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Home » Sport » La federazione di ginnastica svizzera vieta le foto “suggestive” alle atlete

La federazione di ginnastica svizzera vieta le foto “suggestive” alle atlete

No alla pubblicazioni di immagini che ritraggono l'inguine delle ragazze o pose "sensibili". Stv: "Deve prevalere il buon senso"

Marianna Grazi
12 Luglio 2023
svizzera-fotografie-ginnaste

La federazione svizzera di ginnastica vieta le foto "suggestive" delle atlete

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La Federazione svizzera di ginnastica (Stv) vieta di scattare foto “suggestive” alle atlete. Il divieto a immortalare le ragazze in pose che potrebbero imbarazzarle mira a garantire che le ginnaste debbano concentrarsi solo sulla gara, sulle posizioni atletiche, come riporta il giornale tedesco Bild.

svizzera-fotografie-ginnaste
L’Stv vieta gli scatti all’inguine delle atlete e alle pose in spaccata con le gambe rivolte verso l’alto

Immagini “eticamente sensibili”

La federazione vieta ai fotografi sportivi di scattare mentre le sportive si trovano in pose che prevedano l’apertura delle gambe verso l’alto. Con le nuove linee guida, infatti, la STV mira a impedire la pubblicazione di immagini dell’inguine della ginnasta e le immagini “altrimenti sensibili dal punto di vista etico”.

The Swiss Gymnastics Federation elite teams have been equipped with new clothes and shoes by its partner ASICS. https://t.co/mf0lNMJ5Nt

— Schweiz. Turnverband (@swissgymnastics) March 25, 2014

“L’STV è consapevole del fatto che questo tipo di foto può essere utilizzato nella ripresa d’azione sportiva. Tuttavia, la pubblicazione dovrebbe essere evitata. La preoccupazione principale della STV è quella di sensibilizzare i professionisti dei media e di far prevalere il buon senso“.

Secondo le nuove linee guida saranno quindi vietati gli scatti in cui le ginnaste si trovano in una posizione che vede le loro gambe aperte verso l’alto, come ad esempio sulla trave o alle parallele. Quelle in spaccata saranno invece consentite a seconda dell’angolazione dell’immagine.

Proteggere le ginnaste

svizzera-fotografie-ginnaste
L’obiettivo è proteggere le atlete da situazioni sensibili o imbarazzanti

Naomi Kempter, che lavora nel dipartimento di etica della Federazione di ginnastica svizzera, afferma che il nuovo divieto è essenziale e avrebbe dovuto essere imposto già prima, per proteggere le atlete da situazioni sensibili o imbarazzanti.

“Volevamo inviare un segnale per dire che non vogliamo più foto di questo tipo. Era giunto il momento di fare qualcosa del genere”, spiega Kempter a BILD.

Come si muovono gli altri Paesi

Un segnale che sembra essere stato colto almeno dalla vicina Germania, visto che la Federazione tedesca sta valutando di adottare misure simili, per tutelare le sportive e garantire che vengano immortalate solo in determinate pose e angolazioni.

Intanto è stata “modificata la posizione dei fotografi durante le gare, per evitare che le ginnaste vengano fotografate solo in determinate pose e angolazioni, ad esempio in posizione frontale”.

svizzera-fotografie-ginnaste
La Germania segue l’esempio svizzero nel limitare le fotografie sensibili

Se l’associazione scopre che immagini sensibili di un’atleta vengono diffuse dai media o online, afferma che convocherà direttamente chi ha scattato le immagini per chiedere chiarimenti.

A maggio, anche il Giappone ha introdotto la sua prima legge nazionale per punire come crimine il “voyeurismo fotografico“.

Il problema dello sfruttamento sessuale delle immagini altrui si aggrava infatti in particolare durante gli eventi sportivi: nel Paese i giovani atleti in tenuta sportiva sono spesso presi di mira da persone che si dedicano a scatti furtivi di natura sessuale.

L’abbigliamento

Nel 2021 sempre dalla Germania era partita un’altra iniziativa, in questo caso singolare, per tutelare le ragazze. In quel caso era stata Sarah Voss, atleta tedesca che aveva scelto di esibirsi nelle acrobazie in pedana rigorosamente con la tuta e non con lo sgambatissimo body ai Campionati Europei di Basilea.

svizzera-fotografie-ginnaste
Sara Voss, ginnasta tedesca, aveva gareggiato all’Europeo di Basilea con la tuta integrale

“Non tutte le ginnaste si sentono a loro agio nei body sgambati, ci sono movimenti e attrezzi che possono mettere a disagio – aveva spiegato -. Abbiamo deciso di mostrare che una ginnasta può essere elegante, forte ed espressiva anche indossando una tutina”.

