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Home » Attualità » Israele, tutti possono essere genitori: “Finita l’ingiustizia, un giorno storico per i diritti Lgbt”

Israele, tutti possono essere genitori: “Finita l’ingiustizia, un giorno storico per i diritti Lgbt”

Potranno fare ricorso alla maternità surrogata le coppie dello stesso sesso, i single e le persone transessuali. Il ministro della sanità Horowitz: "Piena uguaglianza. È la semplice richiesta ed è l'obiettivo della lotta Lgbt, la lunga lotta della mia comunità"

Marianna Grazi
5 Gennaio 2022
La Slovenia è il primo Paese europeo ex comunista a approvare una legge simile in materia di diritto di famiglia

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L’anno nuovo si apre con una grande e bella novità in Israele, dove dalla settimana prossima la maternità surrogata sarà estesa  anche alle coppie dello stesso sesso, ai single e alle persone transessuali. Lo ha annunciato il ministro della sanità Nitzan Horowitz, accogliendo così il parere della Corte Suprema: “Si tratta di una giornata storica per la lotta del movimento Lgbt in Israele” ha detto Horowitz, che ha presentato il nuovo provvedimento, il quale garantisce adesso un accesso egualitario alla maternità surrogata. “Il nostro sistema sanitario sta diventando così uno dei più avanzati al mondo per quanto concerne la comunità gay, e per ogni persona in quanto tale”, ha aggiunto.

Finora le coppie same sex erano costrette a cercare all’estero una gravidanza surrogata. La battaglia legale per la liberalizzazione della ‘surrogacy’ in territorio israeliano, scrive il Times of Israel, era iniziata in realtà ben 11 anni fa, con un primo ricorso alla Corte Suprema di Gerusalemme da parte di una coppia di omossessuali. I giudici avevano dato un anno di tempo, al governo dell’allora premier Benjamin Netanyahu, per scrivere una nuova legge sulla questione, ma il Parlamento non aveva rispettato la scadenza. La giustificazione adottata fino ad ora, da parte dello Stato, era stata quella che la legge avesse lo scopo di proteggere le madri surrogate. Tuttavia il tribunale aveva ritenuto possibile trovare un equilibrio che evitasse discriminazioni e lo scorso anno ha preso in mano la situazione, stabilendo che la modifica alla legge sarebbe entrata in vigore dopo sei mesi, l’11 gennaio 2022.

“Piena uguaglianza. È la semplice richiesta ed è l’obiettivo della lotta Lgbt, la lunga lotta della mia comunità”, ha aggiunto il ministro, apertamente gay. “L’uguaglianza davanti alla legge e l’uguaglianza di genitorialità”. “Oggi mettiamo fine all’ingiustizia e alla discriminazione – ha concluso Horowitz –. Ognuno ha diritto ad essere genitore“. Magari è solo un caso, ma la notizia arriva a poche ore di distanza da quando Matteo Salvini ha postato la sua foto su Instagram proprio contro la maternità surrogata. Una sorta di risposta del destino, su una questione tanto sensibile e sentita da tantissime persone che, nel profondo, sentono in sé di poter essere genitori, ma al di fuori sono respinti da un sistema che non li accetta, perché ‘diversi’ dallo standard della famiglia tradizionale, come accade in Italia. Le notizie positive che hanno cominciato ad arrivare dal mondo devono allora essere uno stimolo per il nostro Paese, che speriamo non voglia rimanere ancora a lungo nel medioevo.

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L'anno nuovo si apre con una grande e bella novità in Israele, dove dalla settimana prossima la maternità surrogata sarà estesa  anche alle coppie dello stesso sesso, ai single e alle persone transessuali. Lo ha annunciato il ministro della sanità Nitzan Horowitz, accogliendo così il parere della Corte Suprema: "Si tratta di una giornata storica per la lotta del movimento Lgbt in Israele" ha detto Horowitz, che ha presentato il nuovo provvedimento, il quale garantisce adesso un accesso egualitario alla maternità surrogata. "Il nostro sistema sanitario sta diventando così uno dei più avanzati al mondo per quanto concerne la comunità gay, e per ogni persona in quanto tale", ha aggiunto. Finora le coppie same sex erano costrette a cercare all'estero una gravidanza surrogata. La battaglia legale per la liberalizzazione della 'surrogacy' in territorio israeliano, scrive il Times of Israel, era iniziata in realtà ben 11 anni fa, con un primo ricorso alla Corte Suprema di Gerusalemme da parte di una coppia di omossessuali. I giudici avevano dato un anno di tempo, al governo dell'allora premier Benjamin Netanyahu, per scrivere una nuova legge sulla questione, ma il Parlamento non aveva rispettato la scadenza. La giustificazione adottata fino ad ora, da parte dello Stato, era stata quella che la legge avesse lo scopo di proteggere le madri surrogate. Tuttavia il tribunale aveva ritenuto possibile trovare un equilibrio che evitasse discriminazioni e lo scorso anno ha preso in mano la situazione, stabilendo che la modifica alla legge sarebbe entrata in vigore dopo sei mesi, l'11 gennaio 2022. "Piena uguaglianza. È la semplice richiesta ed è l'obiettivo della lotta Lgbt, la lunga lotta della mia comunità", ha aggiunto il ministro, apertamente gay. "L'uguaglianza davanti alla legge e l'uguaglianza di genitorialità". "Oggi mettiamo fine all'ingiustizia e alla discriminazione – ha concluso Horowitz –. Ognuno ha diritto ad essere genitore". Magari è solo un caso, ma la notizia arriva a poche ore di distanza da quando Matteo Salvini ha postato la sua foto su Instagram proprio contro la maternità surrogata. Una sorta di risposta del destino, su una questione tanto sensibile e sentita da tantissime persone che, nel profondo, sentono in sé di poter essere genitori, ma al di fuori sono respinti da un sistema che non li accetta, perché 'diversi' dallo standard della famiglia tradizionale, come accade in Italia. Le notizie positive che hanno cominciato ad arrivare dal mondo devono allora essere uno stimolo per il nostro Paese, che speriamo non voglia rimanere ancora a lungo nel medioevo.
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