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Home » Lifestyle » A Natale ti senti un po’ Grinch? Leggi che ti passa

A Natale ti senti un po’ Grinch? Leggi che ti passa

Da un sondaggio di Libraccio è emerso che il 66% degli intervistati cerca rifugio tra i libri per vincere la tristezza e l'ansia da Natale

Caterina Ceccuti
8 Dicembre 2023
natale-grinch-libri
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Luci colorate, jingle scampanellanti, stelle dorate e il verde dell’agrifoglio ovunque: per molti significano festa, rinascita, Natale…sicuramente uno dei momenti più attesi dell’anno. Per molti, ma non per tutti.

Stando a quanto è emerso dal sondaggio promosso da Libraccio – nota catena di librerie indipendenti in Italia – ha svelato dati abbastanza prevedibili, come il fatto che per 4 intervistati su 10 le vacanze natalizie siano un’occasione per leggere di più, ma anche dati più sorprendenti come il fatto che il 66,7% delle persone coinvolte dal sondaggio trovi “conforto” nella lettura, in un periodo che per loro è tutt’altro che sinonimo di gioia e serenità.

natale-grinch-libri

Christmas Blues: ansia da Natale

Il termine inglese per indicare l’insieme di sensazioni negative legate all’avvicinarsi del 25 dicembre – tristezza, ansia, senso di solitudine e di inadeguatezza – è “Christmas Blues”, e l’intento della survey è stato proprio quello di scattare una fotografia delle emozioni che nascono nelle persone intorno alle feste e del loro rapporto con la lettura come genere di conforto.

Ne è emerso un impatto sicuramente positivo, cosa questa che non stupisce se si considera che, immergendosi nelle pagine di un buon libro si possono attraversare continenti e dimensioni, tornare indietro nel tempo o fare salti nel futuro, vestire i panni di qualsiasi altro essere vivente, immaginario o reale. Insomma, la narrativa rappresenta uno dei primi – e sicuramente uno dei più potenti – contenitori culturali in cui l’inclusione sociale è davvero libera di manifestarsi. Nel rapporto tra lettore e pagina scritta, prima ancora che nel semplice svolgimento di una trama.

Infatti, secondo quanto emerso dal sondaggio – svolto su un campione di 200 lettori di cui donne in prevalenza – se è vero che il 43% del totale dichiara di provare sensazioni di gioia ed euforia per l’avvicinarsi del Natale, il 19,4% confessa di vivere questo periodo con ansia e il 10% lamenta solitudine.

“Il fenomeno del Christmas Blues – spiega Carlotta Sanzogni, responsabile Social e PR di Libraccio – nasce anche in risposta al bisogno, spesso imposto dalla società, di dover vivere questo momento con felicità a tutti i costi, gioendo delle riunioni familiari e mostrandosi soddisfatti e sereni ai propri ospiti. Questo senso di costrizione può però suscitare stati di stress e frustrazione, dovuti al paragone con “l’altro”, oltre a nervosismo, insofferenza e tristezza.

Un antidoto allo sconforto sembra essere per molte persone la lettura, tanto che nel 40% dei casi gli intervistati hanno dichiarato di leggere più del solito a Natale. Per il 66,7% di coloro che vivono questo periodo con emozioni negative, la lettura è di conforto.”

natale-grinch-libri

Quali libri si leggono

Quali sono i generi che vanno per la maggiore?

“Sul podio dei generi più ricercati si trovano i gialli, con il 34,4% delle preferenze, i romanzi rosa e i fantasy a pari merito – 31,7% -, seguiti dai romanzi storici con un 28,3%. Seguono le biografie, i thriller e i saggi.

A dimostrazione di come la lettura possa alleggerire un momento complicato vi sono anche la percentuale di coloro che prevedono di regalare un libro a Natale (72,2%) e le sensazioni che provoca ricevere un regalo “da leggere”, che nel 48,9% dei casi fa sentire chi lo riceve felici e nel 18,3% arricchisce.”

Chi è adombrato dal Christmas Blues certamente prediligerà il lieto fine nelle storie che legge…

“In effetti sì. Ci siamo resi conto che sempre più persone, quando vengono in libreria a cercare un testo da comprare per sé o regalare, esprimono il desiderio di trovare un lieto fine, una conclusione felice, seppur inaspettata, in fondo alle pagine del proprio libro.

Questo, crediamo, in contrasto a una quotidianità fatta di ansie, di preoccupazioni, a volte anche di grandi dispiaceri. La lettura, invece, per tanti è un rifugio, un posto sicuro, come abbiamo potuto appurare, che ciascuno di noi vive a suo modo, trovando in essa la propria fonte di serenità e un momento di esplorazione interiore.

Infatti, più della metà degli intervistati vorrebbe che il proprio finale portasse un momento di riflessione, mentre il 40,6% desidera un finale inaspettato ma positivo. Solo il 5,6% è favorevole al finale aperto.”

Quali sono i titoli più “di conforto” del momento?

“Abbiamo posto proprio la domanda “Quale libro è stato più di conforto, tra quelli letti di recente?” E la risposta ha fatto emergere titoli come “La vita è bella, nonostante” (Sveva Casati Modignani), “Giù nella valle” di Paolo Cognetti, “La portalettere” (Francesca Giannone) e “L’invincibile estate di Liliana”, firmato da Cristina Rivera Garza.”

Quale target di pubblico ha accolto la vostra proposta di survey?

