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Home » Attualità » “Generazione rubata”: risarcimento dell’Australia agli aborigeni, strappati alle famiglie per assimilarli alla società bianca

“Generazione rubata”: risarcimento dell’Australia agli aborigeni, strappati alle famiglie per assimilarli alla società bianca

Dal 1915 agli anni Settanta i bambini delle popolazioni indigene venivano affidati a istituzioni o famiglie per farli crescere secondo gli stili occidentali. Col pretesto di salvarli dall'estinzione cui la loro stirpe sarebbe strata destinata

Federico Martini
5 Agosto 2021
epa09396086 Australian Prime Minister Scott Morrison delivers his statement on the Closing the Gap Implementation Report in the House of Representatives at Parliament House in Canberra, Australia, 05 August 2021.  EPA/LUKAS COCH AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

epa09396086 Australian Prime Minister Scott Morrison delivers his statement on the Closing the Gap Implementation Report in the House of Representatives at Parliament House in Canberra, Australia, 05 August 2021. EPA/LUKAS COCH AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Migliaia di australiani indigeni della cosiddetta «generazione rubata», quelli che furono rimossi dalle loro famiglie da bambini e tenuti in strutture del governo federale, riceveranno un risarcimento di 75 mila dollari australiani (circa 46mila euro), secondo un piano di risarcimento annunciato dal primo ministro Scott Morrison. L’iniziativa si applica ai territori federali del Nord (Darwin) e della capitale nazionale (Canberra), mentre simili programmi sono in corso in quattro dei sei Stati della federazione.

Il primo ministro australiano Scott Morrison tiene fra le mani la mascherina con la bandiera del suo paese 

La pratica della rimozione forzata dalle famiglie, attuata dal governo fra il 1915 e gli anni Settanta, fu imposta su decine di migliaia di bambini di sangue misto per allevarli presso istituti o famiglie, con l’intento di assimilarli nella società bianca.

L’idea era che gli aborigeni fossero destinati all’estinzione e che «salvare» i loro bambini fosse la sola alternativa caritatevole. Morrison ha presentato la risposta del governo al rapporto intitolato Closing the Gap (Chiudere il divario).

Il piano, del valore di oltre un miliardo di dollari australiani in dieci anni, mira a ridurre lo svantaggio sociale ed economico degli australiani indigeni attraverso 17 obiettivi.

Già in passato il governo di canberra aveva disposto “risarcimenti” nei confronti degli  aborigeni. Ad esempio riconoscendo una sorta di vitalizio in cambio della disponibilità da parte dello Stato di Ayers rock, il gigantesco monilite che sorge nel desertro al centro dell’Australia, che le popolazioni indigene storicamente ritengono sede delle rispettive divinità.

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Migliaia di australiani indigeni della cosiddetta «generazione rubata», quelli che furono rimossi dalle loro famiglie da bambini e tenuti in strutture del governo federale, riceveranno un risarcimento di 75 mila dollari australiani (circa 46mila euro), secondo un piano di risarcimento annunciato dal primo ministro Scott Morrison. L’iniziativa si applica ai territori federali del Nord (Darwin) e della capitale nazionale (Canberra), mentre simili programmi sono in corso in quattro dei sei Stati della federazione.
Il primo ministro australiano Scott Morrison tiene fra le mani la mascherina con la bandiera del suo paese 
La pratica della rimozione forzata dalle famiglie, attuata dal governo fra il 1915 e gli anni Settanta, fu imposta su decine di migliaia di bambini di sangue misto per allevarli presso istituti o famiglie, con l’intento di assimilarli nella società bianca. L’idea era che gli aborigeni fossero destinati all’estinzione e che «salvare» i loro bambini fosse la sola alternativa caritatevole. Morrison ha presentato la risposta del governo al rapporto intitolato Closing the Gap (Chiudere il divario). Il piano, del valore di oltre un miliardo di dollari australiani in dieci anni, mira a ridurre lo svantaggio sociale ed economico degli australiani indigeni attraverso 17 obiettivi. Già in passato il governo di canberra aveva disposto "risarcimenti" nei confronti degli  aborigeni. Ad esempio riconoscendo una sorta di vitalizio in cambio della disponibilità da parte dello Stato di Ayers rock, il gigantesco monilite che sorge nel desertro al centro dell'Australia, che le popolazioni indigene storicamente ritengono sede delle rispettive divinità.
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