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Home » Attualità » Donna omosessuale, negato il vaccino gratuito contro il papilloma virus

Donna omosessuale, negato il vaccino gratuito contro il papilloma virus

La 38enne si era presentata al centro vaccinale della Spezia pensando di rientrare nelle categorie a rischio: "Vale solo per gli uomini che fanno sesso con uomini"

Letizia Cini
23 Giugno 2023
donna-omosessuale-papilloma-vaccino

Donna omosessuale vuole vaccino per papilloma gratis, polemiche

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Donna omosessuale chiede di effettuare il vaccino per il papilloma virus gratuitamente a La Spezia – pensando di rientrare nelle categorie a rischio – ma le viene rifiutato. Alla 38enne è stato detto infatti che vengono considerati soggetti a rischio “solo gli uomini che fanno sesso con uomini” e non le donne.

La vicenda è accaduta nella città ligure ed è emersa da una denuncia dell’associazione GiustItalia, che ha annunciato di voler andare avanti “perché il regolamento a livello nazionale sia modificato”.

 

La spezzina 38enne si era presentata al centro vaccinale della Spezia pensando di rientrare nelle categorie a rischio: “Solo gli uomini che fanno sesso con uomini”

La motivazione

La donna nei giorni scorsi durante il colloquio preliminare con il medico vaccinatore ha dichiarato di essere omosessuale, con regolare unione civile: il medico le ha risposto che il regolamento ministeriale recepito dall’Asl prevede tra i soggetti a rischio “uomini che hanno rapporti sessuali con uomini”.

La donna quindi non rientrava nella casistica, ma ha deciso di effettuare comunque il vaccino, che con i richiami le costerà oltre 226 euro.

Per l’associazione la disposizione applicata dalla Regione Liguria nelle sue Asl è “illegittima in relazione ai criteri di eguaglianza sanciti nella nostra Costituzione e appare come una disposizione sessista ed omofoba“.

La Asl5 della Spezia fa presente di “aver recepito e applicato le linee ministeriali espresse nell’attualmente vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017/19, come è doveroso da un punto di vista istituzionale”.

“Secondo il documento, infatti, la signora non aveva diritto alla gratuità della prestazione – spiegano dalla Asl – , in quanto a pagina 74 si consiglia l’effettuazione del vaccino per l’HPV solo agli ‘uomini che fanno sesso con uomini’ indicando questa come unica categoria a rischio per la quale non è prevista alcuna spesa da parte dell’utenza”.

donna-omosessuale-papilloma-vaccino
Nel sesso femminile si verifica un picco di incidenza di contagi intorno ai 25 anni, trasmissione sostenuta appunto dai primi rapporti intimi

Uno sguardo alla patologia

  • Cos’è il papilloma virus

Si chiama papilloma virus, noto anche come HPV, ed è responsabile della più diffusa infezione a trasmissione sessuale conosciuta: otto persone su dieci entrano in contatto, nell’intimità, con questo agente eziologico.

  • Perché è opportuno combattere e prevenire l’infezione da papilloma?

Perché questo virus provoca infiammazioni, condilomi (creste di gallo a livello genitale o anale con rapporti sessuali dolorosi) e alla lunga favorisce l’insorgenza di tumori del collo dell’utero, preceduti da displasia.
Incidenza

Nel sesso femminile si verifica un picco di incidenza di contagi intorno ai 25 anni, trasmissione sostenuta appunto dai primi rapporti intimi. Occorre tenere a mente che anche gli uomini contraggono l’HPV, che si ripercuote nelle età successive in parallelo a quanto accade nella donna.

  • Citologia vaginale
  • Negli anni sessanta, quando ancora mancava un vaccino efficace, la prevenzione veniva effettuata tramite campagne di citologia vaginale (pap test), con prelievo di campioni biologici del collo dell’utero analizzati al microscopio, al fine di rilevare segni precoci di trasformazione neoplastica della mucosa, fino alla malignità. Oggi però è possibile diagnosticare la presenza del papilloma mediante esami sofisticati, eradicare l’infezione con terapie appropriate, e in molte regioni viene offerta gratuitamente la vaccinazione anti HPV alle ragazze, poi estesa anche ai maschi, visto che questo virus rimbalza dall’uomo alla donna e viceversa. Vediamo di seguito tre consigli per combattere il papillomavirus.
  • Modelli regionali

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una strategia globale, acquisita anche dall’Unione Europea, con l’obiettivo di eradicare il tumore del collo dell’utero entro il 2030.

Interessante, a questo proposito, la strategia adottata dalla Regione Piemonte contro l’HPV, che prevede non solo l’offerta attiva e gratuita alle ragazze e ai ragazzi nel dodicesimo anno di età, ma anche l’estensione della gratuità della vaccinazione a: donne di 25 anni di età – in occasione della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (PAP test);

ma estesa anche agli uomini, ai soggetti con infezione da HIV; alle donne con lesione pre-cancerosa, anche in caso di adesione ritardata, il diritto alla gratuità è garantito senza limiti di età.

  • Igiene e profilassi
donna-omosessuale-papilloma-vaccino
Sesso, in Italia oltre 140mila infezioni in 30 anni

Nell’80% dei casi, l’infezione da HPV decorre in maniera asintomatica, spiega Giancarlo Icardi, direttore della scuola di specializzazione in Igiene all’ Università di Genova, già coordinatore del Gruppo vaccini della Società Italiana di Igiene e medicina preventiva (SITI) – perché l’organismo ha la capacità di eliminare il virus.

In altri casi, il sistema immunitario fallisce, con conseguenze gravi. Generalmente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma della cevice può essere di decenni. L’arma più potente è la vaccinazione, in grado di prevenire fino a quasi il 90% di tutti i tumori HPV-correlati in uomini e donne”.

