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Home » Attualità » “Giù le mani dall’ex Civis”, l’appello di Daniele Silvestri e colleghi. Tajani rassicura: “E’ solo un trasloco”

“Giù le mani dall’ex Civis”, l’appello di Daniele Silvestri e colleghi. Tajani rassicura: “E’ solo un trasloco”

E' montata in questi giorni la mobilitazione in difesa dell'Officina Pasolini a Roma, nell'ex Civis, appoggiata anche da molti artisti. Il timore è che la riqualificazione dello stabile porti ad uno sfratto

Margherita Ambrogetti Damiani
11 Dicembre 2023
ex-civis-roma-silvestri-tajani

Daniele Silvestri tra gli artisti mobilitati in difesa dell'Ex Civis

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Il grido di allarme è inequivocabile: Officina Pasolini a Roma rischia di scomparire. Ad averlo lanciato sono stati gli studenti dell’hub centrale, un laboratorio di alta formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale. Una realtà che ha visto la luce nel 2014 grazie all’intuizione della Regione Lazio a guida Nicola Zingaretti e ai fondi della Comunità europea. Nei locali dell’hub aule, posti letto e il teatro “Eduardo De Filippo”.

Uno dei tanti cuori pulsanti culturali della capitale che trova casa nell’Ex Civis, di fronte al Ministero degli Esteri. Proprio dal dicastero è arrivato l’aut aut: la Farnesina, proprietaria degli stabili, pretende di rientrarne in possesso per trasformarli in foresterie per i funzionari e parcheggi. In molti, tra docenti e artisti, sono scesi in campo per tentare di bloccare la procedura. In prima fila anche Daniele Silvestri che, senza mezze parole, sui suoi social ha fatto presente che, qualora l’operazione andasse in porto, “Roma perderebbe una delle poche cose di cui andare orgogliosi”.

 

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L’appello di Daniele Silvestri al ministro

Un video di una manciata di secondi rivolto al ministro Tajani a cui il cantautore rammenta l’importanza di un luogo in cui lo stesso De Filippo ha insegnato, “un bel posto in cui andare”, con spazi verdi e posti letto per studentesse e studenti. Aspetto, quello dell’ospitalità, su cui Silvestri insiste, spiegando a Tajani – qualora ce ne fosse stato bisogno – che, data la crisi abitativa e la bolla del “caro affitti” che travolge studentesse e studenti da Nord a Sud, appare quantomeno fuori luogo e fuori tempo intraprendere un simile percorso.

Ma c’è di più: nei pressi di Officina Pasolini c’è una palazzina in disuso su cui la Farnesina pare non avere intenzione di poggiare lo sguardo. Optare per questa alternativa sarebbe sicuramente la via migliore. Daniele Silvestri teme “un’Odissea” e c’è da scommettere che la sua lettura della questione non sia così diversa dal reale.

Un centro di formazione gratuito, che negli ultimi anni ha permesso di vedere la luce a moltissimi professionisti delle arti, rischia di chiudere per una ragione non del tutto chiara. “Non credo sia una battaglia contro la cultura. Piuttosto – ha spiegato Silvestri – penso sia una battaglia per l’ignoranza. Le istituzioni ignorano l’utilità di un posto del genere, non ne sono proprio informate.”

La petizione e l’occupazione dell’Ex Civis

 

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Nel dubbio che sia questa la ragione, da parte dell’artista e degli studenti è arrivato all’indirizzo del ministro Tajani l’invito a una visita conoscitiva. E se nulla dovesse muoversi? Su questo Silvestri non ha dubbi: l’occupazione pacifica sarebbe l’unica soluzione. Ai suoi fan, ad ascoltare queste parole, sarà subito venuto in mente il video di “Scusate se non piango” girato all’Angelo Mai, altro teatro romano di occupazioni e sgomberi. Una bella metafora che apre a possibili scenari esclusivamente nelle mani della politica.

