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Home » Spettacolo » Elodie mai così provocante: la libertà di essere se stessa, anche in minigonna

Elodie mai così provocante: la libertà di essere se stessa, anche in minigonna

La cantante romana è finita di nuovo nel mirino dei leoni da tastiera sui social, che hanno commentato con messaggi sessisti le sue esibizioni degli ultimi giorni

Andrea Spinelli
3 Dicembre 2023
elodie-minigonna-liberta-club

Elodie Patrizi porta avanti il suo tour nei club

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Ancora Elodie, ancora polemiche. Non passa occasione che la cantante romana non venga presa di mira con commenti sessisti e misogini per le sue esibizioni. Ormai una routine consolidata: lei appare, sensuale e provocante, sul palco e puntualmente sui social si scatena il pubblico maschile, pronto a far valere i propri istinti sulla ragione.

 

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Elodie e la lap dance della discordia

L’immagine da lap dancer aggrappata come mamma l’ha fatta al palo dello strip club di turno con cui l’artista ha tappezzato i muri per promuovere il concerto di martedì prossimo al Mandela Forum la dice lunga sulle intenzioni di uno spettacolo da ascoltare, cantare, ballare e, soprattutto, vedere.

Strizzata nella sua minigonna rossa dallo spacco vertiginoso che qualche apprensione le ha provocato durante le repliche romane, o inguainata in un sexy look total white che poco lascia all’immaginazione dei fans assiepati sottopalco, Miss Patrizi propone la sua liturgia clubbin’ con un pieno di consensi che va al di là dei meriti di un repertorio non sempre indimenticabile.

elodie-minigonna-liberta-club
La locandina con cui Elodie promuove il tour di show nei club

Red Light nei club

Anche se l’ultimo singolo “A fari spenti” (scritto da un pool di amici tra cui Elisa) non è riuscito a scavallare il 21° posto in hit parade, infatti, il momento d’oro di “Elo” continua, su e giù dal palco. L’ultima fatica discografica “Red Light”, che non è un album né un ep, ma un “clubtape”, come lo chiama lei, l’ha realizzata proprio col pensiero a questo giro di concerti autunnale.

Sette canzoni unite tra loro dalle arti magiche di Dardust, inserite in blocco nella parte mediana dello show, tra “Pensare male” e “La coda del diavolo”, per dare maggior impulso alla scaletta. “A spingermi in studio è stato anche il desiderio di correggere qualcosa dell’anteprima di questo tour, portata al Forum di Assago in primavera, e in particolare quella parte centrale che ne allentava un po’ la tensione” spiega la cantante romana, 33 anni.

elodie-minigonna-liberta-club
Elodie in un’immagine promo del disco (ph credit The Morelli Brothers)

“Mi sono resa conto, infatti, che mancava un po’ della ‘cattiveria’ del club, e quindi di quel mondo in cui sono cresciuta prima di fare la cantante. E poi volevo raccontare la gente che ho sotto al palco; prima, infatti, non sapevo esattamente quale fosse il mio pubblico, mentre adesso sì. Un pubblico di donne, della comunità Lgbtq+, con pochi uomini. Anche se poi, per me, di uomini ne esiste solo uno: il mio fidanzato”.

La copertina di Milo Manara

Oltre alle canzoni, ha fatto parlare pure la copertina di “Red light” (che destina parte dei proventi alla fondazione Red di Bono Vox) firmata da Milo Manara. “Ho scoperto l’erotismo, la potenza e la libertà del corpo femminile grazie al maestro Milo Manara e per questo le sue tavole mi sono state sempre d’ispirazione” ammette Elodie.

elodie-minigonna-liberta-club
La copertina del primo clubtape italiano, “Red Light”, di Elodie, è firmata da Milo Manara

“Così l’ho cercato, iniziando un corteggiamento che s’è realizzato solo dopo lo ‘scandalo’ delle foto senza veli (quelle attinte dal video della stessa ‘A fari spenti’, ndr). La scatto su cui ha creato la sua opera è proprio quella finita nella bufera. Anche se Manara mi ha tolto dalle gambe la mano con cui mi copro pudicamente i genitali per chiuderla emblematicamente in un pugno.

