Niente compiti per le vacanze ma dialogo in famiglia. E’ la richiesta fatta attraverso una circolare dal preside di Roma Giovanni Cogliandro, a capo dell’istituto comprensivo Mozart all’Infernetto.
Ma anche temi come ambiente, condivisione, guerre, sperando che “il nuovo anno riporti la pace in Europa, nel Medio oriente e nel mondo” e tanto altro. Tutto nella comunicazione scritta dal dirigente scolastico.

La richiesta ai docenti: no compiti, ma spunti di riflessione
“Chiedo ai docenti, nel rispetto della loro libertà didattica, di integrare o sostituire una parte dei compiti per le vacanze con proposte di spunti di riflessione che le ragazze e i ragazzi, i bambini e le bambine, vorranno condividere con i loro genitori e con la loro famiglia allargata”, la richiesta nella circolare lunga due pagine.
E prosegue: “Sicuramente il dialogo in famiglia ormai è un qualcosa di sempre più evanescente, quasi raro, come più volte ho già rilevato lo stare a scuola tante volte per i nostri studenti è un esercizio di socialità maggiore dello stare in famiglia o nelle comunità di riferimento, sportive, artistiche, sociali di appartenenza, gruppi nei quali sovente le divisioni sono maggiori di ciò che unisce”.
Perché per il dirigente “occorre ripartire da ciò che di più caro si ha”, in un periodo in cui non si contano violenza e solitudine.
Secondo il preside, infatti, la scuola spesso diventa un luogo di socializzazione più intenso rispetto alla famiglia o ad altre comunità di riferimento. In questo contesto, l’importanza di tesori emotivi, artistici e affettivi diventa cruciale, ma per essere significativi, devono essere condivisi e riflettuti.
“Per questo – prosegue Cogliandro, che aveva annunciato l’arrivo di una circolare un po’ “speciale” durante il concerto di Natale – chiedo una riflessione comune che non deve essere vista solo come un non assegnare compiti o assegnare un carico ritenuto leggero o conveniente, ma un atteggiamento diverso e più pensoso da parte di docenti e famiglie”.

“Il miglior ambiente lavorativo: la scuola”
Poi dopo un piccolo riferimento alla questione del presepe nelle scuole (“la violenza e la decrescita infelice che a volte si manifesta anche a scuola non si risolve come una questione politica”), il preside dell’Infernetto ha ringraziato docenti e studenti per la loro continua voglia di apprendere sottolineando l’importanza della scuola come ambiente lavorativo ideale e augurando a tutti buon Natale.
Questa la parte finale della circolare: “A scuola con i vostri insegnanti potrete imparare a mettere sempre più al centro ciò che di più caro abbiamo, i nostri affetti e le nostre passioni, il dialogo con le persone care e pensare che una vera crescita ed emancipazione si può conseguire solo se si è riflettuto insieme su come ogni momento in cui si sostituisce ciò che è scontato.
Ciò che burocratico, ciò che mero adempimento istituzionale con un momento di riflessione viva di dialogo che può essere suggerito dalla scuola agli studenti e agli stessi docenti. Ringrazio tutti i nostri docenti e studenti per la loro continua voglia di apprendere con i loro studenti e alunni in quello che a mio parere è il miglior ambiente lavorativo che si possa immaginare, la Scuola. Buon Natale a tutti noi”.

La circolare precedente
Il preside Cogliandro non è nuovo a questo tipo di circolari. Nel mese di maggio il capo dell’istituto aveva detto no “agli abiti non appropriati” invitando studenti, insegnanti e personale non docente a evitare indumenti come pantaloncini troppo corti, canottiere e magliette corte, così come capi di abbigliamento eccessivi e inopportuni.
L’obiettivo era quello di garantire un abbigliamento “adeguato” che rispettasse la sensibilità di tutti i membri della comunità scolastica, promuovendo un contesto di crescita inclusiva, interculturale e di apprendimento sereno come aveva spiegato benissimo il dirigente scolastico: “La circolare non è sessista, infatti ho evitato qualsiasi riferimento alla minigonna proprio perché sembrava discriminatorio, né bigotta o moralista.
Non vuole rappresentare una repressione dei costumi bensì si tratta di rispetto per sensibilità diverse: non c’è nulla di male a evitare vestiti che a qualcuno possono dare fastidio”.
E soprattutto, aveva spiegato l’uomo, l’indicazione andava nel solco di quella “educazione alla bellezza” intesa come “educazione all’armonia”, che al Mozart viene trasmessa tra i banchi. Poi concluse: “Tutti abbiamo problemi con il nostro corpo, ma non è esibendo che ci si mostra più sicuri”.