A prendere posizione è stata anche Concita De Gregorio dalle colonne de La Repubblica che chiede di non mettere da parte ancora una volta la cultura, di consentire a ragazze e ragazzi di continuare a formarsi, sognare, sperare in un qualsivoglia futuro, di investire le proprie energie nell’arte, di non buttare via il proprio talento. Nell’elenco dei sostenitori della battaglia anche Tosca, Paolo Fresu, Rocco Papaleo, Beppe Servillo, Raiz e molti altri.

La palla ora passa alla Farnesina e, che gli piaccia o no, al ministro Tajani. In queste ore, sul web sta girando la petizione rivolta, oltre che al Ministro, alla premier Meloni e al presidente di Regione Rocca. L’hashtag, neanche a dirlo, è #tajanifailacosagiusta. Scegliere tra auto blu e posti letto per gli studenti non dovrebbe essere poi così difficile.

ex-civis-roma-silvestri-tajani
Antonio Tajani ministro per gli Affari Esteri del Governo Meloni (Photo by Roberto Serra / Iguana)

La rassicurazione di Farnesina e ministero

L’obiettivo dell’accordo, promosso a suo tempo dalla giunta Zingaretti e dall’allora ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, spiega oggi una nota della Farnesina “è la valorizzazione di un ampio spazio demaniale, oggi sottoutilizzato e fatiscente, e la realizzazione di una sede definitiva per l’Agenzia per la
Cooperazione. Al momento negli spazi del complesso ex Civis è presente l’Officina Pasolini, un laboratorio di formazione artistica finanziato dalla Regione Lazio”.

“Fino a qualche anno fa – ricorda ancora la nota della Farnesina – negli stessi spazi erano anche ospitati alcuni alloggi per studenti, poi chiusi anche a causa della mancata conformità dei locali alle norme in materia di sicurezza e salute. La Regione Lazio nel 2022 ha valutato che riabilitare i circa 100 alloggi (non 400) al tempo disponibili non sarebbe stato economico e conveniente, anche perché con le nuove norme nella palazzina ex Civis al massimo sarebbero stati possibili 80
alloggi.

In questi giorni alcuni media hanno affrontato la questione. La prima precisazione da fare è che non solo l’Officina Pasolini non perderà la possibilità di lavorare nel complesso in cui opera, ma alla fine della ristrutturazione potrà lavorare in un nuovo spazio più moderno e funzionale, e avrà maggiore visibilità e centralità anche grazie alla riqualificazione dell’area. Lo stesso Accordo del marzo 2022 – scrive ancora la Farnesina – prevede che l’Officina non possa
essere trasferita dalla sua attuale sede fino al completamento della sua nuova sede all’interno di una delle due palazzine”.

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Il grido di allarme è inequivocabile: Officina Pasolini a Roma rischia di scomparire. Ad averlo lanciato sono stati gli studenti dell’hub centrale, un laboratorio di alta formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale. Una realtà che ha visto la luce nel 2014 grazie all’intuizione della Regione Lazio a guida Nicola Zingaretti e ai fondi della Comunità europea. Nei locali dell’hub aule, posti letto e il teatro “Eduardo De Filippo”.

Uno dei tanti cuori pulsanti culturali della capitale che trova casa nell’Ex Civis, di fronte al Ministero degli Esteri. Proprio dal dicastero è arrivato l’aut aut: la Farnesina, proprietaria degli stabili, pretende di rientrarne in possesso per trasformarli in foresterie per i funzionari e parcheggi. In molti, tra docenti e artisti, sono scesi in campo per tentare di bloccare la procedura. In prima fila anche Daniele Silvestri che, senza mezze parole, sui suoi social ha fatto presente che, qualora l’operazione andasse in porto, “Roma perderebbe una delle poche cose di cui andare orgogliosi”.

 
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L'appello di Daniele Silvestri al ministro

Un video di una manciata di secondi rivolto al ministro Tajani a cui il cantautore rammenta l’importanza di un luogo in cui lo stesso De Filippo ha insegnato, “un bel posto in cui andare”, con spazi verdi e posti letto per studentesse e studenti. Aspetto, quello dell’ospitalità, su cui Silvestri insiste, spiegando a Tajani - qualora ce ne fosse stato bisogno - che, data la crisi abitativa e la bolla del “caro affitti” che travolge studentesse e studenti da Nord a Sud, appare quantomeno fuori luogo e fuori tempo intraprendere un simile percorso.

