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Home » Attualità » Milano, donna si risveglia sola e nuda dentro il ristorante. Possibile stupro?

Milano, donna si risveglia sola e nuda dentro il ristorante. Possibile stupro?

La 31enne era a cena con ex colleghi, pare avesse assunto sostanze stupefacenti. Si indaga per violenza sessuale

Edoardo Martini
20 Novembre 2023
milano-donna-nuda-stupro

A Milano una donna si è risvegliata nuda all'interno di un ristorante. Si pensa ad uno stupro

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Si sveglia nuda nel bagno di un locale. E’ quello accaduto ad una donna, a Milano, dopo una cena con gli ex colleghi. Appena risvegliata, la 31enne ha subito chiamato il 112 dal telefono fisso del ristorante in centro per chiedere aiuto, anche se ai primi carabinieri intervenuti riferirà di non ricordare nulla delle quattro ore precedenti.

Ma andiamo con ordine.

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Le telecamere fuori dai bagni immortalano tutti i movimenti dei clienti. Giorgia entra ma non c’è traccia della sua uscita  (Instagram)

La scomparsa della donna

La telecamera che riprende l’accesso alla zona dei bagni immortala l’ingresso e l’uscita dei clienti del locale. Dopo mezzanotte, si vede entrare Giorgia (nome di fantasia). Poi il mistero: passano i minuti, ma nelle immagini non c’è mai traccia della sua uscita. Tutte le altre persone dopo di lei invece, entrano ed escano regolarmente.

Stando ai primi accertamenti, la trentunenne varcherà nuovamente quella porta soltanto alle 5 del mattino, dopo essersi risvegliata completamente nuda e con la mente annebbiata.

Ed è proprio in quel momento che la donna chiama il 112 dal telefono fisso del locale per chiedere aiuto. È questa la sequenza andata in scena nel ristorante ‘Il Cormorano’ di via Poliziano, a poche centinaia di metri dall’Arco della Pace.

Una sequenza avvolta nel mistero, di cui sono noti soltanto l’inizio e la fine, con una notte da ricostruire e con l’inquietante ombra di violenza sessuale che avvolge tutta la vicenda. Anche se, almeno per il momento, il sospetto è però alimentato solo dalle condizioni in cui è stata trovata la trentunenne.

La ricostruzione della vicenda

Giorgia si presenta da sola nel locale attorno alle 21.40 di venerdì 17 novembre, dopo aver parcheggiato l’auto non lontano dal ristorante che fa angolo con corso Sempione.

E’ lì per partecipare alla festa di compleanno di un ex collega, che lavora in un altro noto locale milanese; al tavolo una quarantina di commensali, tutte persone che la trentunenne conosce bene per i trascorsi professionali comuni e sui quali avrebbe dichiarato di non nutrire alcun sospetto.

Nel corso della serata, la donna, per sua stessa ammissione, assume stupefacenti, anche se non avrebbe specificato il tipo di sostanza. Dopo mezzanotte, la telecamera la riprende mentre entra in bagno. Poi il buio più totale.

“Siamo stati svegliati dai carabinieri, siamo completamente sorpresi, dovete chiedere a loro – faranno sapere in mattina i gestori del ristorante –. Noi abbiamo chiuso regolarmente”. Nessuno si accorge che Giorgia è rimasta dentro.

Qualche minuto dopo le 5, la trentunenne si risveglia all’improvviso e si accorge di essere nel locale: cerca il cellulare, ma non lo trova, e a quel punto chiama il 112 dal telefono fisso del locale. All’arrivo dei carabinieri del Radiomobile, la donna si affaccia da una delle finestre che danno sulla strada, facendo scattare l’allarme anti-intrusioni: è coperta solo con una tovaglia.

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Medici e psicologi hanno avviato gli accertamenti per individuare segni che facciano pensare ad un abuso (Instagram)

L’ombra dello stupro

Poi il racconto ai militari fatto di confusione, visto che ammette di non ricordare nulla di quello che le è accaduto dall’una in avanti. Nel frattempo i sanitari di Areu la trasportano al centro specializzato della Mangiagalli: ha piccoli lividi sulle gambe, ma è proprio la donna a ipotizzare che fossero già presenti.

Medici e psicologi avviano gli accertamenti del caso per individuare eventuali segni che facciano pensare a un abuso: il referto verrà inviato nelle prossime ore in Procura.

