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Home » Attualità » Pride, l’Italia si tinge d’arcobaleno. A Bari la madrina è la trans manganellata a Milano

Pride, l’Italia si tinge d’arcobaleno. A Bari la madrina è la trans manganellata a Milano

Parate in dieci città. L'Arcigay alla premier Giorgia Meloni: "Cosa risponde alle persone che riempiono le piazze e chiedono passi concreti verso la piena uguaglianza?”

Barbara Berti
17 Giugno 2023
pride-trans-manganellata-lgbt

Da nord a sud, l'Italia invasa dall'onda arcobaleno (Instagram)

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Pride, un’onda con cui l’Italia si tinge d’arcobaleno. E a Bari la madrina onoraria è Bruna, la trans colpita a manganellate a Milano, qualche settimana fa.

Nella giornata odierna, 17 giugno, sono ben dieci le città attraversate dall’Onda arcobaleno, la grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone lgbtqi+.

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Nella giornata odierna, 17 giugno, sono ben dieci le città attraversate dall’onda arcobaleno (Ansa)

È un sabato di ‘orgoglio’ a Torino, a Bari, a Bergamo, a La Spezia, a Mantova, a Civitanova Marche, a Parma, a Treviso, a Varese.

“Ancora una straordinaria giornata di mobilitazione” dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “Dopo i numeri straordinari dello scorso weekend, altre dieci città celebrano l’orgoglio delle persone lgbtqi+ e rivendicano i diritti” aggiunge.

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Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay (Facebook)

Poi la stoccata al governo. “Al quarto fine settimana di questa fragorosa onda, registriamo il silenzio spesso della premier Meloni e del suo governo. Allora voglio chiederle io, esplicitamente: presidente, cosa risponde alle migliaia di persone che oggi, come negli ultimi tre weekend, riempiono le piazze e chiedono passi concreti verso la piena uguaglianza?” conclude Piazzoni.

A Bari la madrina è la trans Bruna

Nel capoluogo pugliese l’onda arcobaleno si è ritrovata nel primo pomeriggio, in piazza Umberto I. Per questa giornata, l’orgoglio di Bari ha potuto contare su una madrina d’eccezione: Bruna, la donna transessuale aggredita a manganellate dalla polizia locale a Milano poche settimane fa.

“Non potrò essere a Bari perché il mio passaporto non è ancora arrivato ma sono molto contenta e vi ringrazio di cuore. In questo periodo ho sofferto ma mi sto riprendendo. Mando un bacio a tutti per questa parata” dice Bruna in un videomessaggio inviato per al coordinamento dell’associazione barese di cui è la madrina onoraria.

Il coordinamento dell’associazione barese, promotrice della parata, spiega perché la scelta è ricaduta su Bruna: “Non vogliamo madrine patinate, che rivelano ignoranza e posizioni retrive sui nostri diritti. Non ci servono pop star per renderci conto del baratro a cui siamo prossimi” spiega in una nota.

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Un momento della manifestazione di Bari (Instagram)

E aggiunge: “Serve una presa di coscienza urgente delle violenze che Bruna rappresenta, sulla sua pelle. E su una denuncia sporta per tortura aggravata. Bruna per noi rappresenta tutta la strada che c’è ancora da fare. E nominarla madrina onoraria è l’abbraccio di una comunità alle stigmatizzazioni con l’odore della strada, lontano da ogni commerciabilità delle nostre istanze”.

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In dieci città italiane migliaia di persone sono scese per strada per celebrare l’orgoglio delle persone lgbtqi+ e chiedere diritti (Ansa)

Onda Pride, qui Torino

“Il clima in Italia ci preoccupa molto perché c’è una giustificazione morale che tocca la vita delle persone Lgbtqia+”. Sono le parole del coordinatore del Torino Pride, Marco Giusta, prima della partenza del corteo che ha sfilato, dal primo pomeriggio, partendo dal quartiere Aurora, per le strade della città.

 

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Un post condiviso da Agedo Torino (@agedotorino)

“Come dice Michela Murgia che differenza c’è per una famiglia omogenitoriale fra una bastonata e una circolare di un prefetto che nega che loro sono una famiglia?” si domanda ironicamente Giusta.

“Stiamo assistendo a una recrudescenza di episodi di violenza e insulti perché qualcuno, in qualche modo, si sente ancora più giustificato nel portare avanti questa discriminazione” prosegue il coordinatore ricordando che “viviamo in un sistema che genera violenza istituzionale”.

In questa giornata “meravigliosa”, la parata è ricca di significati. “Sfiliamo con i nostri corpi, i nostri diritti, i nostri sogni e le nostre speranze per un oggi e un domani migliore legando insieme tanti temi di diritti per tutti” aggiunge Giusta.

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In dieci città italiane altrettante manifestazioni per l’orgoglio arcobaleno (Instagram)

L’obiettivo è chiaro: “Cercheremo di costruire un grande momento potente di alleanza fra movimenti che provi a scardinare un sistema che ancora prova a discriminarci e usarci violenza” prosegue ancora ricordando che sono in almeno 15mila.

