in 'Odissea nello strazio' erano addirittura 68; d'altronde parlavamo di un viaggio epico fatto di tanti quadri, dai ciclopi alle sirene, dai Proci ad Itaca e così via. Avevo bisogno di molti componenti e metterli insieme è stata proprio un'Odissea. Per fortuna ho avuto il grande sostegno del prestigioso Teatro Manzoni, diretto da amici che ci hanno aiutato anche dal punto di vista economico. Comunque, Itaca ci ha chiesto di riproporre lo stesso spettacolo anche in altre città d'Italia. Stiamo ricevendo delle richieste e valutando le possibilità. In ogni caso ne parleremo ad anno nuovo”.
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