“A rispondere al sondaggio è stato un pubblico di lettori composto per il 90% da donne e il 10% da uomini, prevalentemente residenti nel Nord Italia (65,6%): il 36% ha più di 45 anni, il 32% tra 25 e 34, il 18,9% tra 35 e 44 e il 12,8% tra 15 e 24 anni.”

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Luci colorate, jingle scampanellanti, stelle dorate e il verde dell’agrifoglio ovunque: per molti significano festa, rinascita, Natale…sicuramente uno dei momenti più attesi dell’anno. Per molti, ma non per tutti.

Stando a quanto è emerso dal sondaggio promosso da Libraccio – nota catena di librerie indipendenti in Italia - ha svelato dati abbastanza prevedibili, come il fatto che per 4 intervistati su 10 le vacanze natalizie siano un’occasione per leggere di più, ma anche dati più sorprendenti come il fatto che il 66,7% delle persone coinvolte dal sondaggio trovi “conforto” nella lettura, in un periodo che per loro è tutt’altro che sinonimo di gioia e serenità.

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Christmas Blues: ansia da Natale

Il termine inglese per indicare l’insieme di sensazioni negative legate all’avvicinarsi del 25 dicembre – tristezza, ansia, senso di solitudine e di inadeguatezza – è “Christmas Blues”, e l’intento della survey è stato proprio quello di scattare una fotografia delle emozioni che nascono nelle persone intorno alle feste e del loro rapporto con la lettura come genere di conforto.

Ne è emerso un impatto sicuramente positivo, cosa questa che non stupisce se si considera che, immergendosi nelle pagine di un buon libro si possono attraversare continenti e dimensioni, tornare indietro nel tempo o fare salti nel futuro, vestire i panni di qualsiasi altro essere vivente, immaginario o reale. Insomma, la narrativa rappresenta uno dei primi – e sicuramente uno dei più potenti - contenitori culturali in cui l’inclusione sociale è davvero libera di manifestarsi. Nel rapporto tra lettore e pagina scritta, prima ancora che nel semplice svolgimento di una trama.

Infatti, secondo quanto emerso dal sondaggio – svolto su un campione di 200 lettori di cui donne in prevalenza - se è vero che il 43% del totale dichiara di provare sensazioni di gioia ed euforia per l’avvicinarsi del Natale, il 19,4% confessa di vivere questo periodo con ansia e il 10% lamenta solitudine.

“Il fenomeno del Christmas Blues – spiega Carlotta Sanzogni, responsabile Social e PR di Libraccio - nasce anche in risposta al bisogno, spesso imposto dalla società, di dover vivere questo momento con felicità a tutti i costi, gioendo delle riunioni familiari e mostrandosi soddisfatti e sereni ai propri ospiti. Questo senso di costrizione può però suscitare stati di stress e frustrazione, dovuti al paragone con “l’altro”, oltre a nervosismo, insofferenza e tristezza.

Un antidoto allo sconforto sembra essere per molte persone la lettura, tanto che nel 40% dei casi gli intervistati hanno dichiarato di leggere più del solito a Natale. Per il 66,7% di coloro che vivono questo periodo con emozioni negative, la lettura è di conforto.”

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Quali libri si leggono

Quali sono i generi che vanno per la maggiore?

“Sul podio dei generi più ricercati si trovano i gialli, con il 34,4% delle preferenze, i romanzi rosa e i fantasy a pari merito - 31,7% -, seguiti dai romanzi storici con un 28,3%. Seguono le biografie, i thriller e i saggi.

A dimostrazione di come la lettura possa alleggerire un momento complicato vi sono anche la percentuale di coloro che prevedono di regalare un libro a Natale (72,2%) e le sensazioni che provoca ricevere un regalo “da leggere”, che nel 48,9% dei casi fa sentire chi lo riceve felici e nel 18,3% arricchisce.”

Chi è adombrato dal Christmas Blues certamente prediligerà il lieto fine nelle storie che legge…

“In effetti sì. Ci siamo resi conto che sempre più persone, quando vengono in libreria a cercare un testo da comprare per sé o regalare, esprimono il desiderio di trovare un lieto fine, una conclusione felice, seppur inaspettata, in fondo alle pagine del proprio libro.

Questo, crediamo, in contrasto a una quotidianità fatta di ansie, di preoccupazioni, a volte anche di grandi dispiaceri. La lettura, invece, per tanti è un rifugio, un posto sicuro, come abbiamo potuto appurare, che ciascuno di noi vive a suo modo, trovando in essa la propria fonte di serenità e un momento di esplorazione interiore.

Infatti, più della metà degli intervistati vorrebbe che il proprio finale portasse un momento di riflessione, mentre il 40,6% desidera un finale inaspettato ma positivo. Solo il 5,6% è favorevole al finale aperto.”

Quali sono i titoli più “di conforto” del momento?

“Abbiamo posto proprio la domanda “Quale libro è stato più di conforto, tra quelli letti di recente?” E la risposta ha fatto emergere titoli come “La vita è bella, nonostante” (Sveva Casati Modignani), “Giù nella valle” di Paolo Cognetti, “La portalettere” (Francesca Giannone) e “L’invincibile estate di Liliana”, firmato da Cristina Rivera Garza.”

Quale target di pubblico ha accolto la vostra proposta di survey?

“A rispondere al sondaggio è stato un pubblico di lettori composto per il 90% da donne e il 10% da uomini, prevalentemente residenti nel Nord Italia (65,6%): il 36% ha più di 45 anni, il 32% tra 25 e 34, il 18,9% tra 35 e 44 e il 12,8% tra 15 e 24 anni.”

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