Intanto Giorgia presenta denuncia ai militari della stazione Sempione, che stanno conducendo le indagini insieme ai colleghi della Compagnia Duomo, ma le poche parole messe a verbale non conterrebbero indicazioni utili; è probabile che la donna venga risentita a breve. I vestiti e la borsetta con lo smartphone sono stati trovati in bagno: verranno analizzati dagli investigatori coordinati dal pm Rosaria Stagnaro.

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Si sveglia nuda nel bagno di un locale. E' quello accaduto ad una donna, a Milano, dopo una cena con gli ex colleghi. Appena risvegliata, la 31enne ha subito chiamato il 112 dal telefono fisso del ristorante in centro per chiedere aiuto, anche se ai primi carabinieri intervenuti riferirà di non ricordare nulla delle quattro ore precedenti. Ma andiamo con ordine.
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Le telecamere fuori dai bagni immortalano tutti i movimenti dei clienti. Giorgia entra ma non c'è traccia della sua uscita  (Instagram)

La scomparsa della donna

La telecamera che riprende l'accesso alla zona dei bagni immortala l'ingresso e l'uscita dei clienti del locale. Dopo mezzanotte, si vede entrare Giorgia (nome di fantasia). Poi il mistero: passano i minuti, ma nelle immagini non c'è mai traccia della sua uscita. Tutte le altre persone dopo di lei invece, entrano ed escano regolarmente. Stando ai primi accertamenti, la trentunenne varcherà nuovamente quella porta soltanto alle 5 del mattino, dopo essersi risvegliata completamente nuda e con la mente annebbiata. Ed è proprio in quel momento che la donna chiama il 112 dal telefono fisso del locale per chiedere aiuto. È questa la sequenza andata in scena nel ristorante 'Il Cormorano' di via Poliziano, a poche centinaia di metri dall'Arco della Pace. Una sequenza avvolta nel mistero, di cui sono noti soltanto l'inizio e la fine, con una notte da ricostruire e con l'inquietante ombra di violenza sessuale che avvolge tutta la vicenda. Anche se, almeno per il momento, il sospetto è però alimentato solo dalle condizioni in cui è stata trovata la trentunenne.

La ricostruzione della vicenda

Giorgia si presenta da sola nel locale attorno alle 21.40 di venerdì 17 novembre, dopo aver parcheggiato l'auto non lontano dal ristorante che fa angolo con corso Sempione. E' lì per partecipare alla festa di compleanno di un ex collega, che lavora in un altro noto locale milanese; al tavolo una quarantina di commensali, tutte persone che la trentunenne conosce bene per i trascorsi professionali comuni e sui quali avrebbe dichiarato di non nutrire alcun sospetto. Nel corso della serata, la donna, per sua stessa ammissione, assume stupefacenti, anche se non avrebbe specificato il tipo di sostanza. Dopo mezzanotte, la telecamera la riprende mentre entra in bagno. Poi il buio più totale. "Siamo stati svegliati dai carabinieri, siamo completamente sorpresi, dovete chiedere a loro – faranno sapere in mattina i gestori del ristorante –. Noi abbiamo chiuso regolarmente". Nessuno si accorge che Giorgia è rimasta dentro. Qualche minuto dopo le 5, la trentunenne si risveglia all'improvviso e si accorge di essere nel locale: cerca il cellulare, ma non lo trova, e a quel punto chiama il 112 dal telefono fisso del locale. All'arrivo dei carabinieri del Radiomobile, la donna si affaccia da una delle finestre che danno sulla strada, facendo scattare l'allarme anti-intrusioni: è coperta solo con una tovaglia.
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Medici e psicologi hanno avviato gli accertamenti per individuare segni che facciano pensare ad un abuso (Instagram)

L'ombra dello stupro

Poi il racconto ai militari fatto di confusione, visto che ammette di non ricordare nulla di quello che le è accaduto dall'una in avanti. Nel frattempo i sanitari di Areu la trasportano al centro specializzato della Mangiagalli: ha piccoli lividi sulle gambe, ma è proprio la donna a ipotizzare che fossero già presenti. Medici e psicologi avviano gli accertamenti del caso per individuare eventuali segni che facciano pensare a un abuso: il referto verrà inviato nelle prossime ore in Procura. Intanto Giorgia presenta denuncia ai militari della stazione Sempione, che stanno conducendo le indagini insieme ai colleghi della Compagnia Duomo, ma le poche parole messe a verbale non conterrebbero indicazioni utili; è probabile che la donna venga risentita a breve. I vestiti e la borsetta con lo smartphone sono stati trovati in bagno: verranno analizzati dagli investigatori coordinati dal pm Rosaria Stagnaro.
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