Oggi, 5 ottobre, nel mondo si celebra la Giornata Internazionale degli Insegnanti, i simboli portanti della scuola e dell’istruzione. Sebbene il loro ruolo sia fondamentale e siano riconosciuti come uno dei pilastri della società, gli insegnanti si trovano molto spesso ad affrontare numerose sfide.
I dati Ipsos: il prestigio della professione sopravvive alle difficoltà
La mancanza di risorse, le classi sovraffollate, le sfide legate all’innovazione pedagogica, sono solo alcune delle difficoltà che gli insegnanti devono affrontare quotidianamente. Ma forse è proprio tutto questo che fa dei docenti una delle figure professionali più apprezzate nel nostro Paese.

Infatti, oltre due intervistati su tre, giudicano la professione del docente più prestigiosa di molte altre, a cui viene associata principalmente a caratteristiche positive, come “preparato”, “coinvolgente” e “appassionato”. Questo amore degli italiani nei confronti degli insegnanti è confermato anche dal fatto che, nonostante sia un percorso di carriera in salita e spesso segnato da anni di precariato e da episodi di violenza, quello del docente è un lavoro che ancora si raccomanda.
Un italiano su due (50%) la consiglierebbe come professione, anche se viene considerato un lavoro duro (56%) e sottopagato (54%).
Atteggiamento nei confronti dell’istruzione
Se gli insegnanti e i loro sforzi sono premiati, al contrario il giudizio nei confronti del nostro sistema di istruzione non è affatto lusinghiero.
Secondo i dati dell’Ipsos Education Monitor, in Italia, solo uno su quattro (26%) giudica buono il nostro sistema educativo, mentre la maggioranza relativa (43%) lo definisce scarso. Inoltre, per molti non solo il sistema educativo è scadente, ma il suo standard è in declino. Oltre una persona su due intervistata (56%) ritiene che il sistema educativo stia peggiorando rispetto a quando andava a scuola.
Tra le principali sfide che il sistema scolastico nel nostro Paese si trova ad affrontare troviamo: infrastrutture inadeguate (38%), mancanza di finanziamenti pubblici (28%), formazione inadeguata degli insegnanti (31%), uso insufficiente degli strumenti tecnologici (22%) e aule sovraffollate (21%).
Una nota positiva proviene però dall’esperienza diretta: i genitori di bambini e bambine che frequentano la scuola sono più positivi nel giudizio sul sistema educativo rispetto a quelli che non hanno figli e figlie a scuola. Chi vive in prima persona certi disagi e osserva da vicino il sistema scolastico e l’impegno del corpo docente tende dunque a esprimere giudizi meno duri.

L’intelligenza artificiale in classe
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle scuole è un argomento di crescente interesse e importanza nell’ambito dell’istruzione. L’IA offre molte opportunità e sfide per il sistema educativo e potrebbe radicalmente trasformare il modo in cui insegnanti e studenti affrontano l’apprendimento. Ma come viene valutato un suo impiego nella didattica scolastica?
Gli italiani dimostrano un atteggiamento abbastanza positivo, seppur tiepido, nei confronti dell’IA (compreso ChatGPT). Infatti, poco più di un italiano su tre (38%) dichiara che l’utilizzo dell’IA nelle scuole potrà avere in futuro un impatto molto positivo per il sistema educativo, a fronte di un 17% che teme un effetto negativo.
Mentre le persone intervistate sono più divise sull’atteggiamento nei confronti dell’IA e del suo ruolo nella vita degli studenti, c’è più accordo (59%) sul fatto che gli insegnanti dovrebbero comunque ricevere una formazione in merito, per utilizzare l’IA nei loro metodi di insegnamento (61%).
Funzione sociale del sistema educativo
Quando pensiamo al sistema educativo, dobbiamo anche far riferimento alle sue importanti funzioni sociali, in particolar modo la riduzione delle disuguaglianze. L’istruzione è vista come uno strumento chiave per promuovere l’uguaglianza di opportunità e ridurre le disparità socioeconomiche.
Tuttavia, secondo i dati Ipsos, il sistema educativo sembra solo parzialmente sopperire a questo compito. Infatti, oltre un italiano su due (56%) è critico nei confronti del sistema scolastico, in quanto non lo giudica in grado di ridurre le disuguaglianze sociali. A pensarlo sono soprattutto i giovani (GenZ e i Millennials) e le persone con figli.
Sicuramente il sistema educativo da solo non può eliminare completamente tutte le disuguaglianze sociali, poiché esistono altre sfide sistemiche e sociali. Tuttavia, può giocare un ruolo significativo nel creare un ambiente più equo e nell’aprire opportunità per tutti gli individui, indipendentemente dalla loro origine.
La riduzione delle disuguaglianze sociali attraverso l’istruzione è un obiettivo importante, che passa anche (e soprattutto) da una maggior valorizzazione e rispetto della figura degli insegnanti.

