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Home » Attualità » Iran, arrestata la mamma della 16enne in coma per l’aggressione della polizia morale

Iran, arrestata la mamma della 16enne in coma per l’aggressione della polizia morale

Shahin Ahmadi, madre di Armita Garavand, sarebbe stata portata via dalle forze di sicurezza mentre era fuori dall'ospedale dov'è ricoverata la figlia e non si sa più nulla di lei da mercoledì sera

Marianna Grazi
5 Ottobre 2023
iran-arrestata-mamma-16enne-coma

Shahin Ahmadi, mamma della 16enne in coma a Teheran, è stata arrestata mercoledì sera

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La mamma di una 16enne iraniana, finita in coma dopo essere stata picchiata dalla polizia morale in metropolitana a Teheran, è stata arrestata.

Secondo la ong Hengaw le forze di sicurezza del Paese hanno portato in carcere Shahin Ahmadi, madre di Armita Geravand, ricoverata da domenica all’ospedale Fajr della capitale per un trauma cranico subito, secondo l’ong, durante un diverbio per il velo con i poliziotti.

La signora sarebbe stata fermata nei pressi della struttura dove la figlia sta lottando per la sua vita, sotto la stretta sorveglianza dagli agenti, proprio perché chiedeva di poterla vedere.

Le minacce ai familiari e ai compagni di scuola

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Una foto della 16enne iraniana Amrita Grevand (Twitter/Reza Moini)

L’arresto, purtroppo, non stupisce. Da quando sono avvenuti i fatti, domenica scorsa, la famiglia della liceale che è ricoverata in coma ha subito molte minacce da parte delle forze della Repubblica islamica perché restasse in silenzio, spiegano gli attivisti per i diritti umani.

Come è stato ricostruito con le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, Armita è stata aggredita dagli agenti iraniani nella stazione della metropolitana Shohada a Teheran. La giovane, priva di sensi, è stata trascinata fuori dal vagone da un gruppo di ragazze, che l’hanno lasciata sulla banchina.

Da allora si trova all’ospedale Fajr, mentre a tutti i familiari sono stati sequestrati i cellulari. I genitori sono stati immediatamente interrogati e i media di Stato hanno diffuso la notizia di una loro smentita in merito all’aggressione, probabilmente sotto minaccia.

Nell’intervista, la madre della 16enne dice: “Non sappiamo nulla, hanno detto che ha la pressione bassa”.

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Su Facebook Hengaw Organization for Human Rights ha pubblicato una foto della giovane con la testa fasciata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Fajr.

L’ong, già in precedenza, citando un familiare stretto aveva detto: “Questa intervista è stata registrata nei locali del Fajr Hospital, in presenza di un gran numero di forze di sicurezza, e hanno risposto sotto la pressione degli agenti”.

IranWire, il cui team di giornalisti lavora in esilio, riferisce intanto che il regime di Teheran sta facendo pressioni e sta minacciando gli insegnanti e ai compagni di scuola della liceale, diffidandoli dalla diffusione di qualsiasi notizia o foto della giovane sui social media, ‘pena pesanti multe e la fine dei loro contratti’.

Notizia confermata dagli attivisti, secondo cui il ministero dell’Istruzione, insieme ad un gruppo di agenti di sicurezza, sono comparsi al Conservatorio Arwa Al-Wasghi dove studiava Geravand.

L’arresto della mamma di Armita Geravand

Secondo un rapporto giunto all’Hengaw Human Rights Organization, la sera di mercoledì 4 ottobre 2023, Shahin Ahmadi è stata trasferita in un luogo sconosciuto. Il suo arresto sarebbe stato violento e non ci sono informazioni su come stia adesso la signora.

Intanto, mentre la situazione dell’adolescente resta incerta e della madre non si hanno notizie, iniziano ad arrivare le prime reazioni internazionali. La Germania e gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per l’iraniana che sarebbe stata vittima di un brutale pestaggio della polizia religiosa del regime, perché rischia di diventare una nuova Mahsa Amini.


Il suo caso ricorda infatti quello della 22enne di origine curda arrestata a settembre dello scorso anno mentre era in vacanza con la famiglia a Teheran, con l’accusa di non indossare bene l’hijab. La donna è entrata in coma ed è morta in ospedale il 16 settembre 2022.

Dal suo decesso è nato il movimento “Donna, vita e libertà” in difesa dei diritti delle donne e contro il regime teocratico.

l governo e le forze di sicurezza della Repubblica islamica sono in allerta: da rapporti non confermati ufficialmente Armita è stata attaccata da guardie femminili nella metropolitana della capitale perché non aveva messo correttamente il velo e la sua testa ha colpito un palo metallico all’interno del vagone.

I media locali sono stati invitati a non pubblicare rapporti diversi rispetto alla versione ufficiale dell’incidente, secondo cui la 16enne è svenuta nella metropolitana a causa di un calo di pressione e per questo motivo ha battuto la testa.

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I media di Stato parlano di un calo di pressione della ragazza in metropolitana, a causa del quale avrebbe battuto la testa

Il portale on-line Faraz Daily è stato costretto a rimuovere un’intervista con il padre Ahmad, in cui questo affermava di non avere informazioni riguardo alle condizioni di salute della ragazza.

“Non ci è permesso di entrare nell’ospedale, non ho notizie riguardo a mia figlia e so soltanto che è in coma”, aveva detto l’uomo. Gli attivisti sostengono poi che le forze di sicurezza iraniane hanno censurato varie parti delle filmati registrati dalle telecamere di sicurezza nella metropolitana durante l’incidente.