  • Fare prevenzione

La campagna legata al portale informativo www.haiprenotatovero.it al fine di offrire a tutti gli utenti la più ampia panoramica sul Papillomavirus e le possibilità di prevenzione.

Una specifica sezione, denominata Vaccinarsi nella tua regione, riporta tutte le informazioni necessarie per accedere alle offerte di vaccinazione anti-HPV presso le strutture sanitarie del territorio di residenza dato che in molte Regioni la vaccinazione è estesa in gratuità alle ragazze 25enni e alle donne con lesioni pre-cancerose.

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Donna omosessuale chiede di effettuare il vaccino per il papilloma virus gratuitamente a La Spezia - pensando di rientrare nelle categorie a rischio - ma le viene rifiutato. Alla 38enne è stato detto infatti che vengono considerati soggetti a rischio "solo gli uomini che fanno sesso con uomini" e non le donne. La vicenda è accaduta nella città ligure ed è emersa da una denuncia dell’associazione GiustItalia, che ha annunciato di voler andare avanti "perché il regolamento a livello nazionale sia modificato".  
La spezzina 38enne si era presentata al centro vaccinale della Spezia pensando di rientrare nelle categorie a rischio: "Solo gli uomini che fanno sesso con uomini"

La motivazione

La donna nei giorni scorsi durante il colloquio preliminare con il medico vaccinatore ha dichiarato di essere omosessuale, con regolare unione civile: il medico le ha risposto che il regolamento ministeriale recepito dall’Asl prevede tra i soggetti a rischio "uomini che hanno rapporti sessuali con uomini". La donna quindi non rientrava nella casistica, ma ha deciso di effettuare comunque il vaccino, che con i richiami le costerà oltre 226 euro. Per l’associazione la disposizione applicata dalla Regione Liguria nelle sue Asl è "illegittima in relazione ai criteri di eguaglianza sanciti nella nostra Costituzione e appare come una disposizione sessista ed omofoba". La Asl5 della Spezia fa presente di "aver recepito e applicato le linee ministeriali espresse nell’attualmente vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017/19, come è doveroso da un punto di vista istituzionale". "Secondo il documento, infatti, la signora non aveva diritto alla gratuità della prestazione - spiegano dalla Asl - , in quanto a pagina 74 si consiglia l’effettuazione del vaccino per l’HPV solo agli 'uomini che fanno sesso con uomini' indicando questa come unica categoria a rischio per la quale non è prevista alcuna spesa da parte dell’utenza".
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Nel sesso femminile si verifica un picco di incidenza di contagi intorno ai 25 anni, trasmissione sostenuta appunto dai primi rapporti intimi

Uno sguardo alla patologia

  • Cos'è il papilloma virus
Si chiama papilloma virus, noto anche come HPV, ed è responsabile della più diffusa infezione a trasmissione sessuale conosciuta: otto persone su dieci entrano in contatto, nell’intimità, con questo agente eziologico.
  • Perché è opportuno combattere e prevenire l’infezione da papilloma?
Perché questo virus provoca infiammazioni, condilomi (creste di gallo a livello genitale o anale con rapporti sessuali dolorosi) e alla lunga favorisce l’insorgenza di tumori del collo dell’utero, preceduti da displasia. Incidenza Nel sesso femminile si verifica un picco di incidenza di contagi intorno ai 25 anni, trasmissione sostenuta appunto dai primi rapporti intimi. Occorre tenere a mente che anche gli uomini contraggono l’HPV, che si ripercuote nelle età successive in parallelo a quanto accade nella donna.
  • Citologia vaginale
  • Negli anni sessanta, quando ancora mancava un vaccino efficace, la prevenzione veniva effettuata tramite campagne di citologia vaginale (pap test), con prelievo di campioni biologici del collo dell’utero analizzati al microscopio, al fine di rilevare segni precoci di trasformazione neoplastica della mucosa, fino alla malignità. Oggi però è possibile diagnosticare la presenza del papilloma mediante esami sofisticati, eradicare l’infezione con terapie appropriate, e in molte regioni viene offerta gratuitamente la vaccinazione anti HPV alle ragazze, poi estesa anche ai maschi, visto che questo virus rimbalza dall’uomo alla donna e viceversa. Vediamo di seguito tre consigli per combattere il papillomavirus.
  • Modelli regionali
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una strategia globale, acquisita anche dall’Unione Europea, con l’obiettivo di eradicare il tumore del collo dell’utero entro il 2030. Interessante, a questo proposito, la strategia adottata dalla Regione Piemonte contro l’HPV, che prevede non solo l’offerta attiva e gratuita alle ragazze e ai ragazzi nel dodicesimo anno di età, ma anche l’estensione della gratuità della vaccinazione a: donne di 25 anni di età – in occasione della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (PAP test); ma estesa anche agli uomini, ai soggetti con infezione da HIV; alle donne con lesione pre-cancerosa, anche in caso di adesione ritardata, il diritto alla gratuità è garantito senza limiti di età.
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Nell’80% dei casi, l’infezione da HPV decorre in maniera asintomatica, spiega Giancarlo Icardi, direttore della scuola di specializzazione in Igiene all’ Università di Genova, già coordinatore del Gruppo vaccini della Società Italiana di Igiene e medicina preventiva (SITI) – perché l’organismo ha la capacità di eliminare il virus. In altri casi, il sistema immunitario fallisce, con conseguenze gravi. Generalmente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma della cevice può essere di decenni. L'arma più potente è la vaccinazione, in grado di prevenire fino a quasi il 90% di tutti i tumori HPV-correlati in uomini e donne”.
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