Main Partner
[gslogo id=3]
Partner
[gslogo id=2]
Luce
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • Evento 2023
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Luce
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • Evento 2023
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Luce

Home » Lifestyle » Le parole del 2023: stato di emergenza, deepfake, Barbieheimer e o’ mar for

Le parole del 2023: stato di emergenza, deepfake, Barbieheimer e o’ mar for

Quali sono state le parole e i trend dell'anno che sta per concludersi, molti dei quali sono destinati ad essere dimenticati

10 Dicembre 2023
parole-anno-trend-2023
Share on FacebookShare on Twitter

Stando alla logica secondo la quale nulla esiste se non ha un nome, nel 2023 sono state moltissime le cose che hanno visto – o rivisto – la luce. In un contesto sociale e geopolitico polarizzato tra avvenimenti catastrofici (tanti) e lieti (pochissimi), l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle è stato punteggiato da una serie di parole su cui vale la pena concentrarsi.

A farlo sono stati gli esperti di Babbel – la piattaforma per l’apprendimento delle lingue live e su app – che, come ogni dicembre, hanno proposto una retrospettiva linguistica sulle parole e le espressioni protagoniste degli ultimi dodici mesi. Un impegno che ha come obiettivo la raccolta di termini e frasi che, illustrando fenomeni ed eventi di rilievo, si dimostrano in grado di restituire un’immagine pressoché fedele del tempo presente.

Un esercizio per linguisti e non solo, che evidenzia chiaramente come la lingua quotidiana e gli slang mutino nel tempo, rivelando sfumature evolutive talvolta inattese e sorprendenti.

I temi e le parole protagoniste

Tra i tanti temi al centro del dibattito dell’anno, il clima. Ambiente e disastri naturali sono stati protagonisti. Lo scorso luglio è stato il mese più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media mondiale che ha superato, per la prima volta nella storia, i 17 gradi celsius. Anche gli oceani e i mari hanno vissuto quello che esperti ed esperte chiamano un “annus horribilis”.

parole-anno-trend-2023
Carabinieri in servizio portano in salvo 2 persona anziane dopo averle raggiunte a nuoto in una zona allagata dal Lamone, Faenza, 16 maggio 2023

Sempre nel mese di luglio, le acque del Mediterraneo hanno raggiunto la temperatura superficiale di 30 gradi (5 punti percentuali sopra la media), mettendo a serio rischio gli equilibri degli ecosistemi marini. Molti anche gli eventi catastrofici, rigorosamente accompagnati da un lessico specifico soggetto a variazioni locali.

Il lemma “wildfire”, letteralmente “fuoco selvaggio” o “fuoco non domato”, è stato tra i più utilizzati nei territori anglofoni per descrivere gli incendi estivi che hanno colpito Grecia e Italia. “Stato di emergenza” è finita inserita di diritto nell’elenco delle espressioni più utilizzate. Le gravi alluvioni che si sono abbattute su Emilia Romagna, Toscana e Marche hanno trovato spazio in moltissimi contesti mediatici, da quelli classici alle loro trasposizioni social.

Politica e dintorni

Sul fronte della politica e dei diritti, tra le espressioni maggiormente inflazionate si segnala “war fatigue”, letteralmente “affaticamento da guerra” o “stanchezza da guerra”. Negli ultimi mesi, questa espressione ha trovato casa nei media internazionali in relazione alla guerra in Ucraina. Il riferimento è al progressivo disinteressamento da parte dell’Occidente nei confronti delle sorti dell’Ucraina: a quasi due anni dall’invasione russa, molti cittadini e cittadine temono di non poter più contare sull’appoggio promesso.

parole-anno-trend-2023
Le ragioni che spingono le profughe a tornare in Ucraina sono diverse. Ma per lo più, in base alle testimonianze raccolte, chi torna vuole semplicemente andare a casa (Ansa)

Con il riaccendersi del conflitto israelo-palestinese, è tornata di uso comune anche la parola “ceasefire”, letteralmente “cessate il fuoco”, espressione inglese adottata in tutto il mondo per chiedere che vengano sospese tutte le attività militari nella zona colpita dal conflitto.

Frasi emblematiche e in trend anche sul tema dei femminicidi. “Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto”: recita così la poesia dell’attivista peruviana Cristina Torre Càceres divenuta virale a metà novembre in reazione alla notizia della morte della ventiduenne Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta.

