La Francia includerà il diritto all’aborto nella sua Costituzione. Lo ha annunciato domenica 29 ottobre il presidente Emmanuel Macron sui social network.
Un disegno di legge in tal senso sarà inviato al Consiglio di Stato questa settimana e “presentato al Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno”, affinché “nel 2024, la libertà delle donne di ricorrere all’aborto sia irreversibile“, ha scritto il presidente della Repubblica francese, “per assicurarla solennemente”.
Fondé sur le travail des parlementaires et des associations, le projet de loi constitutionnelle sera envoyé au Conseil d’État cette semaine et présenté en Conseil des ministres d’ici la fin de l’année.
En 2024, la liberté des femmes de recourir à l’IVG sera irréversible. https://t.co/4uSoIJu310
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) October 29, 2023
La preoccupazione per ciò che accade negli Usa
Lo scorso l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, Macron si era impegnato a inserire nella Costituzione la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza rispondendo alle preoccupazioni negli Usa dopo l’annullamento della Corte Suprema Usa della storica sentenza “Roe v. Wade” del 1973.
L’obiettivo è salvaguardare questo importantissimo diritto da eventuali iniziative politiche – com’è invece accaduto negli Stati Uniti e non solo, anche in Italia – che vorrebbero metterlo in discussione (se non direttamente abolirlo), inserendolo nella Carta.
Macron: “Il diritto (o la libertà della donna) in Costituzione entro il 2024”
Un dibattito che, Oltralpe, si è aperto più di un anno fa, e a più riprese è tornato anche nelle discussioni in Parlamento.
A novembre 2022 l’Assemblea nazionale francese, ovvero la camera bassa del parlamento, aveva infatti approvato a larga maggioranza la proposta di legge costituzionale sull’inserimento del “diritto all’interruzione volontaria di gravidanza”.

In realtà, poi, nel passaggio successivo alla Camera alta, ossia il Senato, pur approvando il disegno di legge la parola “diritto” era stata sostituita con l’espressione “libertà della donna”.
Per modificare la Costituzione francese, come accade per esempio anche in Italia, è necessario presentare una proposta di legge che ha bisogno di un consenso parlamentare molto ampio o dell’approvazione di un referendum che a sua volta deve ottenere un quorum di votanti stabilito.
Ma se il disegno verrà approvato il diritto – in questo caso alla libertà di abortire – diventerà “irreversibile“, spiega lo stesso Capo di Stato. L’obiettivo, nel caso dell’interruzione volontaria di gravidanza, è estenderne la tutela al massimo grado legislativo entro il 2024.
I disegni di legge del governo
La deputata di La France Insoumise (LFI, di sinistra) Mathilde Panot, prima firmataria del testo approvato, aveva però invitato l’esecutivo della presidente Borne a presentare anche un proprio progetto di legge sul tema, con lo stesso obiettivo.
Anche perché questo tipo di iniziativa legislativa non deve passare necessariamente da un referendum popolare, come invece quelle parlamentari, per diventare effettiva: per ratificarla serve la maggioranza dei tre quinti delle due camere del Parlamento riunite.

Velocizzando la procedura e approvando il ddl entro il 2024, come annunciato e auspicato dal presidente, la Francia si candida di fatto a diventare il primo Paese – dopo la clamorosa retromarcia Usa di giugno 2022 – a inserire la libertà di aborto in Costituzione.
Una conquista fondamentale per le donne del Paese e un modello per le democrazie di tutto il mondo, che come accaduto qualche secolo fa, ci auspichiamo guarderanno a quella nazione per quanto riguarda diritti, libertà e tutele.

