A una donna della Florida è stato negato l’aborto d’emergenza e dopo il ricovero in ospedale per perdita di liquido amniotico è stata mandata a casa. “Sentivo che sarei morta entro pochi giorni”, rivela Anya Cook durante un’intervista con Impact x Nightline, disponibile in streaming oggi, 14 dicembre, su Hulu.
L’infertilità e la gravidanza. Poi il dramma
Dopo anni di infertilità e ben 17 aborti spontanei, la donna, 36 anni, era al settimo cielo quando ha scoperto di essere finalmente incinta. Era già al secondo trimestre – 16 settimane – quando, nel dicembre 2022 a Coral Springs, la sua città, si svolgeva la parata annuale.
Uscendo da un ristorante quella sera, Cook sentì un getto d’acqua lungo le gambe, come se qualcuno le avesse gettato addosso un bicchiere d’acqua. “Mai avrei pensato che si trattasse di una perdita del mio stesso liquido amniotico”, spiega.
La donna aveva avuto una rottura prematura delle membrane, che può causare importanti complicazioni, secondo il National Institute of Health. Ma Anya sperava che, anche se le si fossero rotte le acque, avrebbe potuto avere un piccolo punto di sutura e continuare a portare avanti la gravidanza.
Immediatamente andò in ospedale, una struttura di fiducia per la coppia: “è stato l’unico in cui sono andata per tutta la mia vita”, aggiunge.
Cosa significa essere invisibili
Arrivata al pronto soccorso, per quanto poté vedere, nessuno dei presenti aveva bisogno di cure urgenti. Ma nell’ora successiva avrebbe imparato come ci si sente a essere invisibili. L’addetto alla reception le disse che non c’erano letti disponibili, anche se Cook ritiene di averne visti molti vuoti.

La gente, anzi, voltava la testa per non guardare la 36enne contorcersi per il dolore su una sedia a rotelle, con il liquido che continuava a bagnarle le gambe. “Mamma, cosa le è successo?”, sentì chiedere da un bambino alla madre, che lo zittì subito.
Anya scoprì dopo molte ore che le sue acque si erano effettivamente rotte in anticipo e non c’erano possibilità di salvare la gravidanza. Nelle 48 ore successive avrebbe partorito e il suo feto non sarebbe sopravvissuto.
La legge della Florida
La donna non aveva fatto i conti con il fatto che la Florida, ad aprile 2022, aveva approvato una legge molto restrittiva che vieta l’aborto dopo le 15 settimane, con le sole eccezioni di “un’anomalia mortale del feto” o di “un grave rischio” per la persona incinta.
Un anno dopo, dopo la decisione della Corte Suprema nazionale di abrogare il diritto federale sancito dalla Roe v. Wade, il divieto è stato ulteriormente esteso alle interruzioni di gravidanza dopo 6 settimane.
Per Anya Cook significava che sue opzioni di assistenza medica erano limitate. Secondo la legge, infatti, non era ancora abbastanza grave da potersi sottoporre a un travaglio indotto, anche se il suo medico le aveva garantito che lo sarebbe stata presto.
“Il dottore mi ha detto proprio in quel momento che si può contrarre un’infezione, forse una sepsi, e morire“, ha raccontato. “Tutto quello che ho pensato è stato: ‘Sono in ospedale, giusto? Sto bene. Non morirò perché sono in ospedale’.

Ho guardato mio marito e in quel momento ho realizzato come stavano veramente le cose, perché lui mi guardava e diceva: ‘No, tesoro. Non credo che tu stia capendo quello che dice il medico’”.
Le dimissioni e la paura di morire
La 36enne è stata infatti dimessa con una ricetta di antibiotici da prendere e le è stato detto di tornare se i suoi sintomi – dolore pelvico e sanguinamento – fossero peggiorati. “L’infermiera mi chiese se poteva pregare per me – continua –. Sapevo solo che non sarei sopravvissuta a quello che stava accadendo”.
La mattina dopo ha prenotato un appuntamento al salone per farsi acconciare i capelli, pronta per la bara. Lei e Derick litigarono per tutto il tragitto: l’uomo non riusciva a credere che la moglie si stesse arrendendo.
Anya Cook ha partorito la figlia, chiamata Bunny, poche ore dopo, nella toilette del salone.
Una delle clienti, quel giorno, era un’infermiera. Quando l’ha vista si è resa conto dell’emergenza e le ha detto di andare in ospedale, subito. Anya ricorda di essersi sentita respinta, quasi sotto interrogatorio, quando è arrivata in pronto soccorso.
“I paramedici dissero che avevo un’emorragia – spiega nell’intervista –. Tuttavia infermieri e medici mi hanno chiesto più volte se stavo bene prima di essere sottoposta a cure urgenti”.

Aborto negato anche per il colore della sua pelle
La giovane si è svegliata il giorno dopo, dopo aver perso quasi la metà del sangue nel suo corpo. I danni permanenti intorno all’utero potrebbero rendere ancora più difficile per lei avere una nuova gravidanza.
Alla domanda se ritiene che il colore della sua pelle sia stata un fattore discriminante, Cook risponde di sì.
“Se fossi stata la moglie di Ron DeSantis avrei ricevuto immediatamente le cure di cui avevo bisogno in quel momento”, ha dichiarato, riferendosi alla notte in cui è arrivata al pronto soccorso.
Il governatore ha recentemente approvato il divieto di aborto a sei settimane nello Stato, che renderà ancora più difficile poterlo ottenere in Florida in futuro.
“La moglie del governatore aspetterebbe un letto o andrebbe a casa per partorire quando sa che il suo bambino non sopravviverà? Oh, no. Non sarebbe successo. Non va sottovalutato questo aspetto (la discriminazione per la razza, ndr)”, conclude amareggiata Cook.
La conduttrice di ABC News Diane Sawyer e la corrispondente senior del Congresso Rachel Scott hanno parlato con Anya Cook e altre 17 donne provenienti da dieci Stati per il servizio speciale su come le leggi restrittive sull’aborto abbiano avuto un impatto negativo sulla loro salute.
Molte hanno subito gravi conseguenze e altre sono fuggite in Stati in cui l’interruzione di gravidanza è ancora permessa, spendendo i risparmi di una vita per ottenere aborti d’emergenza.

