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Home » Attualità » La favola di Rayan, il bambino e il suo orsacchiotto non avevano paura del buio

La favola di Rayan, il bambino e il suo orsacchiotto non avevano paura del buio

Al piccolo di 5 anni caduto nel pozzo in Marocco piaceva nascondersi sotto il letto con il suo orsetto Humut. Non hai mai avuto il timore di nulla, anche quando Ali, il suo amico che sapeva scavare, lo ha riportato dalla mamma

Gabriele Canè
7 Febbraio 2022
Rayan Marocco

Rayan Marocco

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Quando Rayan ha spento la sua piccola luce, non ha avuto paura. Non aveva avuto nemmeno paura del buio. Beh, all’inizio forse un po’. Soprattutto aveva male. Ma paura no. A lui piaceva stare al buio. Si infilava sotto il letto con il suo orsetto, Humut, perché anche a lui piaceva nascondersi. Se ne stavano lì per ore a fare delle chiacchiere sperando che nessuno li trovasse. Humut era bravo: mai uno starnuto, un colpo di tosse che lo facesse notare. Rayan un po’ meno, ma insomma solo la mamma alla fine riusciva a scovarli. Così quando è finito laggiù, in fondo a quel buco, ha sperato che anche il suo amico lo avesse seguito “Humut, Humut, ci sei …?” “Certo, sono qui, nella galleria a fianco, non ti vedo ma possiamo parlare”.

Il piccolo Rayan, 5 anni, morto in un pozzo nel nord del Marocco
Il piccolo Rayan, 5 anni, morto in un pozzo nel nord del Marocco

Le giornate erano lunghe laggiù. Rayan sentiva dei rumori, anche la voce del papà, gli arrivò anche qualcosa da bere. Ma il buio non faceva paura. “Che fai Humut?” “Niente, sto qui, ti faccio compagnia. Che facciamo? Ci facciamo trovare o stiamo nascosti”. Rayan non era sicuro di quello che volesse. Aveva male. Aveva fame, sete. Forse voleva che li trovassero, però non subito. “Aspettiamo ancora un po’, tanto stiamo qui io e te, poi ci trovano e andiamo in giardino a giocare”.

I soccorritori erano riusciti a raggiungere Rayan scavando un tunnel orizzontale
I soccorritori erano riusciti a raggiungere Rayan scavando un tunnel orizzontale

Quando sentiva la voce del papà, Rayan era contento: lo avevano scoperto, ma non del tutto. Avevano capito che era in quel buco, ma ancora non riuscivano a prenderlo. Mica come quando stava sotto il letto. “Come stai Rayan, io ho il pelo, ma tu no. Hai freddo?”. “Grazie amico mio, si, ho tanto freddo, ho sempre più freddo. Vorrei stringerti che mi fai un po’ caldo. Vorrei stringere la mamma.” “Dai, deciso, adesso ci facciamo trovare. Io ho un amico, si chiama Ali, che sa scavare, che sa scendere giù nei buchi per trovare i bambini e gli orsacchiotti. Adesso gli mando un segnale”. “Grazie Humut, ho male e tanto freddo, adesso dormo un po”. Chiuse gli occhi e faceva ancora più buio. Ma non aveva paura. C’era Humut. Poi arrivava Ali e lo portava dalla mamma. Quando la piccola luce di Rayan si è spenta, se ne è accesa una grande. Calda. C’erano tanti bambini. Tanti orsetti. “Vieni Rayan, ti aspettavamo”.

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Quando Rayan ha spento la sua piccola luce, non ha avuto paura. Non aveva avuto nemmeno paura del buio. Beh, all’inizio forse un po’. Soprattutto aveva male. Ma paura no. A lui piaceva stare al buio. Si infilava sotto il letto con il suo orsetto, Humut, perché anche a lui piaceva nascondersi. Se ne stavano lì per ore a fare delle chiacchiere sperando che nessuno li trovasse. Humut era bravo: mai uno starnuto, un colpo di tosse che lo facesse notare. Rayan un po’ meno, ma insomma solo la mamma alla fine riusciva a scovarli. Così quando è finito laggiù, in fondo a quel buco, ha sperato che anche il suo amico lo avesse seguito “Humut, Humut, ci sei …?” “Certo, sono qui, nella galleria a fianco, non ti vedo ma possiamo parlare”.
Il piccolo Rayan, 5 anni, morto in un pozzo nel nord del Marocco
Il piccolo Rayan, 5 anni, morto in un pozzo nel nord del Marocco
Le giornate erano lunghe laggiù. Rayan sentiva dei rumori, anche la voce del papà, gli arrivò anche qualcosa da bere. Ma il buio non faceva paura. “Che fai Humut?” “Niente, sto qui, ti faccio compagnia. Che facciamo? Ci facciamo trovare o stiamo nascosti”. Rayan non era sicuro di quello che volesse. Aveva male. Aveva fame, sete. Forse voleva che li trovassero, però non subito. “Aspettiamo ancora un po’, tanto stiamo qui io e te, poi ci trovano e andiamo in giardino a giocare”.
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