Intelligenza artificiale

Il 2023 è stato anche l’anno del boom mediatico dell’intelligenza artificiale, con il lancio di numerosi nuovi strumenti resi accessibili al pubblico e il conseguente diffondersi di una grande quantità di neologismi. Tra questi, il termine “deepfake” ha fatto il giro del web quando sono iniziati ad apparire online video e immagini sintetici, manipolati digitalmente, per sostituire in modo convincente le sembianze di una persona con quelle di un’altra.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Propaganda Live (@welikeduel)

Secondo gli esperti di Babbel, il termine è una parola ibrida che unisce “deep learning”, tecnica di machine learning con la quale il computer impara a fare ciò che viene naturale all’essere umano, e “fake”.

Iper-inflazionato anche il vocabolo “coronation”. Il 6 maggio 2023, a settant’anni da quella della madre, è andata in scena l’incoronazione di Carlo III, Re del Regno Unito e degli altri 14 regni del Commonwealth. Una cerimonia che ha attirato l’attenzione di molti spettatori anche al di fuori dello Stato insulare. Tra gli ospiti dell’Abbazia di Westminster, oltre ai membri di altre famiglie reali d’Europa, leader politici internazionali, attori e pop star.

L’estate del granchio blu

E chi l’avrebbe mai detto che quella del 2023 sarebbe stata l’estate del “granchio blu”? Questo piccolo crostaceo originario dell’Atlantico, la cui espansione nel Mediterraneo continua a destare molta preoccupazione, ha fatto parlare di sé nei mesi estivi. Definito una “specie aliena invasiva”, rischia di decimare numerose specie autoctone, mettendo a rischio l’equilibrio dell’ecosistema marino. Neanche a dirlo, il suo nome è legato alla colorazione bluastra che lo caratterizza.

Cinema e televisione

Spazio anche alla pop culture. Se nel 2022 spiccavano parole come “corsivo” ed “Eurovision”, quest’anno i riferimenti sono al cinema e alla musica leggera internazionale. Il 21 luglio 2023 uscivano nelle sale, in contemporanea, i tanto attesi blockbuster “Barbie” e “Oppenheimer”. L’annuncio del lancio in sincro di queste due pellicole agli antipodi ha dato adito a dibattiti e meme, con molti che si chiedevano se guardarli entrambi subito e, se sì, in quale ordine e con quale outfit.

parole-anno-trend-2023

Il fenomeno ha avuto una risonanza tale da guadagnarsi una denominazione specifica declinata in diversi neologismi sincratici, tra i quali Barbenheimer, Oppenbarbie, Barbieheimer e Boppenheimer. “Barbie”, in particolare, ha portato con sé anche una serie di trend e tendenze, sia online che offline, tra cui l’estetica Barbiecore, che trae ispirazione dai look tra il pop e il kitsch dominati dai toni del rosa shocking e del fucsia, caratteristici della leggendaria bambola statunitense.

E poi O’ mar for (Mare Fuori). Ambientata in un carcere minorile di Napoli, Mare Fuori è stata una delle serie televisive italiane più di successo del 2023, offrendo uno scorcio sulla vita nell’istituto penitenziario minorile e analizzando le molteplici sfaccettature del capoluogo campano e della sua cultura. Il nome della serie è tratto dalla sigla (“O’ Mar For”), cantata in dialetto napoletano da uno dei protagonisti (Edoardo, interpretato da Matteo Paolillo).

parole-anno-trend-2023
Maria Esposito e Massimiliano Caiazzo, rispettivamente Rosa ricci e Carmine Di Salvo di “Mare Fuori”

L’uscita della terza stagione a febbraio e gli aggiornamenti sulle riprese della quarta hanno catturato l’attenzione dei media e conquistato milioni di telespettatori nel 2023. La popolarità della serie è stata tale da aver ispirato anche un musical, attualmente in tour nei principali teatri italiani.

L’elenco e la disamina potrebbero continuare, considerando la potenza dei social nel contribuire a rendere virale ogni qualsivoglia accadimento. A traslare una simile riflessione nel decennio scorso viene quasi da sorridere: senza social, Netflix, WhatsApp, Telegram e simili sarebbe stato assai più difficile rendere mainstream lemmi legati a fenomeni di passaggio. Discorso a parte, invece, riguarda l’immaginario collettivo.

Se espressioni – ad esempio – di troisiana memoria, nonostante i tempi, sono ancora ben stampati nella nostra mente e viaggiano di generazione in generazione, c’è da scommettere che molti dei trend del 2023 siano destinati, in men che non si dica, a cadere nell’oblio. Date le circostanze, onde evitare di peccare di passatismo, meglio comunque stare alla larga dal classico e sempre verde “si stava meglio quando si stava peggio”.

Potrebbe interessarti anche

Nessun contenuto disponibile

Instagram

    The Instagram Access Token is expired, Go to the Customizer > JNews : Social, Like & View > Instagram Feed Setting, to refresh it.

