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Home » Attualità » Dopo l’Emilia Romagna, anche il Piemonte garantirà il medico di base ai senza fissa dimora

Dopo l’Emilia Romagna, anche il Piemonte garantirà il medico di base ai senza fissa dimora

Il sindaco di Torino: "Le difficoltà di queste persone non sono legate solo alla povertà, ma anche a problemi di salute gravi, psicologici e in tanti casi anche psichiatrici. Per questo serve anche un approccio sanitario integrato"

Sofia Francioni
7 Febbraio 2022
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Per permettere loro di essere curati come tutti gli altri cittadini, dopo l’Emilia Romagna, anche il Piemonte garantirà il medico di base ai senza fissa dimora. Il prossimo passo, infatti, è un accordo sanitario integrato tra il Comune di Torino e la Regione che va proprio in questa direzione: “Nelle prossime settimane spero si possa sottoscrivere in Prefettura il protocollo tra l’associazionismo della Città di Torino e la Regione, che metterà a disposizione l’Asl per dare supporto sanitario a queste persone. Un’iniziativa necessaria per affrontare in modo totale la problematica dei senza fissa dimora“, ha annunciato il prefetto del Piemonte Raffaele Ruberto.

Stefano Lo Russo
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo (Pd)

L’intesa – tra Comune, Prefettura, Città Metropolitana, Asl Città di Torino, Diocesi, circoscrizioni comunali, la Federazione italiana organismi persone senza dimora (Fiospd) e la Regione Piemonte – è stata approvata in consiglio regionale il 28 gennaio e fornirà ai clochard (2.500 persone in Piemonte, di cui il 60% stranieri) l’iscrizione al servizio sanitario e l’assistenza di un medico di base. Inoltre, con lo stanziamento di 200 mila euro, la Regione finanzierà soggetti del terzo settore per rinforzare i servizi di strada. Come ha spiegato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo (Pd): “Le difficoltà di queste persone non sono legate solo alla povertà, ma anche a problemi di salute gravi, psicologici e in tanti casi anche psichiatrici. Per questo serve anche un approccio sanitario. Vogliamo prepararci anche in vista del prossimo inverno, stiamo lavorando insieme e proveremo a innovare il modello con cui la città risponde all’emergenza abitativa”.

Elly Schlein
Elly Schlein vicepresidente dell’Emilia Romagna

In Piemonte, dunque, anche i cittadini e le cittadine italiane senza dimora e privi di qualsiasi assistenza sanitaria potranno iscriversi all’anagrafe sanitaria per la scelta del medico di base e avere garantiti i cosiddetti Lea, i “livelli essenziali di assistenza”. “Un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere negato a nessuno e che un’istituzione ha il dovere di garantire a tutti”, ha commentato la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, dell’Emilia Romgna, prima Regione in Italia a intraprendere un’iniziativa simile. “Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo e per cui ogni giorno lavoriamo, insieme ai territori. Una sanità che garantisca assistenza e cure a tutti i suoi cittadini e cittadine, senza alcun tipo di distinzione”.

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Per permettere loro di essere curati come tutti gli altri cittadini, dopo l'Emilia Romagna, anche il Piemonte garantirà il medico di base ai senza fissa dimora. Il prossimo passo, infatti, è un accordo sanitario integrato tra il Comune di Torino e la Regione che va proprio in questa direzione: "Nelle prossime settimane spero si possa sottoscrivere in Prefettura il protocollo tra l’associazionismo della Città di Torino e la Regione, che metterà a disposizione l’Asl per dare supporto sanitario a queste persone. Un’iniziativa necessaria per affrontare in modo totale la problematica dei senza fissa dimora", ha annunciato il prefetto del Piemonte Raffaele Ruberto.
Stefano Lo Russo
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo (Pd)
L'intesa - tra Comune, Prefettura, Città Metropolitana, Asl Città di Torino, Diocesi, circoscrizioni comunali, la Federazione italiana organismi persone senza dimora (Fiospd) e la Regione Piemonte - è stata approvata in consiglio regionale il 28 gennaio e fornirà ai clochard (2.500 persone in Piemonte, di cui il 60% stranieri) l’iscrizione al servizio sanitario e l’assistenza di un medico di base. Inoltre, con lo stanziamento di 200 mila euro, la Regione finanzierà soggetti del terzo settore per rinforzare i servizi di strada. Come ha spiegato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo (Pd): "Le difficoltà di queste persone non sono legate solo alla povertà, ma anche a problemi di salute gravi, psicologici e in tanti casi anche psichiatrici. Per questo serve anche un approccio sanitario. Vogliamo prepararci anche in vista del prossimo inverno, stiamo lavorando insieme e proveremo a innovare il modello con cui la città risponde all’emergenza abitativa".
Elly Schlein
Elly Schlein vicepresidente dell'Emilia Romagna
In Piemonte, dunque, anche i cittadini e le cittadine italiane senza dimora e privi di qualsiasi assistenza sanitaria potranno iscriversi all'anagrafe sanitaria per la scelta del medico di base e avere garantiti i cosiddetti Lea, i "livelli essenziali di assistenza". "Un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere negato a nessuno e che un'istituzione ha il dovere di garantire a tutti", ha commentato la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, dell'Emilia Romgna, prima Regione in Italia a intraprendere un'iniziativa simile. "Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo e per cui ogni giorno lavoriamo, insieme ai territori. Una sanità che garantisca assistenza e cure a tutti i suoi cittadini e cittadine, senza alcun tipo di distinzione".
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