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Home » Attualità » Incitamento all’odio e comportamenti violenti: il Censis rivela: 4 milioni di italiani molestati nell’ultimo anno

Incitamento all’odio e comportamenti violenti: il Censis rivela: 4 milioni di italiani molestati nell’ultimo anno

Il segretario Giorgio De Rita: "Fra il 2015 e il 2019 sono calate dal 25% al 15% della popolazione le persone che hanno denunciato stalking e discriminazioni. L'italia è in questa materia sotto la media europea

Federico Martini
3 Agosto 2021
codice-rosso-bis-senato-ddl
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‘’Il fenomeno dell’incitamento all’odio e a comportamenti violenti è complesso ed ha tante sfaccettature ma dobbiamo sottolineare la carenza di dati, di ricerche, di informazioni”. Lo ha detto Giorgio De Rita, segretario generale della Fondazione Censis nel corso dell’Audizione presso la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza del Senato sottolineando che “grosso modo il numero di persone che hanno subito molestie e discriminazioni effettive nel corso dell’ultimo anno si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni’’.

De Rita, però, ha rimarcato che “tra il 2015 e il 2019 i dati ci dicono che la quota di residenti in Italia che ha subito atti di discriminazione o di molestia si riduce dal 25% al 15% rispetto ad un dato medio europeo che vede una riduzione dal 21% al 17%”. Il segretario generale della Fondazione Censis ha parlato di “un fenomeno poco indagato, poco studiato che meriterebbe più attenzione. La domanda che viene naturale porsi è quanto questo fenomeno sia diffuso e quali sono le sue dinamiche.

Abbiamo dei dati europei che ci aiutano a capire, alcune indagini fate da Eurostat nel 2019 che approfondiscono il tema delle discriminazioni, delle molestie e dell’incitamento all’odio. Queste indagini ci dicono che circa il 15% degli italiani dichiara di aver subito nei 12 mesi precedenti fenomeni discriminatori o fenomeni di molestie o atti di vero e proprio odio.

Giorgio De Rita

Le ragioni possono essere tante – osserva De Rita – in alcuni casi più ragioni colpiscono le stesse persone: i dati europei ci dicono ad esempio che circa il 2% degli italiani dichiara di aver subito discriminazione o molestie per ragioni di orientamento sessuale per ragioni di diversità di genere e di età, di etnia, e di colore della pelle. Volendo fare una stima, molto approssimativa perché non abbiamo numeri sufficienti a poter andare in profondità, grosso modo il numero di persone che ha subito molestie e discriminazioni effettive nel corso dell’ultimo anno si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni di persone’’.

La seconda dimensione consiste, secondo De Rita ‘’ in quanto sta cambiando questo fenomeno nell’arco degli ultimi anni: i dati Eurostat confrontati tra il 2015 e il 2019 ci dicono che la quota di residenti in Italia che ha subito atti di discriminazione o di molestia si riduce dal 25% al 15% rispetto ad un dato medio europeo che vede una riduzione dal 21% al 17%. L’impressione che possiamo ricavare è che più che ridursi questo fenomeno sta chiudendo l’imbuto rispetto alle gravità degli episodi che vengono denunciati: c’è una maggiore consapevolezza che l’atto discriminatorio, è grave nella misura in cui colpisce le singole persone. Un elemento che ci dice che è un fenomeno che sta cambiando pelle”.

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‘’Il fenomeno dell’incitamento all’odio e a comportamenti violenti è complesso ed ha tante sfaccettature ma dobbiamo sottolineare la carenza di dati, di ricerche, di informazioni”. Lo ha detto Giorgio De Rita, segretario generale della Fondazione Censis nel corso dell’Audizione presso la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza del Senato sottolineando che “grosso modo il numero di persone che hanno subito molestie e discriminazioni effettive nel corso dell’ultimo anno si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni’’. De Rita, però, ha rimarcato che “tra il 2015 e il 2019 i dati ci dicono che la quota di residenti in Italia che ha subito atti di discriminazione o di molestia si riduce dal 25% al 15% rispetto ad un dato medio europeo che vede una riduzione dal 21% al 17%”. Il segretario generale della Fondazione Censis ha parlato di “un fenomeno poco indagato, poco studiato che meriterebbe più attenzione. La domanda che viene naturale porsi è quanto questo fenomeno sia diffuso e quali sono le sue dinamiche. Abbiamo dei dati europei che ci aiutano a capire, alcune indagini fate da Eurostat nel 2019 che approfondiscono il tema delle discriminazioni, delle molestie e dell’incitamento all’odio. Queste indagini ci dicono che circa il 15% degli italiani dichiara di aver subito nei 12 mesi precedenti fenomeni discriminatori o fenomeni di molestie o atti di vero e proprio odio.
Giorgio De Rita
Le ragioni possono essere tante - osserva De Rita - in alcuni casi più ragioni colpiscono le stesse persone: i dati europei ci dicono ad esempio che circa il 2% degli italiani dichiara di aver subito discriminazione o molestie per ragioni di orientamento sessuale per ragioni di diversità di genere e di età, di etnia, e di colore della pelle. Volendo fare una stima, molto approssimativa perché non abbiamo numeri sufficienti a poter andare in profondità, grosso modo il numero di persone che ha subito molestie e discriminazioni effettive nel corso dell’ultimo anno si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni di persone’’. La seconda dimensione consiste, secondo De Rita ‘’ in quanto sta cambiando questo fenomeno nell’arco degli ultimi anni: i dati Eurostat confrontati tra il 2015 e il 2019 ci dicono che la quota di residenti in Italia che ha subito atti di discriminazione o di molestia si riduce dal 25% al 15% rispetto ad un dato medio europeo che vede una riduzione dal 21% al 17%. L’impressione che possiamo ricavare è che più che ridursi questo fenomeno sta chiudendo l’imbuto rispetto alle gravità degli episodi che vengono denunciati: c’è una maggiore consapevolezza che l’atto discriminatorio, è grave nella misura in cui colpisce le singole persone. Un elemento che ci dice che è un fenomeno che sta cambiando pelle”.
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