Stando alla logica secondo la quale nulla esiste se non ha un nome, nel 2023 sono state moltissime le cose che hanno visto - o rivisto - la luce. In un contesto sociale e geopolitico polarizzato tra avvenimenti catastrofici (tanti) e lieti (pochissimi), l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle è stato punteggiato da una serie di parole su cui vale la pena concentrarsi.

A farlo sono stati gli esperti di Babbel - la piattaforma per l’apprendimento delle lingue live e su app - che, come ogni dicembre, hanno proposto una retrospettiva linguistica sulle parole e le espressioni protagoniste degli ultimi dodici mesi. Un impegno che ha come obiettivo la raccolta di termini e frasi che, illustrando fenomeni ed eventi di rilievo, si dimostrano in grado di restituire un’immagine pressoché fedele del tempo presente.

Un esercizio per linguisti e non solo, che evidenzia chiaramente come la lingua quotidiana e gli slang mutino nel tempo, rivelando sfumature evolutive talvolta inattese e sorprendenti.

I temi e le parole protagoniste

Tra i tanti temi al centro del dibattito dell’anno, il clima. Ambiente e disastri naturali sono stati protagonisti. Lo scorso luglio è stato il mese più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media mondiale che ha superato, per la prima volta nella storia, i 17 gradi celsius. Anche gli oceani e i mari hanno vissuto quello che esperti ed esperte chiamano un “annus horribilis”.

parole-anno-trend-2023
Carabinieri in servizio portano in salvo 2 persona anziane dopo averle raggiunte a nuoto in una zona allagata dal Lamone, Faenza, 16 maggio 2023

Sempre nel mese di luglio, le acque del Mediterraneo hanno raggiunto la temperatura superficiale di 30 gradi (5 punti percentuali sopra la media), mettendo a serio rischio gli equilibri degli ecosistemi marini. Molti anche gli eventi catastrofici, rigorosamente accompagnati da un lessico specifico soggetto a variazioni locali.

Il lemma “wildfire”, letteralmente “fuoco selvaggio” o “fuoco non domato”, è stato tra i più utilizzati nei territori anglofoni per descrivere gli incendi estivi che hanno colpito Grecia e Italia. “Stato di emergenza” è finita inserita di diritto nell’elenco delle espressioni più utilizzate. Le gravi alluvioni che si sono abbattute su Emilia Romagna, Toscana e Marche hanno trovato spazio in moltissimi contesti mediatici, da quelli classici alle loro trasposizioni social.

Politica e dintorni

Sul fronte della politica e dei diritti, tra le espressioni maggiormente inflazionate si segnala “war fatigue”, letteralmente “affaticamento da guerra” o “stanchezza da guerra”. Negli ultimi mesi, questa espressione ha trovato casa nei media internazionali in relazione alla guerra in Ucraina. Il riferimento è al progressivo disinteressamento da parte dell’Occidente nei confronti delle sorti dell’Ucraina: a quasi due anni dall’invasione russa, molti cittadini e cittadine temono di non poter più contare sull’appoggio promesso.

parole-anno-trend-2023
Le ragioni che spingono le profughe a tornare in Ucraina sono diverse. Ma per lo più, in base alle testimonianze raccolte, chi torna vuole semplicemente andare a casa (Ansa)

Con il riaccendersi del conflitto israelo-palestinese, è tornata di uso comune anche la parola “ceasefire”, letteralmente “cessate il fuoco”, espressione inglese adottata in tutto il mondo per chiedere che vengano sospese tutte le attività militari nella zona colpita dal conflitto.

Frasi emblematiche e in trend anche sul tema dei femminicidi. “Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto”: recita così la poesia dell’attivista peruviana Cristina Torre Càceres divenuta virale a metà novembre in reazione alla notizia della morte della ventiduenne Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta.

Intelligenza artificiale

Il 2023 è stato anche l’anno del boom mediatico dell’intelligenza artificiale, con il lancio di numerosi nuovi strumenti resi accessibili al pubblico e il conseguente diffondersi di una grande quantità di neologismi. Tra questi, il termine “deepfake” ha fatto il giro del web quando sono iniziati ad apparire online video e immagini sintetici, manipolati digitalmente, per sostituire in modo convincente le sembianze di una persona con quelle di un’altra.

 
Visualizza questo post su Instagram
 

Un post condiviso da Propaganda Live (@welikeduel)

Secondo gli esperti di Babbel, il termine è una parola ibrida che unisce “deep learning”, tecnica di machine learning con la quale il computer impara a fare ciò che viene naturale all’essere umano, e “fake”.