Ma c’è di più: nei pressi di Officina Pasolini c’è una palazzina in disuso su cui la Farnesina pare non avere intenzione di poggiare lo sguardo. Optare per questa alternativa sarebbe sicuramente la via migliore. Daniele Silvestri teme “un’Odissea” e c’è da scommettere che la sua lettura della questione non sia così diversa dal reale.

Un centro di formazione gratuito, che negli ultimi anni ha permesso di vedere la luce a moltissimi professionisti delle arti, rischia di chiudere per una ragione non del tutto chiara. “Non credo sia una battaglia contro la cultura. Piuttosto - ha spiegato Silvestri - penso sia una battaglia per l’ignoranza. Le istituzioni ignorano l’utilità di un posto del genere, non ne sono proprio informate.”

La petizione e l'occupazione dell'Ex Civis

 
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Nel dubbio che sia questa la ragione, da parte dell’artista e degli studenti è arrivato all’indirizzo del ministro Tajani l’invito a una visita conoscitiva. E se nulla dovesse muoversi? Su questo Silvestri non ha dubbi: l’occupazione pacifica sarebbe l’unica soluzione. Ai suoi fan, ad ascoltare queste parole, sarà subito venuto in mente il video di “Scusate se non piango” girato all’Angelo Mai, altro teatro romano di occupazioni e sgomberi. Una bella metafora che apre a possibili scenari esclusivamente nelle mani della politica.

A prendere posizione è stata anche Concita De Gregorio dalle colonne de La Repubblica che chiede di non mettere da parte ancora una volta la cultura, di consentire a ragazze e ragazzi di continuare a formarsi, sognare, sperare in un qualsivoglia futuro, di investire le proprie energie nell’arte, di non buttare via il proprio talento. Nell’elenco dei sostenitori della battaglia anche Tosca, Paolo Fresu, Rocco Papaleo, Beppe Servillo, Raiz e molti altri.

La palla ora passa alla Farnesina e, che gli piaccia o no, al ministro Tajani. In queste ore, sul web sta girando la petizione rivolta, oltre che al Ministro, alla premier Meloni e al presidente di Regione Rocca. L’hashtag, neanche a dirlo, è #tajanifailacosagiusta. Scegliere tra auto blu e posti letto per gli studenti non dovrebbe essere poi così difficile.

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Antonio Tajani ministro per gli Affari Esteri del Governo Meloni (Photo by Roberto Serra / Iguana)

La rassicurazione di Farnesina e ministero

L'obiettivo dell'accordo, promosso a suo tempo dalla giunta Zingaretti e dall'allora ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, spiega oggi una nota della Farnesina "è la valorizzazione di un ampio spazio demaniale, oggi sottoutilizzato e fatiscente, e la realizzazione di una sede definitiva per l'Agenzia per la Cooperazione. Al momento negli spazi del complesso ex Civis è presente l'Officina Pasolini, un laboratorio di formazione artistica finanziato dalla Regione Lazio". "Fino a qualche anno fa - ricorda ancora la nota della Farnesina - negli stessi spazi erano anche ospitati alcuni alloggi per studenti, poi chiusi anche a causa della mancata conformità dei locali alle norme in materia di sicurezza e salute. La Regione Lazio nel 2022 ha valutato che riabilitare i circa 100 alloggi (non 400) al tempo disponibili non sarebbe stato economico e conveniente, anche perché con le nuove norme nella palazzina ex Civis al massimo sarebbero stati possibili 80 alloggi. In questi giorni alcuni media hanno affrontato la questione. La prima precisazione da fare è che non solo l'Officina Pasolini non perderà la possibilità di lavorare nel complesso in cui opera, ma alla fine della ristrutturazione potrà lavorare in un nuovo spazio più moderno e funzionale, e avrà maggiore visibilità e centralità anche grazie alla riqualificazione dell'area. Lo stesso Accordo del marzo 2022 - scrive ancora la Farnesina - prevede che l'Officina non possa essere trasferita dalla sua attuale sede fino al completamento della sua nuova sede all'interno di una delle due palazzine".
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