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Home » Sport » Parigi-Roubaix: stessa fatica, premi diversi. La Tek Segafredo azzera il gap fra uomini e donne

Parigi-Roubaix: stessa fatica, premi diversi. La Tek Segafredo azzera il gap fra uomini e donne

Il team versa alla vincitrice Lizzie Deignan oltre 28 mila euro per adeguare il premio di 1500 euro riconosciuto alla migliore delle donne ai 30 mila previsti per il vincitore maschile Sonny Colbrelli

Ludovica Criscitiello
6 Ottobre 2021
Britain's Elizabeth Lizzie Deignan holds the trophy after she won the first edition of the women elite race of the 'Paris-Roubaix' cycling event, 116,5km from Denain to Roubaix, on October 2, 2021. (Photo by FRANCOIS LO PRESTI / AFP)

Britain's Elizabeth Lizzie Deignan holds the trophy after she won the first edition of the women elite race of the 'Paris-Roubaix' cycling event, 116,5km from Denain to Roubaix, on October 2, 2021. (Photo by FRANCOIS LO PRESTI / AFP)

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Le donne guadagnano meno degli uomini. Non solo nel lavoro ma anche nelle premiazioni. Succede alla Parigi-Roubaix tutta in rosa, la prima in assoluto della più classica delle classiche del ciclismo mondiale, che si è svolta il 2 ottobre. A vincere la neonata edizione, rimandata per Covid nel 2020 poi nuovamente rinviata  dalla scorsa primavdera, è stata la britannica Lizzie Deignan (foto) dopo 85 chilometri di fuga. Il premio finale è stato di 1.535 euro per il primo posto. Contro i 30 mila previstiper il vincitore della Parigi-Roubaix al maschile. Secondo i dati dell’Aso (Amaury Sport Organization) il montepremi totale della Parigi-Roubaix femminile raggiunge i 7.005 euro mentre quello maschile arriva a 90 mila euro: tantissimi rispetto al femminile, un’inezia rispetto alle somme che girano nel tennis, nel calcio, negli sport  motoristici.  Un divario che non è passato inosservato.Tanto che ci ha pensato la Tek Segafredo, la squadra statunitense della ciclista, molto sensibile ai temi della parità di genere. Decidendo di metterci la differenza, pari a 28.465 euro, per equilibrare il compenso femminile rispetto a quello maschile, che domenica 3 ottobre è stato l’italiano Sonny Colbrelli. Una bella lezione in termini di parità di genere nell’ambito sportivo. Non è la prima impartita dalla Tek, la quale ha già allineato le retribuzioni fra generi: mentre gli ingaggi variano a seconda del corridore, la base fissa resta identica per gli uomini e per le donne.

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Le donne guadagnano meno degli uomini. Non solo nel lavoro ma anche nelle premiazioni. Succede alla Parigi-Roubaix tutta in rosa, la prima in assoluto della più classica delle classiche del ciclismo mondiale, che si è svolta il 2 ottobre. A vincere la neonata edizione, rimandata per Covid nel 2020 poi nuovamente rinviata  dalla scorsa primavdera, è stata la britannica Lizzie Deignan (foto) dopo 85 chilometri di fuga. Il premio finale è stato di 1.535 euro per il primo posto. Contro i 30 mila previstiper il vincitore della Parigi-Roubaix al maschile. Secondo i dati dell’Aso (Amaury Sport Organization) il montepremi totale della Parigi-Roubaix femminile raggiunge i 7.005 euro mentre quello maschile arriva a 90 mila euro: tantissimi rispetto al femminile, un'inezia rispetto alle somme che girano nel tennis, nel calcio, negli sport  motoristici.  Un divario che non è passato inosservato.Tanto che ci ha pensato la Tek Segafredo, la squadra statunitense della ciclista, molto sensibile ai temi della parità di genere. Decidendo di metterci la differenza, pari a 28.465 euro, per equilibrare il compenso femminile rispetto a quello maschile, che domenica 3 ottobre è stato l'italiano Sonny Colbrelli. Una bella lezione in termini di parità di genere nell’ambito sportivo. Non è la prima impartita dalla Tek, la quale ha già allineato le retribuzioni fra generi: mentre gli ingaggi variano a seconda del corridore, la base fissa resta identica per gli uomini e per le donne.
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