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Home » HP Blocco Testo Destra » Tre vite in “Chiaroscuro”: un progetto di prevenzione che racconta le dipendenze da pari a pari

Tre vite in “Chiaroscuro”: un progetto di prevenzione che racconta le dipendenze da pari a pari

Nicolò Guelfi
18 Aprile 2022
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Raccontare le storie, le vite e l’abuso di droghe, da pari a pari. Il documentario #Chiaroscuro è stato ideato dal collettivo WeFree insieme alla Fondazione Only The Brave e alla Comunità di San Patrignano per fare prevenzione tra i giovani contro l’uso di sostanze stupefacenti. L’opera, realizzata da 3D Produzioni e diretta dalla regista Valeria Parisi, raccoglie le testimonianze di tre ragazzi che hanno vissuto in comunità di recupero: Carolina, Melita e Federico, cui si aggiunge anche la partecipazione dell’attore Francesco Apolloni.

Tre vite, tre storie

WeFree-Chiaroscuro-dipendenze
WeFree ha realizzato un film che racconta “la paura di crescere” dei giovani che hanno una storia di dipendenze ma riescono ad uscirne e a condividere le loro vicende

In un’ora il documentario racconta tre storie diverse ma con tratti comuni: l’inadeguatezza, la fragilità, i problemi familiari, la ricerca di appartenenza e accettazione da parte degli altri. I protagonisti parlano senza filtri di come siano ritrovati in questa situazione, fatta di dolore e distruzione, ma non solo: si mostra anche che nella vita c’è dell’altro, c’è di più. Passioni, affetti e opportunità che la dipendenza aveva spento ritornano a essere il motore delle loro nuove storie. Il racconto cerca di non ripetere i soliti cliché legati a questo mondo, ma vuole essere una testimonianza onesta e franca per impedire che altre persone si perdano in una strada pericolosa, senza ricadere nel paternalismo. Francesco Apolloni racconta invece una storia positiva, la propria, non con l’atteggiamento del vincente, ma di chi è consapevole che coltivare le proprie passioni sia stata la vera salvezza.

L’impegno di OTB: condividere per sopravvivere

“Abbiamo seguito la realizzazione di questo documentario fin dagli inizi – commenta Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation – La nostra Fondazione è da sempre molto vicina al mondo dei giovani. Il distanziamento sociale che caratterizza questo particolare momento storico, aggiunto all’uso sempre più frequente dei social media e dei giochi online, sta portando i ragazzi a un sempre maggiore isolamento. Gli incontri WeFree sono un momento di riflessione importante, in cui gli studenti si confrontano e condividono i propri disagi, un modo per affrontare in maniera consapevole le scelte quotidiane che condizioneranno il loro futuro. Questo progetto è stato creato per raggiungere il maggior numero possibile di ragazzi, specialmente in questo periodo di difficoltà che vede limitati gli incontri dal vivo, mentre invece aumentano gli abusi di sostanze e i disagi che ne conseguono”.

Federico-Chiaroscuro-dipendenze-film
Federico, uno dei protagonisti delle storie raccontate in #Chiaroscuro

WeFree: “Dagli incontri in presenza al reportage sulla fatica di crescere“

WeFree è attiva fin dai primi anni 2000 per sensibilizzare le persone sul tema, sempre procedendo con approccio peer-to-peer, con incontri nelle scuole ed eventi teatrali. Nel 2020, non potendo continuare con l’attività dal vivo a causa della pandemia, ha deciso di realizzare un film che potesse restituire la stessa speranza e intenzione: “Con il lockdown e ci siamo chiesti cosa fare. Abbiamo pensato di convertire le attività in incontri online, dopo abbiamo trasformato gli spettacoli teatrali in un prodotto cinematografico”, spiega Patrizia Russi, una delle responsabili di WeFree.

#Chiaroscuro non è un prodotto pensato per la diffusione al grande pubblico, ma è specificamente indirizzato ai giovani (cui si collega il sottotitolo “Un reportage sulla fatica di crescere”). Finora è stato proiettato nelle scuole con incontri online in una serie di tappe fra Viareggio, Assisi, Avellino, Laterza, Ginosa, Castellaneta e Vibo Valentia. Le proiezioni hanno interessato una decina di scuole superiori, per un totale di oltre 80 classi, quasi 2000 ragazzi e ragazze e un centinaio di docenti. Dopo la visione del documentario, gli studenti hanno partecipato a un dibattito con i giovani protagonisti, moderato dalle giornaliste Angela Iantosca e Micaela Palmieri.

Carolina-Chiaroscuro-film
La vita di Carolina, i suoi problemi di droga, la sua testimonianza sono raccontati nel film #Chiaroscuro

Oltre la droga

“La Fondazione Otb, oltre alla produzione, ha sostenuto anche la diffusione nelle scuole – racconta sempre Russi –. Abbiamo incontrato migliaia di ragazzi che si sono dimostrati interessati. L’ultima tappa è stata l’8 aprile a Viareggio. Abbiamo lasciato dei questionari aperti ai ragazzi, nei quali loro possono esprimere il proprio stato d’animo. Li leggeremo con molta attenzione. Spesso giudichiamo male i ragazzi: ci fermiamo alla trap, al tatuaggio, e ignoriamo come stanno davvero. Il progetto non ha un effetto istantaneo, noi piantiamo un seme, apriamo un canale di comunicazione. In quella storia c’è qualcosa che li riguarda, che non è solo la droga”.

