L’attivista ambientalista Greta Thunberg è stata arrestata martedì 17 ottobre a Londra, durante una manifestazione organizzata in occasione di un evento che riunisce alti dirigenti dell’industria petrolifera e del gas.
A darne per primo notizia è stato un fotografo Afp che si trovava sul posto. Alcune centinaia di manifestanti hanno bloccato tutti gli ingressi dell’hotel dove si svolge la conferenza dell’Energy Intelligence Forum.
La ventenne attivista svedese è stata immortalata in un video mentre agenti di Scotland Yard – intervenuti per disperdere il picchetto di ambientalisti schieratisi a bloccare l’entrata principale dell’albergo nella capitale inglese – la trascinavano via. Chiusa all’interno di un van della polizia, la giovane ha poi rivolto un sorriso ad altri dimostranti che gridavano “thank you Greta“.
Arrestata… di nuovo
Greta Thunberg era stata arrestata e trattenuta per qualche ora anche in estate, in occasione di una manifestazione analoga contro l’industria degli idrocarburi nella sua Svezia. Un impegno che la giovane porta avanti da anni, dalle prime manifestazioni pacifiche in patria e poi con i Fridays For Future, agli eventi ufficiali e davanti ai leader mondiali.
A Londra ha preso parte nello specifico a una protesta contro l’Energy Intelligence Forum, che riunisce per tre giorni, all’hotel InterContinental Park Lane, amministratori delegati e manager di colossi petroliferi mondiali, come Total Energies, Shell, Eni, la saudita Aramco, o la norvegese Equinor.

Con loro – in rappresentanza del governo Tory di Rishi Sunak, accusato da più parti di aver annacquato gli impegni sulla transizione verde sull’emergenza climatica – il ministro britannico per la Sicurezza energetica e l’Obiettivo emissioni zero, Graham Stuart.
All’evento figurano invitati pure relatori e ospiti italiani di spicco come Marco Alverà, ceo di Tes, o Giulia Chierchia, vicepresidente esecutiva con delega alla Sostenibilità della britannica BP.
O ancora come Claudio Descalzi, Ad di Eni, protagonista giusto oggi a Londra della formalizzazione di un accordo di principio col governo Sunak “sul trasporto e lo stoccaggio di anidride carbonica nel cluster industriale Ccs HyNet North West”: innovativo progetto in materia di ‘decarbonizzazione’ messo in cantiere nel nord dell’Inghilterra.
A tentare di sbarrare la strada ai “signori del petrolio” qualche centinaio di manifestanti presidiare gli ingressi dell’albergo di lusso, vicino a Hyde Park, e che è sfociata nel fermo di varie persone, oltre alla svedese, da parte di Scotland Yard.
Greta Thunberg: strada sbarrata ai “signori del petrolio”
Parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa, Greta Thunberg in mattinata aveva attaccato i partecipanti al forum, bollato come un “incontro a porte chiuse” concepito per suggellare accordi più o meno segreti fra politici e “lobbisti del distruttivo settore dei combustibili fossili”.
Ancora un fermo di polizia, accolto con imperturbabile sorriso di sfida per la paladina un tempo adolescente (oggi giovane donna) della battaglia contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici globali.

La resa dei conti è scattata dopo qualche ora di muro contro muro: gli agenti hanno arrestato prima una mezza dozzina di anonimi dimostranti e quindi la ventenne, trascinata via sotto l’occhio di fotografi, cameramen e telefonini vari. Rinchiusa in un van della polizia, la giovane pasionaria scandinava ha mantenuto il contegno abituale.
La manifestazione di Fossil Free London
La manifestazione è stata organizzata dalla ong ecologista Fossil Free London che in un comunicato ha puntato il dito sui profitti record dello scorso anno dalle aziende oil & gas, “reinvestiti nell’espansione degli stessi combustibili fossili e non nell’energia verde”, a dispetto di quanto promesso.
Gli attivisti hanno inoltre denunciato l’assegnazione della presidenza della Cop28, conferenza internazionale annuale promossa dall’Onu sul clima (in programma dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai) al sultano Ahmed Al Jaber: numero uno del colosso petrolifero statale degli Emirati Arabi Uniti.

