Toscana Pride: in migliaia per le strade di Firenze e ben 11 carri colorati, tra musica e divertimento (Qui la diretta).
Secondo gli organizzatori la parata colorata supera le 50mila unità (per le forze dell’ordine i partecipanti sono circa 20mila). Nel finale della manifestazione si registrano alcuni scontri con gruppi antagonisti.
Le 5 città italiane invase dall’onda arcobaleno
Sono cinque le città che oggi, 8 luglio, vengono attraversate dall’Onda pride, la manifestazione a sostegno dei diritti delle persone lgbtqi+.
Le parate arcobaleno sono in programma a Latina, a San Benedetto del Tronto, a Taranto, a Verona e Firenze.

“Ancora cinque cortei, cinque città mobilitate, migliaia di persone nelle strade a dare corpo alla richiesta di diritti” dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.
“Quest’anno le parate hanno dimensioni e numeri straordinari, rappresentano l’unico antagonista forte e compatto al governo e alle sue politiche discriminatorie” prosegue Piazzoni.

“C’è nervosismo nel cerchio magico di Giorgia Meloni quando si parla di Pride, lo dimostra la grottesca vicenda del balletto dei patrocini del Latina Pride” dice ancora.

“Perché perfino tra gli eletti e le elette di Fratelli d’Italia serpeggia il dissenso per le posizioni della premier e dei suoi ministri. Quel dissenso, oggi soffocato dalla leader, è la crepa che trasformeremo in breccia” conclude Piazzoni.

Firenze, l’onda arcobaleno dopo sette anni
A sette anni di distanza dal primo corteo svolto a Firenze, il Toscana Pride (oggi sabato 8 luglio) accende e colora il capoluogo toscano.
Il ritrovo, fissato a metà pomeriggio in viale Machiavelli nel centro della città fiorentina, ha visto radunarsi tante persone fino dall’ora di pranzo: canti, balli e divertimento per sfidare il gran caldo.

La parata, con partenza da Porta Romana, sfila per via Romana, via Maggio, lungarno Guicciardini, ponte alla Carraia, lungarno Vespucci, via di Melegnano, borgo Ognissanti, via Il Prato, viale Fratelli Rosselli, piazza Vittorio Veneto con arrivo finale proprio nel parco.

Le realtà presenti: Famiglie Arcobaleno, Arcigay Firenze, Ireos, Arcigay Livorno, Arcigay Arezzo, Agedo, Coming Out con Arcigay Prato Pistoia, The Shade, Mamamia, Love My Way e The Social Hub.
Circa 90 i Comuni toscani (un terzo) che hanno dato patrocinio. Una decina i Gonfaloni esposti tra cui quello di Firenze.
Diversi gli esponenti politici presenti, dal presidente della Regione, Eugenio Giani all’inizio, al segretario toscano del Pd Emiliano Fossi, gli assessori Alessandra Nardini (Regione), Benedetta Albanese e Sara Funaro (Comune di Firenze).

“Siamo terra di diritti e libertà”
Presenti alla parata arcobaleno anche le istituzioni. Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, indossando una collana arcobaleno, sfila insieme agli attivisti. “La nostra Regione afferma la propria identità sul piano della libertà e dei dei diritti” dice Giani.
E aggiunge: “Ognuno può avere il proprio orientamento sessuale ma tutti vanno rispettati“.

“Sono orgogliosa di essere qui al Toscana Pride come assessora regionale alle pari opportunità. Penso che, soprattutto in questa fase storica, sia un dovere per le istituzioni essere qui”. Sono le parole dell’assessora di Regione Toscana, Alessandra Nardini.
“Anche quest’anno abbiamo confermato il nostro patrocinio e siamo qui insieme alla comunità Lgbtqia+ con il Gonfalone per ribadire che non esistono persone, amori, famiglie, bambine e bambini di serie A e di serie B. Ci siamo con ancora più convinzione alla luce dell’attacco che sta subendo la comunità queer, in particolar modo le persone trans e le famiglie arcobaleno, le loro figlie e i loro figli” aggiunge l’assessora.

“Siamo orgogliose e orgogliosi – ricorda Nardini – di esser stati la prima Regione a dotarci di una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere ormai quasi 20 anni fa, mentre nel nostro Paese non siamo ancora riusciti ad approvare una legge contro l’odio, purtroppo.
“La Toscana è terra di diritti e libertà – conclude l’assessora – su questo nessun passo indietro, solo passi avanti per colmare i ritardi che da anni, sul fronte dei diritti civili, l’Italia si porta dietro”.

Arcigay: “Siamo l’ossessione del governo Meloni”
“Essere a Firenze è una emozione grandissima. Questo governo ci sta perseguitando, siamo l’ossessione del governo Meloni e quello che vogliamo fare è dare una risposta chiara e netta” dichiara Natascia Maesi, presidente nazionale Arcigay, presente alla parata nel capoluogo toscano.

“Non siamo disposti a compromessi sulla nostra pelle, non possiamo rinunciare al riconoscimento alla nascita dei nostri figli. Scendiamo in piazza con rabbia ma pure con la gioia che caratterizza le nostre feste. Siamo festanti e manifestanti” aggiunge.
Per Maesi “la strada non è criminalizzare le nostre vite, ma cercare soluzioni per rispondere a bisogni più complessi di questa società”.

“Il governo ci ha preso di mira, l’Italia ha numeri allucinanti per quanto riguarda i diritti delle persone lgbtqia+. Siamo al 34esimo posto a livello mondiale” aggiunge Vincent Vallon, presidente Toscana Pride 2023.
“In questa regione abbiamo ancora una legge anti-discriminazione dal 2004, per cui qui viviamo ancora bene. In generale vogliamo avere gli stessi doveri ma anche gli stessi diritti. Noi diventiamo cittadini senza i diritti degli altri”.

Gli psicologi alla parata
“E’ doveroso esserci. A noi psicologi in particolare sta a cuore l’idea di una libertà di espressione di ogni persona” dichiara la presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, Maria Antonietta Gulino.
“Sappiamo che alla base di tanto disagio c’è la mancata accettazione di noi stessi e degli altri quindi essere oggi qui vuol dire dare una testimonianza importante al diritto di tutti e all’impegno che noi vogliamo dare al benessere di ogni persona. Lo dice il nostro codice deontologico” prosegue la presidente.

L’Ordine è presente al corteo con striscioni, bandiere e 400 magliette, indossate dagli psicologi. Sulla t-shirt compare l’articolo 4 del codice deontologico dell’Ordine contro ogni pregiudizio e discriminazione.
“Qui c’è una crescente sensibilità rispetto al riconoscimento di tutti. Vogliamo superare ogni tabù, ogni persona deve essere libera di essere quello che è”. conclude Gulino.

L’attacco al governo Meloni
Cori e insulti, anche di stampo molto volgare su uno striscione, vengono rivolti contro Giorgia Meloni e il suo governo.
Gli slogan accusano la premier di atteggiamenti politici diretti contro il mondo arcobaleno, ma vengono urlate anche offese personali.

Antagonisti all’attacco
Verso la fine della manifestazione, la polizia è intervenuta nel parco delle Cascine per allontanare una cinquantina di antagonisti che ostacolavano il proseguimento del Toscana Pride (gli interventi da un palco allestito nel grande polmone verde di Firenze).
Gli antagonisti, che si sono inseriti fin dall’inizio nella manifestazione senza modalità accordate con i promotori, hanno prima esposto uno striscione con una scritta critica contro Toscana Pride, iniziativa accusata di essere troppo vicino alle istituzioni.

