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Home » Economia » Alle prese con la sostenibilità: l’impegno sociale delle aziende per dipendenti e comunità

Alle prese con la sostenibilità: l’impegno sociale delle aziende per dipendenti e comunità

Dall'indagine dell'Osservatorio della Fondazione Sodalitas emerge una sempre maggior rilevanza data dalle imprese a questo aspetto, sia sul fronte interno che esterno

Domenico Guarino
8 Dicembre 2022
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La lunga strada verso la sostenibilità ha bisogno di tutti. Dei cittadini come dei governi come delle aziende. Che, con il ruolo sociale che sono chiamate a svolgere, possono dare un contributo fondamentale, non solo dal punto di vista ambientale. E la buona notizia è che, anche sotto questo profilo, il cammino è ben che avviato. Secondo l’Osservatorio della Fondazione Sodalitas, infatti, oggi le aziende stanno maturando “una diversa consapevolezza“, ovvero che la crescita della povertà e l’aumento delle diseguaglianze impongono un maggior impegno sociale. E quindi l’impegno verso il “miglioramento della qualità del lavoro/il benessere dei dipendenti” la “riduzione dei divari (di generazione, di genere…)”.

Dall’indagine dell’Osservatorio della Fondazione Sodalitas emerge la sempre maggior rilevanza data alla sostenibilità sociale da parte delle aziende

L’osservatorio ha realizzato recentemente un’indagine che ha visto come protagonisti 16 opinion leader/accademici, 10 membri di Csr Europe e 12 Csr Manager di imprese “best in class” scelte da Sodalitas in quanto ritenute eccellenti sotto il profilo dell’impegno in sostenibilità ambientale e sociale. È stata inoltre effettuata l’analisi di 16 bilanci di sostenibilità, al fine di rilevare gli ambiti e le modalità di impegno sociale da parte delle imprese. Ne deriva che le attività interpellate si mostrano pienamente consapevoli della rilevanza della sfida che le attende ed anche ansiose di conoscere i risultati delle loro azioni, su un duplice fronte: interno (i dipendenti) ed esterno (la comunità di appartenenza). In particolare per “migliorare la qualità del lavoro/il benessere dei dipendenti in azienda, migliorare la qualità della vita delle comunità dove l’impresa opera, promuovere politiche attive per i giovani, per valorizzarli e motivarli, ridurre le diseguaglianze (sociali, geografiche/territoriali, di generazione, di genere…)”. Ma anche per “difendere i diritti umani e sociali tramite un’attenta gestione della catena di fornitura”. Il tutto evitando il rischio del social washing, ovvero di operazioni che siano solamente di facciata a beneficio dell’immagine e che poco incidano sulla sostanza dei problemi.

Per altro, l’impegno sulla sostenibilità sociale, porta anche benefici economici tangibili. Sono infatti sempre più numerosi gli studi che comprovano il nesso tra benessere in azienda e produttività. Secondo l’osservatorio Soliditas “le imprese leader sul piano sociale sono più redditizie e riescono più facilmente ad attrarre e trattenere i giovani talenti più qualificati. Inoltre, un buon radicamento territoriale è fattore competitivo in quanto generatore di buona reputazione e buone relazioni a livello locale e non solo”.

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La lunga strada verso la sostenibilità ha bisogno di tutti. Dei cittadini come dei governi come delle aziende. Che, con il ruolo sociale che sono chiamate a svolgere, possono dare un contributo fondamentale, non solo dal punto di vista ambientale. E la buona notizia è che, anche sotto questo profilo, il cammino è ben che avviato. Secondo l’Osservatorio della Fondazione Sodalitas, infatti, oggi le aziende stanno maturando "una diversa consapevolezza", ovvero che la crescita della povertà e l’aumento delle diseguaglianze impongono un maggior impegno sociale. E quindi l’impegno verso il "miglioramento della qualità del lavoro/il benessere dei dipendenti" la "riduzione dei divari (di generazione, di genere...)".
Dall'indagine dell'Osservatorio della Fondazione Sodalitas emerge la sempre maggior rilevanza data alla sostenibilità sociale da parte delle aziende
L’osservatorio ha realizzato recentemente un'indagine che ha visto come protagonisti 16 opinion leader/accademici, 10 membri di Csr Europe e 12 Csr Manager di imprese “best in class” scelte da Sodalitas in quanto ritenute eccellenti sotto il profilo dell'impegno in sostenibilità ambientale e sociale. È stata inoltre effettuata l'analisi di 16 bilanci di sostenibilità, al fine di rilevare gli ambiti e le modalità di impegno sociale da parte delle imprese. Ne deriva che le attività interpellate si mostrano pienamente consapevoli della rilevanza della sfida che le attende ed anche ansiose di conoscere i risultati delle loro azioni, su un duplice fronte: interno (i dipendenti) ed esterno (la comunità di appartenenza). In particolare per "migliorare la qualità del lavoro/il benessere dei dipendenti in azienda, migliorare la qualità della vita delle comunità dove l'impresa opera, promuovere politiche attive per i giovani, per valorizzarli e motivarli, ridurre le diseguaglianze (sociali, geografiche/territoriali, di generazione, di genere…)". Ma anche per "difendere i diritti umani e sociali tramite un'attenta gestione della catena di fornitura". Il tutto evitando il rischio del social washing, ovvero di operazioni che siano solamente di facciata a beneficio dell’immagine e che poco incidano sulla sostanza dei problemi. Per altro, l’impegno sulla sostenibilità sociale, porta anche benefici economici tangibili. Sono infatti sempre più numerosi gli studi che comprovano il nesso tra benessere in azienda e produttività. Secondo l’osservatorio Soliditas "le imprese leader sul piano sociale sono più redditizie e riescono più facilmente ad attrarre e trattenere i giovani talenti più qualificati. Inoltre, un buon radicamento territoriale è fattore competitivo in quanto generatore di buona reputazione e buone relazioni a livello locale e non solo".
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