Una scelta supportata da tecnici e dirigenti federali, che dichiaravano: “Le atlete dovrebbero sentirsi bene con ciò che indossano in ogni momento”.

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La Federazione svizzera di ginnastica (Stv) vieta di scattare foto "suggestive" alle atlete. Il divieto a immortalare le ragazze in pose che potrebbero imbarazzarle mira a garantire che le ginnaste debbano concentrarsi solo sulla gara, sulle posizioni atletiche, come riporta il giornale tedesco Bild.
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L'Stv vieta gli scatti all'inguine delle atlete e alle pose in spaccata con le gambe rivolte verso l'alto

Immagini "eticamente sensibili"

La federazione vieta ai fotografi sportivi di scattare mentre le sportive si trovano in pose che prevedano l'apertura delle gambe verso l'alto. Con le nuove linee guida, infatti, la STV mira a impedire la pubblicazione di immagini dell'inguine della ginnasta e le immagini "altrimenti sensibili dal punto di vista etico".

The Swiss Gymnastics Federation elite teams have been equipped with new clothes and shoes by its partner ASICS. https://t.co/mf0lNMJ5Nt

— Schweiz. Turnverband (@swissgymnastics) March 25, 2014
"L'STV è consapevole del fatto che questo tipo di foto può essere utilizzato nella ripresa d'azione sportiva. Tuttavia, la pubblicazione dovrebbe essere evitata. La preoccupazione principale della STV è quella di sensibilizzare i professionisti dei media e di far prevalere il buon senso". Secondo le nuove linee guida saranno quindi vietati gli scatti in cui le ginnaste si trovano in una posizione che vede le loro gambe aperte verso l'alto, come ad esempio sulla trave o alle parallele. Quelle in spaccata saranno invece consentite a seconda dell'angolazione dell'immagine.

Proteggere le ginnaste

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L'obiettivo è proteggere le atlete da situazioni sensibili o imbarazzanti
Naomi Kempter, che lavora nel dipartimento di etica della Federazione di ginnastica svizzera, afferma che il nuovo divieto è essenziale e avrebbe dovuto essere imposto già prima, per proteggere le atlete da situazioni sensibili o imbarazzanti. "Volevamo inviare un segnale per dire che non vogliamo più foto di questo tipo. Era giunto il momento di fare qualcosa del genere", spiega Kempter a BILD.

Come si muovono gli altri Paesi

Un segnale che sembra essere stato colto almeno dalla vicina Germania, visto che la Federazione tedesca sta valutando di adottare misure simili, per tutelare le sportive e garantire che vengano immortalate solo in determinate pose e angolazioni. Intanto è stata "modificata la posizione dei fotografi durante le gare, per evitare che le ginnaste vengano fotografate solo in determinate pose e angolazioni, ad esempio in posizione frontale".
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La Germania segue l'esempio svizzero nel limitare le fotografie sensibili
Se l'associazione scopre che immagini sensibili di un'atleta vengono diffuse dai media o online, afferma che convocherà direttamente chi ha scattato le immagini per chiedere chiarimenti. A maggio, anche il Giappone ha introdotto la sua prima legge nazionale per punire come crimine il "voyeurismo fotografico". Il problema dello sfruttamento sessuale delle immagini altrui si aggrava infatti in particolare durante gli eventi sportivi: nel Paese i giovani atleti in tenuta sportiva sono spesso presi di mira da persone che si dedicano a scatti furtivi di natura sessuale.

L'abbigliamento

Nel 2021 sempre dalla Germania era partita un'altra iniziativa, in questo caso singolare, per tutelare le ragazze. In quel caso era stata Sarah Voss, atleta tedesca che aveva scelto di esibirsi nelle acrobazie in pedana rigorosamente con la tuta e non con lo sgambatissimo body ai Campionati Europei di Basilea.
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Sara Voss, ginnasta tedesca, aveva gareggiato all'Europeo di Basilea con la tuta integrale
"Non tutte le ginnaste si sentono a loro agio nei body sgambati, ci sono movimenti e attrezzi che possono mettere a disagio - aveva spiegato -. Abbiamo deciso di mostrare che una ginnasta può essere elegante, forte ed espressiva anche indossando una tutina". Una scelta supportata da tecnici e dirigenti federali, che dichiaravano: "Le atlete dovrebbero sentirsi bene con ciò che indossano in ogni momento".
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