Iper-inflazionato anche il vocabolo “coronation”. Il 6 maggio 2023, a settant’anni da quella della madre, è andata in scena l’incoronazione di Carlo III, Re del Regno Unito e degli altri 14 regni del Commonwealth. Una cerimonia che ha attirato l’attenzione di molti spettatori anche al di fuori dello Stato insulare. Tra gli ospiti dell'Abbazia di Westminster, oltre ai membri di altre famiglie reali d’Europa, leader politici internazionali, attori e pop star.

L'estate del granchio blu

E chi l’avrebbe mai detto che quella del 2023 sarebbe stata l’estate del “granchio blu”? Questo piccolo crostaceo originario dell’Atlantico, la cui espansione nel Mediterraneo continua a destare molta preoccupazione, ha fatto parlare di sé nei mesi estivi. Definito una “specie aliena invasiva”, rischia di decimare numerose specie autoctone, mettendo a rischio l’equilibrio dell’ecosistema marino. Neanche a dirlo, il suo nome è legato alla colorazione bluastra che lo caratterizza.

Cinema e televisione

Spazio anche alla pop culture. Se nel 2022 spiccavano parole come “corsivo” ed “Eurovision”, quest’anno i riferimenti sono al cinema e alla musica leggera internazionale. Il 21 luglio 2023 uscivano nelle sale, in contemporanea, i tanto attesi blockbuster “Barbie” e “Oppenheimer”. L’annuncio del lancio in sincro di queste due pellicole agli antipodi ha dato adito a dibattiti e meme, con molti che si chiedevano se guardarli entrambi subito e, se sì, in quale ordine e con quale outfit.

parole-anno-trend-2023

Il fenomeno ha avuto una risonanza tale da guadagnarsi una denominazione specifica declinata in diversi neologismi sincratici, tra i quali Barbenheimer, Oppenbarbie, Barbieheimer e Boppenheimer. “Barbie”, in particolare, ha portato con sé anche una serie di trend e tendenze, sia online che offline, tra cui l’estetica Barbiecore, che trae ispirazione dai look tra il pop e il kitsch dominati dai toni del rosa shocking e del fucsia, caratteristici della leggendaria bambola statunitense.

E poi O' mar for (Mare Fuori). Ambientata in un carcere minorile di Napoli, Mare Fuori è stata una delle serie televisive italiane più di successo del 2023, offrendo uno scorcio sulla vita nell’istituto penitenziario minorile e analizzando le molteplici sfaccettature del capoluogo campano e della sua cultura. Il nome della serie è tratto dalla sigla (“O’ Mar For”), cantata in dialetto napoletano da uno dei protagonisti (Edoardo, interpretato da Matteo Paolillo).

parole-anno-trend-2023
Maria Esposito e Massimiliano Caiazzo, rispettivamente Rosa ricci e Carmine Di Salvo di "Mare Fuori"

L’uscita della terza stagione a febbraio e gli aggiornamenti sulle riprese della quarta hanno catturato l’attenzione dei media e conquistato milioni di telespettatori nel 2023. La popolarità della serie è stata tale da aver ispirato anche un musical, attualmente in tour nei principali teatri italiani.

L’elenco e la disamina potrebbero continuare, considerando la potenza dei social nel contribuire a rendere virale ogni qualsivoglia accadimento. A traslare una simile riflessione nel decennio scorso viene quasi da sorridere: senza social, Netflix, WhatsApp, Telegram e simili sarebbe stato assai più difficile rendere mainstream lemmi legati a fenomeni di passaggio. Discorso a parte, invece, riguarda l’immaginario collettivo.

Se espressioni - ad esempio - di troisiana memoria, nonostante i tempi, sono ancora ben stampati nella nostra mente e viaggiano di generazione in generazione, c’è da scommettere che molti dei trend del 2023 siano destinati, in men che non si dica, a cadere nell’oblio. Date le circostanze, onde evitare di peccare di passatismo, meglio comunque stare alla larga dal classico e sempre verde “si stava meglio quando si stava peggio”.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • Cos’è Luce!
  • Redazione
  • Board
  • Contattaci
  • Evento 2023

Robin Srl
Società soggetta a direzione e coordinamento di Monrif
Dati societariISSNPrivacyImpostazioni privacy

Copyright© 2023 - P.Iva 12741650159

CATEGORIE
  • Contatti
  • Lavora con noi
  • Concorsi
ABBONAMENTI
  • Digitale
  • Cartaceo
  • Offerte promozionali
PUBBLICITÀ
  • Speed ADV
  • Network
  • Annunci
  • Aste E Gare