Un modo per ribadire che il corpo è di noi donne e che dobbiamo lottare per il diritto di usarlo come vogliamo. Ecco perché considero il mio corpo un manifesto di libertà”.

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Ancora Elodie, ancora polemiche. Non passa occasione che la cantante romana non venga presa di mira con commenti sessisti e misogini per le sue esibizioni. Ormai una routine consolidata: lei appare, sensuale e provocante, sul palco e puntualmente sui social si scatena il pubblico maschile, pronto a far valere i propri istinti sulla ragione.
 
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Elodie e la lap dance della discordia

L'immagine da lap dancer aggrappata come mamma l’ha fatta al palo dello strip club di turno con cui l'artista ha tappezzato i muri per promuovere il concerto di martedì prossimo al Mandela Forum la dice lunga sulle intenzioni di uno spettacolo da ascoltare, cantare, ballare e, soprattutto, vedere. Strizzata nella sua minigonna rossa dallo spacco vertiginoso che qualche apprensione le ha provocato durante le repliche romane, o inguainata in un sexy look total white che poco lascia all’immaginazione dei fans assiepati sottopalco, Miss Patrizi propone la sua liturgia clubbin’ con un pieno di consensi che va al di là dei meriti di un repertorio non sempre indimenticabile.
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La locandina con cui Elodie promuove il tour di show nei club

Red Light nei club

Anche se l’ultimo singolo “A fari spenti” (scritto da un pool di amici tra cui Elisa) non è riuscito a scavallare il 21° posto in hit parade, infatti, il momento d’oro di “Elo” continua, su e giù dal palco. L’ultima fatica discografica “Red Light”, che non è un album né un ep, ma un “clubtape”, come lo chiama lei, l’ha realizzata proprio col pensiero a questo giro di concerti autunnale. Sette canzoni unite tra loro dalle arti magiche di Dardust, inserite in blocco nella parte mediana dello show, tra “Pensare male” e “La coda del diavolo”, per dare maggior impulso alla scaletta. “A spingermi in studio è stato anche il desiderio di correggere qualcosa dell’anteprima di questo tour, portata al Forum di Assago in primavera, e in particolare quella parte centrale che ne allentava un po’ la tensione" spiega la cantante romana, 33 anni.
elodie-minigonna-liberta-club
Elodie in un'immagine promo del disco (ph credit The Morelli Brothers)
“Mi sono resa conto, infatti, che mancava un po’ della ‘cattiveria’ del club, e quindi di quel mondo in cui sono cresciuta prima di fare la cantante. E poi volevo raccontare la gente che ho sotto al palco; prima, infatti, non sapevo esattamente quale fosse il mio pubblico, mentre adesso sì. Un pubblico di donne, della comunità Lgbtq+, con pochi uomini. Anche se poi, per me, di uomini ne esiste solo uno: il mio fidanzato”.

La copertina di Milo Manara

Oltre alle canzoni, ha fatto parlare pure la copertina di “Red light” (che destina parte dei proventi alla fondazione Red di Bono Vox) firmata da Milo Manara. “Ho scoperto l’erotismo, la potenza e la libertà del corpo femminile grazie al maestro Milo Manara e per questo le sue tavole mi sono state sempre d’ispirazione” ammette Elodie.
elodie-minigonna-liberta-club
La copertina del primo clubtape italiano, "Red Light", di Elodie, è firmata da Milo Manara
“Così l’ho cercato, iniziando un corteggiamento che s’è realizzato solo dopo lo ‘scandalo’ delle foto senza veli (quelle attinte dal video della stessa ‘A fari spenti', ndr). La scatto su cui ha creato la sua opera è proprio quella finita nella bufera. Anche se Manara mi ha tolto dalle gambe la mano con cui mi copro pudicamente i genitali per chiuderla emblematicamente in un pugno. Un modo per ribadire che il corpo è di noi donne e che dobbiamo lottare per il diritto di usarlo come vogliamo. Ecco perché considero il mio corpo un manifesto di libertà”.
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