Sarà la sorprendente Kristen Stewart ad interpretare Susan Sontag nel nuovo film di Kirsten Johnson.
Dopo aver vestito i panni di Lady Diana in “Spencer”, pellicola firmata da Pablo Larraín, l’attrice statunitense sarà nuovamente protagonista di un biopic, stavolta dedicato ad un grande nome della letteratura femminile. Una donna che ha cambiato il punto di vista della società su molte delle tematiche più scottanti del nostro tempo.
Susan Sontag e il mondo queer

Alcune delle sue opere più famose trattano di Aids e malattia, fotografia e moralità. Scomparsa nel 2004 per colpa della leucemia, l’autrice e i suoi testi hanno lasciato un’importante eredità anche nel mondo queer.
All’epoca di “Notes on Camp” (1964), saggio che le vale la fama internazionale, le sue parole suonano come l’espressione di nuovi movimenti per i diritti civili. Inizialmente adottato dalla comunità gay, il testo ha destato con il tempo l’interesse dell’intero mondo Lgbtq.
Ne scrive, all’epoca, anche Time: “Il dandy moderno si crogiola in modo distaccato e delizioso nella volgarità della cultura di massa. E la parola non è più dandismo. Secondo una delle giovani intellettuali più brillanti di Manhattan, la scrittrice Susan Sontag, la parola è Camp“.
“Note on Camp”: cade la supremazia dell’eterosessualità

Il volume si presenta come un’erudita disquisizione della filosofa femminista americana. Partendo dal significato figurativo della parola “Camp”, definita dal dizionario “stile di espressione personale o creativa assurdamente esagerata che spesso fonde elementi di alta cultura con quella popolare”, Sontag spiegava che “Camp è un tipo di sensibilità che si traduce in amore per l’innaturale, l’artificio, l’eccesso”.
Ecco allora che “Note su Camp” si rivela un testo rivoluzionario, capace di mettere in discussione la supremazia dell’eterosessualità. Un trattatello in 58 punti che all’epoca fece della sua autrice una vera celebrità.
Kristen Stewart dà il volto e la voce alla scrittrice
Parliamo dunque di una personalità forte, rivoluzionaria, incredibilmente significativa del nostro tempo, e sarà Kristen Stewart a dare volto e voce alla sua identità. Sembra incredibile, ripensando al volto acqua e sapone della timida “Bella”, protagonista di Twilight. Ma è indubbia l’innata capacità di trasformazione dell’attrice statunitense, che ha già brillantemente interpretato Lady D nel film “Spencer”.

Come riporta Variety, il lungometraggio firmato dalla Johnson, nota soprattutto per il suo lavoro in numerosi documentari famosi come “Citizenfour” e “The Oath”, è basato sulla biografia scritta da Ben Moser, “Sontag: Her Life and Work”.
La sceneggiatura verrà adattata dalla stessa regista e Lisa Kron, e il film sarà prodotto da Brouhaha Entertainment. “Stiamo ‘usando’ Berlino (qui sono infatti partite le riprese in occasione del Festival del Cinema, lo scorso febbraio, ndr) come momento per dare il via al progetto”, ha spiegato Gabrielle Tana, co-fondatrice di Brouhaha Entertainment.
“Sarà un dramma, ma con un aspetto documentaristico. Kirsten ha un approccio meraviglioso alla narrazione”.

