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Home » Attualità » Sanremo, un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata un uomo e una donna

Sanremo, un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata un uomo e una donna

Nel brano "Brividi" presentato al Festival di Sanremo, la coppia canta una canzone d'amore. Ma per la prima volta a cantarla sono un uomo e un uomo. Il video

Remy Morandi
2 Febbraio 2022
Mahmood e Blanco Sanremo 2022

Mahmood e Blanco Sanremo 2022

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Un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata un uomo e una donna. Brividi. Lui con la giacca, lei con un vestito trasparente con i brillanti. Al Festival di Sanremo. Lui davanti a lei, le facce protese l’un l’altro. Gli occhi fissi di lui su quelli di lei, gli occhi fissi di lei su quelli di lui. Una canzone d’amore. Una canzone di una coppia, di un uomo e una donna. Di una coppia che si ama e che vuole raccontare al mondo con una canzone che cosa vuol dire amarsi. Il sesso, il dolore, la passione e la solitudine. Le emozioni che si provano con l’amore. L’amore tra un uomo e una donna.

Ma questa volta no. La canzone d’amore è tra un uomo e un uomo. Tra un uomo con la giacca e un uomo con il vestito trasparente con i brillanti. Un uomo che guarda con la passione che si può trasmettere con gli occhi l’altro uomo. E gli canta una canzone, delle dolci parole d’amore. “A volte non so esprimermi, e ti vorrei amare, ma sbaglio sempre e ti vorrei rubare un cielo di perle e pagherei per andar via, accetterei anche una bugia e ti vorrei amare ma sbaglio sempre e mi vengono i brividi”. Una canzone d’amore. “Anche se il sesso non è la via di fuga dal fondo, dai non scappare da qui”. Una canzone di passione. “Questo veleno che ci sputiamo ogni giorno io non lo voglio più addosso”. Una canzone di dolore.

Tutto questo una volta l’avrebbero fatto un uomo e una donna. In televisione ci sarebbe stato un uomo e una donna. Nella nostra mente ci sarebbe stato un uomo e una donna. Ma questa volta no. Questa volta questa canzone è tra un uomo e un uomo. In televisione la cantano un uomo e un uomo. Nella nostra mente ci sono un uomo e un uomo.

È una rivoluzione silenziosa. Una rivoluzione di costumi, di libero pensiero, di messaggi. Perché non si può far cantare una canzone d’amore a due uomini? Chi lo ha detto che il tema amore in televisione, davanti al pubblico di Sanremo, debba essere esclusivo di un uomo e una donna? A qualcuno può dar noia o sembrare strano? Perché dovrebbe? Perché a qualcuno viene da pensare che quei due ragazzi siano gay? Quei ragazzi volevano solo cantare insieme una canzone d’amore, che colpisse le orecchie e il cuore degli ascoltatori e dei telespettatori. Ci sono riusciti.

Una rivoluzione silenziosa. Di messaggi silenziosi da mandare. Senza strillare o dover convincere l’altro che il proprio pensiero sia quello giusto. Nessuno ha gridato: “L’amore è libero e può anche manifestarsi tra due uomini”. Non c’è stato bisogno di dirlo, non c’è bisogno di dirlo. Lo è e basta. Lo si può vedere, lo si può ascoltare, lo si può capire. In ogni sua forma. L’amore è questo.

Un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata solo un uomo e una donna. Brividi.

Mahmood e Blanco insieme con “Brividi” a Sanremo 2022

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Un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata un uomo e una donna. Brividi. Lui con la giacca, lei con un vestito trasparente con i brillanti. Al Festival di Sanremo. Lui davanti a lei, le facce protese l’un l’altro. Gli occhi fissi di lui su quelli di lei, gli occhi fissi di lei su quelli di lui. Una canzone d’amore. Una canzone di una coppia, di un uomo e una donna. Di una coppia che si ama e che vuole raccontare al mondo con una canzone che cosa vuol dire amarsi. Il sesso, il dolore, la passione e la solitudine. Le emozioni che si provano con l’amore. L’amore tra un uomo e una donna. Ma questa volta no. La canzone d’amore è tra un uomo e un uomo. Tra un uomo con la giacca e un uomo con il vestito trasparente con i brillanti. Un uomo che guarda con la passione che si può trasmettere con gli occhi l’altro uomo. E gli canta una canzone, delle dolci parole d’amore. “A volte non so esprimermi, e ti vorrei amare, ma sbaglio sempre e ti vorrei rubare un cielo di perle e pagherei per andar via, accetterei anche una bugia e ti vorrei amare ma sbaglio sempre e mi vengono i brividi”. Una canzone d’amore. “Anche se il sesso non è la via di fuga dal fondo, dai non scappare da qui”. Una canzone di passione. “Questo veleno che ci sputiamo ogni giorno io non lo voglio più addosso”. Una canzone di dolore. Tutto questo una volta l’avrebbero fatto un uomo e una donna. In televisione ci sarebbe stato un uomo e una donna. Nella nostra mente ci sarebbe stato un uomo e una donna. Ma questa volta no. Questa volta questa canzone è tra un uomo e un uomo. In televisione la cantano un uomo e un uomo. Nella nostra mente ci sono un uomo e un uomo. È una rivoluzione silenziosa. Una rivoluzione di costumi, di libero pensiero, di messaggi. Perché non si può far cantare una canzone d'amore a due uomini? Chi lo ha detto che il tema amore in televisione, davanti al pubblico di Sanremo, debba essere esclusivo di un uomo e una donna? A qualcuno può dar noia o sembrare strano? Perché dovrebbe? Perché a qualcuno viene da pensare che quei due ragazzi siano gay? Quei ragazzi volevano solo cantare insieme una canzone d'amore, che colpisse le orecchie e il cuore degli ascoltatori e dei telespettatori. Ci sono riusciti. Una rivoluzione silenziosa. Di messaggi silenziosi da mandare. Senza strillare o dover convincere l'altro che il proprio pensiero sia quello giusto. Nessuno ha gridato: "L'amore è libero e può anche manifestarsi tra due uomini". Non c'è stato bisogno di dirlo, non c'è bisogno di dirlo. Lo è e basta. Lo si può vedere, lo si può ascoltare, lo si può capire. In ogni sua forma. L'amore è questo. Un tempo la canzone di Blanco e Mahmood l’avrebbero cantata solo un uomo e una donna. Brividi.
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