Il primo atteso incontro dal vivo, con proiezione e dibattito, si terrà a Vinci il 1° giugno e sarà un evento pubblico all’aperto. La speranza è quella che opere del genere possano lasciare un segno. Come afferma Apolloni nel film, citando Nelson Mandela: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non il nostro buio, che ci fa paura”.

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Raccontare le storie, le vite e l’abuso di droghe, da pari a pari. Il documentario #Chiaroscuro è stato ideato dal collettivo WeFree insieme alla Fondazione Only The Brave e alla Comunità di San Patrignano per fare prevenzione tra i giovani contro l’uso di sostanze stupefacenti. L’opera, realizzata da 3D Produzioni e diretta dalla regista Valeria Parisi, raccoglie le testimonianze di tre ragazzi che hanno vissuto in comunità di recupero: Carolina, Melita e Federico, cui si aggiunge anche la partecipazione dell’attore Francesco Apolloni.

Tre vite, tre storie

WeFree-Chiaroscuro-dipendenze
WeFree ha realizzato un film che racconta "la paura di crescere" dei giovani che hanno una storia di dipendenze ma riescono ad uscirne e a condividere le loro vicende
In un’ora il documentario racconta tre storie diverse ma con tratti comuni: l’inadeguatezza, la fragilità, i problemi familiari, la ricerca di appartenenza e accettazione da parte degli altri. I protagonisti parlano senza filtri di come siano ritrovati in questa situazione, fatta di dolore e distruzione, ma non solo: si mostra anche che nella vita c’è dell’altro, c’è di più. Passioni, affetti e opportunità che la dipendenza aveva spento ritornano a essere il motore delle loro nuove storie. Il racconto cerca di non ripetere i soliti cliché legati a questo mondo, ma vuole essere una testimonianza onesta e franca per impedire che altre persone si perdano in una strada pericolosa, senza ricadere nel paternalismo. Francesco Apolloni racconta invece una storia positiva, la propria, non con l’atteggiamento del vincente, ma di chi è consapevole che coltivare le proprie passioni sia stata la vera salvezza.

L'impegno di OTB: condividere per sopravvivere

“Abbiamo seguito la realizzazione di questo documentario fin dagli inizi – commenta Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation – La nostra Fondazione è da sempre molto vicina al mondo dei giovani. Il distanziamento sociale che caratterizza questo particolare momento storico, aggiunto all’uso sempre più frequente dei social media e dei giochi online, sta portando i ragazzi a un sempre maggiore isolamento. Gli incontri WeFree sono un momento di riflessione importante, in cui gli studenti si confrontano e condividono i propri disagi, un modo per affrontare in maniera consapevole le scelte quotidiane che condizioneranno il loro futuro. Questo progetto è stato creato per raggiungere il maggior numero possibile di ragazzi, specialmente in questo periodo di difficoltà che vede limitati gli incontri dal vivo, mentre invece aumentano gli abusi di sostanze e i disagi che ne conseguono”.
Federico-Chiaroscuro-dipendenze-film
Federico, uno dei protagonisti delle storie raccontate in #Chiaroscuro

WeFree: "Dagli incontri in presenza al reportage sulla fatica di crescere"

WeFree è attiva fin dai primi anni 2000 per sensibilizzare le persone sul tema, sempre procedendo con approccio peer-to-peer, con incontri nelle scuole ed eventi teatrali. Nel 2020, non potendo continuare con l’attività dal vivo a causa della pandemia, ha deciso di realizzare un film che potesse restituire la stessa speranza e intenzione: “Con il lockdown e ci siamo chiesti cosa fare. Abbiamo pensato di convertire le attività in incontri online, dopo abbiamo trasformato gli spettacoli teatrali in un prodotto cinematografico”, spiega Patrizia Russi, una delle responsabili di WeFree. #Chiaroscuro non è un prodotto pensato per la diffusione al grande pubblico, ma è specificamente indirizzato ai giovani (cui si collega il sottotitolo “Un reportage sulla fatica di crescere”). Finora è stato proiettato nelle scuole con incontri online in una serie di tappe fra Viareggio, Assisi, Avellino, Laterza, Ginosa, Castellaneta e Vibo Valentia. Le proiezioni hanno interessato una decina di scuole superiori, per un totale di oltre 80 classi, quasi 2000 ragazzi e ragazze e un centinaio di docenti. Dopo la visione del documentario, gli studenti hanno partecipato a un dibattito con i giovani protagonisti, moderato dalle giornaliste Angela Iantosca e Micaela Palmieri.
Carolina-Chiaroscuro-film
La vita di Carolina, i suoi problemi di droga, la sua testimonianza sono raccontati nel film #Chiaroscuro

Oltre la droga

“La Fondazione Otb, oltre alla produzione, ha sostenuto anche la diffusione nelle scuole – racconta sempre Russi –. Abbiamo incontrato migliaia di ragazzi che si sono dimostrati interessati. L’ultima tappa è stata l'8 aprile a Viareggio. Abbiamo lasciato dei questionari aperti ai ragazzi, nei quali loro possono esprimere il proprio stato d’animo. Li leggeremo con molta attenzione. Spesso giudichiamo male i ragazzi: ci fermiamo alla trap, al tatuaggio, e ignoriamo come stanno davvero. Il progetto non ha un effetto istantaneo, noi piantiamo un seme, apriamo un canale di comunicazione. In quella storia c'è qualcosa che li riguarda, che non è solo la droga”. Il primo atteso incontro dal vivo, con proiezione e dibattito, si terrà a Vinci il 1° giugno e sarà un evento pubblico all’aperto. La speranza è quella che opere del genere possano lasciare un segno. Come afferma Apolloni nel film, citando Nelson Mandela: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non il nostro buio, che ci fa paura”.
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