Fino a 200 euro per il singolo animale se questo è stato adottato presso un canile o gattile. In caso arrivi invece da altra via, si possono comunque avere fino 150 euro.
Sono le somme stanziate dal Comune di Carpi, in provincia di Modena, nell’ambito del cosiddetto Bonus veterinario con l’intento di sostenere i nuclei familiari in cui vivono cani e gatti che si trovassero in difficoltà economiche e dunque non potessero provvedere adeguatamente alla salute ed all’accudimento del proprio amico a 4 zampe.
Cosa prevede il Bonus veterinario

L’amministrazione comunale ha stanziato fondi per un totale di 10.000 euro e ogni nucleo familiare può fare richiesta del bonus per un massimo di 2 animali per le spese veterinarie sostenute nel periodo che va dal 1° gennaio 2023 al 30 settembre 2024.
Potranno beneficiare dell’incentivo tutti i cittadini di Carpi con animali domestici che siano residenti nel Comune, abbiano un Isee non superiore a 17mila euro, e abbiano provveduto all’iscrizione dell’animale all’Anagrafe Regionale Animali d’Affezione (A.R.A.A.).
“Un’iniziativa importante che dimostra la sensibilità del Comune di Carpi nei confronti degli animali e delle famiglie che li accudiscono”, ha dichiarato con soddisfazione il primo cittadino Alberto Bellelli.
Il bonus rappresenta un piccolo sostegno per permettere a tutti i proprietari di cani e gatti di mantenere al meglio i loro amici ed anche un aiuto per contrastare il fenomeno delle rinunce di proprietà e degli abbandoni: la quota sarà superiore, infatti, se l’animale è stato adottato da strutture comunali. L’amministrazione cittadina ha pubblicato quindi un bando (consultabile a questo link) con tutte le indicazioni per presentare domanda.
La lista dei comuni pet-friendly
Carpi si va dunque ad aggiungere alla lista, abbastanza corta in verità, di amministrazioni che negli anni hanno approvato delle forme di facilitazione per i possessori di animali domestici.
Ad esempio, da qualche anno nel Comune di Pisa si ripete l’iniziativa chiamata “Bonus animali d’affezione” con la quale è stato riconosciuto un rimborso una tantum per le spese veterinarie sostenute dalla famiglia. Le iscrizioni per quest’anno sono ormai chiuse ma non è da escludere che presto possa esserci un nuovo contributo.
Nel bando scaduto lo scorso aprile, infatti, è stata riconosciuta un’agevolazione d’importo base di 250 euro – aumentabile a 300 euro – per le spese veterinarie o l’acquisto di farmaci effettuato nel primo semestre dell’anno.

Ed è scaduto anche il bando del Comune di Lucca, il 16 agosto scorso per la precisione, per un sussidio del valore di 125 euro, aumentabile a 200 euro a seconda del numero di domande pervenute, sempre a sostegno di controlli veterinari e per l’acquisto di medicinali.
A Roma, per contrastare il cosiddetto fenomeno del “randagismo di ritorno” che rischia di essere favorito dall’attuale crisi economica, garantisce la gratuità di alcune prestazioni, alle famiglie con Isee non superiore a 15.000 euro, ai titolari di pensione sociale, ai cittadini ciechi o ipovedenti con cane conduttore o ancora alle famiglie con un componente disabile, alle associazioni animaliste di volontariato o di Protezione Civile oltre che alle Onlus di promozione sociale.
Tra le prestazioni ammesse al contributo troviamo l’applicazione di microchip e iscrizione nell’Anagrafe degli Animali d’Affezione e la sterilizzazione di cani e gatti.
Un incentivo alle adozioni
Ci sono poi Comuni che invece hanno introdotto bonus per incentivare le adozioni in canile, come ad esempio Castel Mella (provincia di Brescia) che elargisce un contributo dai 100 ai 200 euro per l’adozione di cani o gatti presenti nei rifugi comunali.
A livello statale, invece, l’unico bonus per animali domestici oggi previsto è quello di cui si può usufruire in sede di dichiarazione dei redditi con la detrazione fiscale del 19% sulle spese veterinarie quali: visite specialistiche, interventi di chirurgia, esami in laboratorio, acquisto di farmaci prescritti.
L’importo varia quindi a seconda della spesa effettuata. Bisogna però precisare che c’è una soglia minima e massima: la franchigia minima è di 129,11 euro, il limite massimo di spesa detraibile è di 550 euro.

