Phyllis Latour, l’ultima delle 39 agenti segreti donne che servirono nell’esercito segreto di Winston Churchill in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale, è morta a 102 anni.
Ora i dossier che raccontano la sua storia possono finalmente essere svelati e quello che ne emerge è un profilo di una donna coraggiosa, che seppe affrontare compiti difficilissimi e solitamente riservati agli uomini (come appunto quelli diplomatici e di spia a servizio di sua Maestà).
Una donna che aveva “un sacco di fegato”, come recita il suo encomio ricevuto alla fine della guerra.

Genevieve, agente segreto in Francia
Nell’estate del 1944, in un villaggio della Francia occidentale occupata dai tedeschi, una giovane donna esile, con i capelli scuri e gli occhi grigio-verdi, è seduta all’interno di un edificio con un apparecchio wireless, e batte messaggi in codice Morse.
È un’agente dello Special Operations Executive (SOE), noto come l’esercito segreto di Churchill, spiega oggi la BBC, dopo che quella ragazza, Phyllis Latour, è scomparsa a 102 anni. Il suo nome in codice era Genevieve e stava inviando messaggi urgenti a Londra.
La resistenza francese nella zona cercò di sabotare i principali collegamenti di trasporto in modo da frenare le truppe naziste che combattevano l’avanzata alleata. Che, aveva bisogno di rifornimenti e questi arrivavano principalmente dal cielo, sganciati dagli aerei provenienti dalla Gran Bretagna.
I messaggi inviati dalla giovane furono quindi informazioni vitali dall’interno del territorio nemico, in quanto indicavano luoghi precisi da bombardare per la RAF e dove invece sganciare le attrezzature e i pacchi con i viveri.
A un certo punto però, mentre stava digitando, due soldati tedeschi aprirono la porta in cerca di cibo. Con calma Genevieve chiuse la radio, fingendo che si trattasse di una valigia che stava preparando e disse loro di avere la scarlattina e che dovea al più presto lasciare il villaggio. I soldati se ne andarono rapidamente.
Lavorare a ridosso delle linee tedesche, mentre i combattimenti si avvicinavano, era incredibilmente pericoloso, ma lei non perse mai il sangue freddo. Dopo essersi sposata, divenne nota come Pippa Doyle, si trasferì in Nuova Zelanda e parlò raramente della sua carriera di spia.
Il fascicolo di guerra del Dipartimento della Difesa (SOE) di Latour, ora reso pubblico dagli Archivi Nazionali, mostra esattamente ciò che ha fatto una delle eroine meno conosciute della guerra.
Chi era Phyllis Latour
Come riporta la BBC Phyllis Latour nacque in Sudafrica nel 1921 da padre francese e madre inglese, rimase orfana all’età di 4 anni e andò a vivere con uno zio a Jadotville, nel Congo belga.
Secondo il suo dossier SOE, trascorreva tutto il suo tempo libero in “saffari [sic]” con il suo tutore, viaggiando per il Paese mentre il parente cercava di fermare il contrabbando di avorio. Era un periodo eccitante tanto che durante l’addestramento come agente segreto “parlava sempre del Congo”.
Parlava inglese, francese, un po’ di arabo, swahili e kikuyu. A 16 anni fu mandata in collegio in Kenya, poi nel maggio 1939 partì alla volta dell’Europa, proprio mentre qui stava per scoppiare il conflitto. Nel novembre 1941 si arruolò nella Women’s Auxiliary Air Force, o WAAF, come operatrice di palloni aerostatici.
Ma dai suoi fascicoli emerge chiaramente il suo desiderio di vivere un altro tipo di avventure e nell’autunno del 1943 si stava addestrando proprio al Dipartimento per la Difesa. Di lei si legge che era una “ragazza ingenua e semplice”, ma anche “brillante, ansiosa e coraggiosa”, con un’avversione per le mansioni “sedentarie”.

