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Home » Attualità » Ventimiglia, 13enne chiede di diventare chierichetta ma il parroco dice no: “Non si può, è un ruolo da maschio”

Ventimiglia, 13enne chiede di diventare chierichetta ma il parroco dice no: “Non si può, è un ruolo da maschio”

L'uomo di chiesa, Thomas Le Bourhis, ha esposto le ragioni per cui ha negato alla ragazzina questa possibilità: "storicamente il chierichetto viene scelto tra i maschi, perché, come indica il nome, si tratta di un piccolo chierico. Tutto ciò che riguarda il servizio all’altare nella storia della liturgia è sempre stato un compito essenzialmente di maschi, i chierici".

Francesco Lommi
27 Luglio 2021
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Nella Chiesa cattolica, la parità di genere è ancora una lontana illusione.

Negli ultimi anni, la crisi delle vocazioni ha di fatto costretto il mondo ecclesiastico ad aprire maggiormente i propri orizzonti, considerando anche le donne per posizioni storicamente ricoperte da uomini. Proprio per questa ragione, l’episodio accaduto a Ventimiglia, lascia ancora di più senza parole. Una 13enne di Lecco, ma originaria della Riviera, aveva chiesto al parroco del paese in provincia di Imperia di poter diventare chierichetta della chiesa. La risposta però, ha spiazzato la giovane e la sua famiglia: “Non si può, è un ruolo da maschio“. A rendere ancor più grave questa vicenda è anche che il parroco, Thomas Le Bourhis, conosce benissimo la ragazza:

“Il parroco ha battezzato mia figlia e la conosce bene, visto che in passato ha già ricoperto il ruolo di chierichetta con lui. Mi ha spiegato che il ruolo si addice di più ad un maschio, visto che chierichetto deriva da chierico. Ho ascoltato la sua opinione, anche se non la condivido e per questo motivo ho cambiato parrocchia“, ha dichiarato la madre, non nascondendo la sua amarezza.

La ragazzina ci è rimasta male, così come i suoi amici della parrocchia, stupiti nell’ascoltare la scelta del parroco ma soprattutto delusi dalle motivazioni portate da Le Bourhis. Il Vaticano ha aperto alle chierichette ma resta a discrezione del sacerdote affidare il compito a un maschio o a una femmina. A stupire la comunità è stato anche il fatto che in passato lo stesso Don Thomas l’aveva fatta salire sull’altare: “È possibile che sia accaduto nel primo o nel secondo anno in cui sono arrivato, avendo ancora a disposizione i chierichetti del mio predecessore, ma la consuetudine è andata pian piano scemando. Ho spiegato alla madre che storicamente il chierichetto viene scelto tra i maschi, perché, come indica il nome, si tratta di un piccolo chierico. Tutto ciò che riguarda il servizio all’altare nella storia della liturgia è sempre stato un compito essenzialmente di maschi, i chierici. Poi, non bastando più un servizio esclusivamente di chierici o seminaristi la chiesa ha deciso di sostituire la loro figura con quella dei ragazzini”.

Don Thomas conclude spiegando che ha da poco acquistato i vestiti con la talarina rossa peri i chierichetti. Altro motivo che lo avrebbe spinto a negare alla ragazzina quel ruolo: “La talare è per noi sacerdoti, non si è mai vista una suora indossare questo paramento”.  Una brutta figura per l’istituzione Chiesa che ha scelto la pubblicità peggiore in un mondo sempre più sensibile alla causa della disparità di genere.

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Nella Chiesa cattolica, la parità di genere è ancora una lontana illusione. Negli ultimi anni, la crisi delle vocazioni ha di fatto costretto il mondo ecclesiastico ad aprire maggiormente i propri orizzonti, considerando anche le donne per posizioni storicamente ricoperte da uomini. Proprio per questa ragione, l’episodio accaduto a Ventimiglia, lascia ancora di più senza parole. Una 13enne di Lecco, ma originaria della Riviera, aveva chiesto al parroco del paese in provincia di Imperia di poter diventare chierichetta della chiesa. La risposta però, ha spiazzato la giovane e la sua famiglia: "Non si può, è un ruolo da maschio". A rendere ancor più grave questa vicenda è anche che il parroco, Thomas Le Bourhis, conosce benissimo la ragazza: "Il parroco ha battezzato mia figlia e la conosce bene, visto che in passato ha già ricoperto il ruolo di chierichetta con lui. Mi ha spiegato che il ruolo si addice di più ad un maschio, visto che chierichetto deriva da chierico. Ho ascoltato la sua opinione, anche se non la condivido e per questo motivo ho cambiato parrocchia", ha dichiarato la madre, non nascondendo la sua amarezza. La ragazzina ci è rimasta male, così come i suoi amici della parrocchia, stupiti nell’ascoltare la scelta del parroco ma soprattutto delusi dalle motivazioni portate da Le Bourhis. Il Vaticano ha aperto alle chierichette ma resta a discrezione del sacerdote affidare il compito a un maschio o a una femmina. A stupire la comunità è stato anche il fatto che in passato lo stesso Don Thomas l’aveva fatta salire sull’altare: "È possibile che sia accaduto nel primo o nel secondo anno in cui sono arrivato, avendo ancora a disposizione i chierichetti del mio predecessore, ma la consuetudine è andata pian piano scemando. Ho spiegato alla madre che storicamente il chierichetto viene scelto tra i maschi, perché, come indica il nome, si tratta di un piccolo chierico. Tutto ciò che riguarda il servizio all’altare nella storia della liturgia è sempre stato un compito essenzialmente di maschi, i chierici. Poi, non bastando più un servizio esclusivamente di chierici o seminaristi la chiesa ha deciso di sostituire la loro figura con quella dei ragazzini". Don Thomas conclude spiegando che ha da poco acquistato i vestiti con la talarina rossa peri i chierichetti. Altro motivo che lo avrebbe spinto a negare alla ragazzina quel ruolo: "La talare è per noi sacerdoti, non si è mai vista una suora indossare questo paramento".  Una brutta figura per l'istituzione Chiesa che ha scelto la pubblicità peggiore in un mondo sempre più sensibile alla causa della disparità di genere.
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