Secondo rapporti pubblicati sui social media, dopo che sono state diffuse le prime notizie sul caso della giovane, le guardie che erano in servizio alla stazione dove Armita è stata attaccata non lavorano da lunedì.

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La mamma di una 16enne iraniana, finita in coma dopo essere stata picchiata dalla polizia morale in metropolitana a Teheran, è stata arrestata. Secondo la ong Hengaw le forze di sicurezza del Paese hanno portato in carcere Shahin Ahmadi, madre di Armita Geravand, ricoverata da domenica all'ospedale Fajr della capitale per un trauma cranico subito, secondo l'ong, durante un diverbio per il velo con i poliziotti. La signora sarebbe stata fermata nei pressi della struttura dove la figlia sta lottando per la sua vita, sotto la stretta sorveglianza dagli agenti, proprio perché chiedeva di poterla vedere.

Le minacce ai familiari e ai compagni di scuola

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Una foto della 16enne iraniana Amrita Grevand (Twitter/Reza Moini)
L'arresto, purtroppo, non stupisce. Da quando sono avvenuti i fatti, domenica scorsa, la famiglia della liceale che è ricoverata in coma ha subito molte minacce da parte delle forze della Repubblica islamica perché restasse in silenzio, spiegano gli attivisti per i diritti umani. Come è stato ricostruito con le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, Armita è stata aggredita dagli agenti iraniani nella stazione della metropolitana Shohada a Teheran. La giovane, priva di sensi, è stata trascinata fuori dal vagone da un gruppo di ragazze, che l'hanno lasciata sulla banchina. Da allora si trova all'ospedale Fajr, mentre a tutti i familiari sono stati sequestrati i cellulari. I genitori sono stati immediatamente interrogati e i media di Stato hanno diffuso la notizia di una loro smentita in merito all'aggressione, probabilmente sotto minaccia. Nell'intervista, la madre della 16enne dice: "Non sappiamo nulla, hanno detto che ha la pressione bassa".
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Su Facebook Hengaw Organization for Human Rights ha pubblicato una foto della giovane con la testa fasciata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Fajr.
L'ong, già in precedenza, citando un familiare stretto aveva detto: "Questa intervista è stata registrata nei locali del Fajr Hospital, in presenza di un gran numero di forze di sicurezza, e hanno risposto sotto la pressione degli agenti". IranWire, il cui team di giornalisti lavora in esilio, riferisce intanto che il regime di Teheran sta facendo pressioni e sta minacciando gli insegnanti e ai compagni di scuola della liceale, diffidandoli dalla diffusione di qualsiasi notizia o foto della giovane sui social media, 'pena pesanti multe e la fine dei loro contratti'. Notizia confermata dagli attivisti, secondo cui il ministero dell'Istruzione, insieme ad un gruppo di agenti di sicurezza, sono comparsi al Conservatorio Arwa Al-Wasghi dove studiava Geravand.

L'arresto della mamma di Armita Geravand

Secondo un rapporto giunto all'Hengaw Human Rights Organization, la sera di mercoledì 4 ottobre 2023, Shahin Ahmadi è stata trasferita in un luogo sconosciuto. Il suo arresto sarebbe stato violento e non ci sono informazioni su come stia adesso la signora. Intanto, mentre la situazione dell'adolescente resta incerta e della madre non si hanno notizie, iniziano ad arrivare le prime reazioni internazionali. La Germania e gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per l'iraniana che sarebbe stata vittima di un brutale pestaggio della polizia religiosa del regime, perché rischia di diventare una nuova Mahsa Amini. Il suo caso ricorda infatti quello della 22enne di origine curda arrestata a settembre dello scorso anno mentre era in vacanza con la famiglia a Teheran, con l'accusa di non indossare bene l'hijab. La donna è entrata in coma ed è morta in ospedale il 16 settembre 2022. Dal suo decesso è nato il movimento "Donna, vita e libertà" in difesa dei diritti delle donne e contro il regime teocratico. l governo e le forze di sicurezza della Repubblica islamica sono in allerta: da rapporti non confermati ufficialmente Armita è stata attaccata da guardie femminili nella metropolitana della capitale perché non aveva messo correttamente il velo e la sua testa ha colpito un palo metallico all'interno del vagone. I media locali sono stati invitati a non pubblicare rapporti diversi rispetto alla versione ufficiale dell'incidente, secondo cui la 16enne è svenuta nella metropolitana a causa di un calo di pressione e per questo motivo ha battuto la testa.
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I media di Stato parlano di un calo di pressione della ragazza in metropolitana, a causa del quale avrebbe battuto la testa
Il portale on-line Faraz Daily è stato costretto a rimuovere un'intervista con il padre Ahmad, in cui questo affermava di non avere informazioni riguardo alle condizioni di salute della ragazza. "Non ci è permesso di entrare nell'ospedale, non ho notizie riguardo a mia figlia e so soltanto che è in coma", aveva detto l'uomo. Gli attivisti sostengono poi che le forze di sicurezza iraniane hanno censurato varie parti delle filmati registrati dalle telecamere di sicurezza nella metropolitana durante l'incidente. Secondo rapporti pubblicati sui social media, dopo che sono state diffuse le prime notizie sul caso della giovane, le guardie che erano in servizio alla stazione dove Armita è stata attaccata non lavorano da lunedì.
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