I pregiudizi sulle donne
Clare Mulley, autrice di diversi libri sulle donne agente nella Seconda Guerra Mondiale, dice che gli istruttori maschi del SOE spesso sottovalutavano le colleghe. In effetti i rapporti sulla Latour appaiono sprezzanti: sarebbe stata “inadatta” al lavoro sul campo, “infantile” e senza “alcuna percezione della realtà della vita”.
Peccato che i fatti dimostrino tutt’altro: in Francia ha prestato un servizio eccezionale”, afferma la Mulley.
Secondo la storica, questa situazione non era rara. Nell’intervista all’emittente britannica ricorda infatti il fascicolo di un’altra apprendista, in cui si legge: “Sarebbe una moglie eccellente per un uomo senza fantasia”.
Un’ex agente diventata addestratrice, Odette Wilen, il giorno di Capodanno del 1944 liquidò Phyllis Latour come una “piccola testa allegra” che era “incontrollata e testarda”. Era “emotivamente troppo inaffidabile per questo tipo di lavoro”.
Ma le relazioni della giovane pian piano migliorarono. Era brava con la pistola e nel gennaio 1944 fu inviata alla Scuola di addestramento speciale del SOE e si cimentò con grande entusiasmo nel lancio con il paracadute.
Fu assegnata al circuito denominato “Scientist”. La sua password per comunicare con il quartier generale era “Smokegetsinyoureyes“. Questa rete di agenti era gestita da Claude de Baissac, che il capo della sezione F (Francia) definì “il più difficile dei miei agenti”, e copriva un’ampia area delle Normandia.
Dietro le linee nemiche
Latour arrivò in Francia il 1° maggio 1944. In un primo momento viaggiò nella zona di Caen e Vire con un altro agente, che avrebbe coperto l’area.

La Gestapo venne a sapere della loro presenza e quando i due si imbatterono in un veicolo tedesco pieno di paracadute alleati riuscirono a fuggire per miracolo, ma furono costretti a chiudere la loro base del villaggio di Champgeneteux nel cuore della notte, distruggendo i documenti e trasferendosi a St Mars, vicino a Nantes.
Vista la pericolosità del suo incarico la ragazza doveva spostarsi continuamente, senza cambiare vestiti per giorni. “Questo non la preoccupava – si legge nel dossier – tanto era grande il suo desiderio di servire”.
In una delle rare interviste rilasciate ormai anziana, Phyllis spiegò come nascondeva i suoi messaggi in codice, su seta fine, avvolgendoli intorno a un ago da maglia, poi inserendolo in un laccio da scarpe, che usava per fissare i capelli.
Non portava con sé gli ingombranti apparecchi wireless: ne aveva 17, in posti diversi. Nelle poche settimane di permanenza in Francia effettuò 135 trasmissioni. Quando gli americani la rapida avanzata, la vita divenne ancora più difficile dietro le linee tedesche.
Phyllis iniziò a inviare le sue trasmissioni dai campi aperti. All’inizio di agosto, quando i soldati statintensi presero il sopravvento si mise in contatto con loro, ma inizialmente fu fatta prigioniera, finché gli inglesi non confermarono la sua identità.
Il ritorno in Inghilterra
Tornata in Gran Bretagna, Phyllis cercò un altro lavoro come agente sul campo, volendo evitare di essere rimandata alla WAAF e a un’esistenza “disciplinata”, che la “inorridiva”. Chiese di andare in Estremo Oriente, ma le fu detto che lì non c’era lavoro per le donne come agenti.
Poi fu raccomandata all’MI5, ma anche lì non c’erano “impieghi adatti”. Allora si offrì volontaria per andare in Germania per il SOE e seguì un altro addestramento intensivo. “È estremamente entusiasta del suo lavoro e ci metterà tutto il suo cuore e la sua anima”, scrisse l’istruttore.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sposò e visse in Kenya, alle Fiji e in Australia, prima di stabilirsi in Nuova Zelanda. La Francia le aveva già conferito la Croix de Guerre, ma nel 2014 è stata anche nominata Chevalier della Legion d’Honneur, la più alta onorificenza del Paese, con una cerimonia speciale in Nuova Zelanda.
Delle 39 donne agente che hanno prestato servizio con lo Special Operations Executive sul campo in Francia, Phyllis Latour – Pippa Doyle – è stata l’ultima sopravvissuta.