Per la prima volta, la parata arcobaleno è partita da un quartiere periferico. E la scelta non è stata casuale. “Da tempo volevamo che la manifestazione toccasse le periferie e risvegliasse l’orgoglio che queste zone hanno. E questo orgoglio lo portiamo orgogliosamente tutti insieme in giro per la città” dice Giusti. La parata è partita da davanti la sede circoscrizione 7 dove proprio oggi nel cortile è stata inaugurata una panchina arcobaleno.

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Pride, un'onda con cui l’Italia si tinge d’arcobaleno. E a Bari la madrina onoraria è Bruna, la trans colpita a manganellate a Milano, qualche settimana fa. Nella giornata odierna, 17 giugno, sono ben dieci le città attraversate dall’Onda arcobaleno, la grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone lgbtqi+.
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Nella giornata odierna, 17 giugno, sono ben dieci le città attraversate dall’onda arcobaleno (Ansa)
È un sabato di 'orgoglio' a Torino, a Bari, a Bergamo, a La Spezia, a Mantova, a Civitanova Marche, a Parma, a Treviso, a Varese. “Ancora una straordinaria giornata di mobilitazione” dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “Dopo i numeri straordinari dello scorso weekend, altre dieci città celebrano l'orgoglio delle persone lgbtqi+ e rivendicano i diritti” aggiunge.
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Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay (Facebook)
Poi la stoccata al governo. “Al quarto fine settimana di questa fragorosa onda, registriamo il silenzio spesso della premier Meloni e del suo governo. Allora voglio chiederle io, esplicitamente: presidente, cosa risponde alle migliaia di persone che oggi, come negli ultimi tre weekend, riempiono le piazze e chiedono passi concreti verso la piena uguaglianza?” conclude Piazzoni.

A Bari la madrina è la trans Bruna

Nel capoluogo pugliese l’onda arcobaleno si è ritrovata nel primo pomeriggio, in piazza Umberto I. Per questa giornata, l'orgoglio di Bari ha potuto contare su una madrina d’eccezione: Bruna, la donna transessuale aggredita a manganellate dalla polizia locale a Milano poche settimane fa. “Non potrò essere a Bari perché il mio passaporto non è ancora arrivato ma sono molto contenta e vi ringrazio di cuore. In questo periodo ho sofferto ma mi sto riprendendo. Mando un bacio a tutti per questa parata” dice Bruna in un videomessaggio inviato per al coordinamento dell'associazione barese di cui è la madrina onoraria. Il coordinamento dell'associazione barese, promotrice della parata, spiega perché la scelta è ricaduta su Bruna: “Non vogliamo madrine patinate, che rivelano ignoranza e posizioni retrive sui nostri diritti. Non ci servono pop star per renderci conto del baratro a cui siamo prossimi” spiega in una nota.
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Un momento della manifestazione di Bari (Instagram)
E aggiunge: “Serve una presa di coscienza urgente delle violenze che Bruna rappresenta, sulla sua pelle. E su una denuncia sporta per tortura aggravata. Bruna per noi rappresenta tutta la strada che c'è ancora da fare. E nominarla madrina onoraria è l'abbraccio di una comunità alle stigmatizzazioni con l'odore della strada, lontano da ogni commerciabilità delle nostre istanze”.
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In dieci città italiane migliaia di persone sono scese per strada per celebrare l’orgoglio delle persone lgbtqi+ e chiedere diritti (Ansa)

Onda Pride, qui Torino

“Il clima in Italia ci preoccupa molto perché c'è una giustificazione morale che tocca la vita delle persone Lgbtqia+”. Sono le parole del coordinatore del Torino Pride, Marco Giusta, prima della partenza del corteo che ha sfilato, dal primo pomeriggio, partendo dal quartiere Aurora, per le strade della città.
 
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“Come dice Michela Murgia che differenza c'è per una famiglia omogenitoriale fra una bastonata e una circolare di un prefetto che nega che loro sono una famiglia?” si domanda ironicamente Giusta. “Stiamo assistendo a una recrudescenza di episodi di violenza e insulti perché qualcuno, in qualche modo, si sente ancora più giustificato nel portare avanti questa discriminazione” prosegue il coordinatore ricordando che “viviamo in un sistema che genera violenza istituzionale”. In questa giornata “meravigliosa”, la parata è ricca di significati. “Sfiliamo con i nostri corpi, i nostri diritti, i nostri sogni e le nostre speranze per un oggi e un domani migliore legando insieme tanti temi di diritti per tutti” aggiunge Giusta.
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In dieci città italiane altrettante manifestazioni per l'orgoglio arcobaleno (Instagram)
L’obiettivo è chiaro: “Cercheremo di costruire un grande momento potente di alleanza fra movimenti che provi a scardinare un sistema che ancora prova a discriminarci e usarci violenza” prosegue ancora ricordando che sono in almeno 15mila. Per la prima volta, la parata arcobaleno è partita da un quartiere periferico. E la scelta non è stata casuale. “Da tempo volevamo che la manifestazione toccasse le periferie e risvegliasse l'orgoglio che queste zone hanno. E questo orgoglio lo portiamo orgogliosamente tutti insieme in giro per la città” dice Giusti. La parata è partita da davanti la sede circoscrizione 7 dove proprio oggi nel cortile è stata inaugurata una panchina arcobaleno.
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