Al Liceo scientifico e artistico Ettore Majorana di Pozzuoli (Na), nel quartiere Monterusciello, la dirigente scolastica Elena Manto ha firmato una nuova circolare con lo scopo di imporre norme per la sicurezza dei propri alunni.
Divieto di unghie lunghe e braccialetti
Peccato che la nuova disposizione riguardi il divieto di tenere le unghie lunghe a scuola e non solo. Nella circolare viene anche riportato: “Si ricorda ai docenti e agli studenti che per espletare le attività motorie devono indossare scarpette da ginnastica e tuta.

Durante le lezioni non si devono indossare: orologi, catenine, braccialetti, orecchini pendenti, al fine di evitare danni fisici e rotture degli oggetti; capelli lunghi devono essere raccolti in modo che non impediscano movimenti. Le unghie devono essere di una lunghezza tale da consentire agevolmente e senza pericolo la presa degli attrezzi o della palla al fine di evitare possibili infortuni che sono già successi”.
Le direttive scolastica per il decoro
Le nuove regole imposte dalla dirigenza, relative alla lunghezza delle unghie degli studenti, si somma ad altri provvedimenti che la dirigente avrebbe già introdotto in passato, a favore di un maggiore decoro e sicurezza all’interno della scuola, come ad esempio il divieto di indossare jeans strappati.
Lo scorso marzo, infatti, la soluzione trovata dai collaboratori scolastici del Majorana di rattopparli con lo scotch, sollevò non poche polemiche sia da parte degli studenti, sia da parte dei genitori, che resero immediatamente pubbliche le vicende dei loro figli e figlie, denunciando online l’accaduto.
Anche per quanto riguarda la nuova regola legata alle unghie, la risposta della popolazione studentesca sembra essere la stessa: “Non troviamo giusto che chi fa tanti sacrifici debba buttare tutto per delle unghie che sono una scelta personale. Non chiediamo di averle lunghissime ma qui non possiamo tenere nemmeno il semi permanente sulle nostre unghie naturali”, si lamentano alcune studentesse del liceo.

Dal canto suo, la dirigente Manto sembra però non badare alle proteste, rimarcando la necessità di mantenere una responsabilità individuale ed un rispetto per le norme scolastiche anche attraverso piccoli ma importanti accorgimenti come quest’ultimo.
Secondo la preside del liceo napoletano perciò, non si tratterebbe di un provvedimento volto solo ad una decenza necessaria all’interno di un ambiente istituzionale, ma un vero e proprio suggerimento per il bene dei propri alunni, mirato al corretto svolgimento delle attività motorie in orario scolastico.
Decoro o censura? Il dress code fa discutere
Su quale sia un abbigliamento consono o meno a scuola se ne discute ormai da anni e, da altrettanto tempo, nessuno riesce a trovare una soluzione che metta d’accordo tutti. C’è chi sostiene che la scuola sia un luogo autorevole e, per questo, ci si debba vestire in modo adeguato. C’è invece chi afferma che non ci sia bisogno di un regolamento, ma si affida al buon senso degli studenti e del personale docente e non.
Per altri invece, come ad esempio il coordinatore della Rete nazionale degli studenti medi Tommaso Biancuzzi, “non avrebbe senso parlare di dress code nel 2022, specialmente se questo diventa uno strumento di esclusione e stigmatizzazione”, affermava circa un anno fa in un’intervista a Repubblica.
Secondo Biancuzzi, sarebbe giunta l’ora di abolire i regolamenti interni agli istituti che “obbligano all’omologazione”, perché “un ragazzo deve sentirsi libero di mettere lo smalto, così come una ragazza deve essere libera di potersi tingere i capelli d’arancione e di indossare una gonna e una canottiera”.
Alla luce di questo, la domanda sorge spontanea: la nuova regola introdotta dalla dirigente del Liceo Ettore Majorana è realmente dovuta a voler salvaguardare la sicurezza degli alunni, o è invece un tentativo velato di omologarne l’estetica?

