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Home » Lifestyle » Sogna di diventare mamma: infermiera adotta una bimba in terapia intensiva

Sogna di diventare mamma: infermiera adotta una bimba in terapia intensiva

Mackenzie Denich, 39enne del Nebraska, lavora nel reparto neonatale dov'è nata la piccola. A legame ufficializzato dice: "Sono così fortunata"

Marianna Grazi
17 Dicembre 2023
infermiera-adotta-bimba-ospedale

Mackenzie Denich e la figlia adottata Athena (Facebook)

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Il legame materno può nascere anche tra due persone che non si conoscono. E può essere autentico e profondo tanto quanto quello tra una mamma che ha partorito e il/la proprio/a figlio/a. Anzi, forse a volte lo è molto di più.

Un’infermiera di 39 anni, del Nebraska, che lavora nella terapia intensiva neonatale del Children’s Hospital, è entrata subito in sintonia con una bambina nata con una serie di problemi di salute e, appena un giorno dopo il suo arrivo, i genitori della bimba le hanno chiesto di adottarla.

Per Mackenzie Denich quella domanda rappresentava la realizzazione del sogno più grande: diventare mamma.

L’infermiera: “Sono fortunata ad essere sua madre”

infermiera-adotta-bimba-ospedale
Mackenzie Denich, 39 anni, lavora nel reparto di terapia intensiva neonatale al Children’s Nebraska

Una volta accettato e formalizzata l’adozione, il vincolo tra la neonata e l’infermiera è diventato ufficiale anche di fronte alla legge, non più solo agli occhi dei tanti che la vedevano prendersi cura amorevolmente di quella bambina ogni giorno con un impegno straordinario.

“I bambini dovrebbero stare con le loro mamme. In un mondo perfetto non staremmo insieme, ma il mondo non è perfetto – racconta al quotidiano People Mackenzie Denich –. Sono così grata che lei sia qui. Le dico ogni giorno: ‘Sono così felice di essere la tua mamma’”.

“Il legame tra loro era molto forte fin dall’inizio. C’era un feeling evidente“, aggiunge il dottor James Vargo, chirurgo craniofacciale e plastico pediatrico del Children’s Nebraska, che ha fatto parte dell’équipe di cura della piccola. “È stata una di quelle cose destinate ad accadere”, aggiunge.

La mamma biologica e il colpo di fulmine

Nel luglio del 2021, la madre di Denich incontrò in chiesa una coppia la cui figlia era incinta. Nel parlare, questi signori le rivelarono che la ragazza non sarebbe stata in grado di prendersi cura del bambino e che stavano cercando qualcuno che la crescesse.

“Volevano essere nonni, non volevano fare di nuovo i genitori”, racconta l’infermiera. “Così mia madre disse loro: la prenderà Mackenzie“. La donna conosceva infatti il desiderio della figlia di essere genitore, di mettere su famiglia.

infermiera-adotta-bimba-ospedale
L’infermiera del Nebraska ha immediatamente espresso la volontà di adottare la neonata quando le è stato proposto dalla famiglia biologica della bimba

Denich, venuta a sapere di questo scambio, iniziò infatti immediatamente a scrivere una lista degli acquisti di articoli per l’infanzia di cui avrebbe avuto bisogno. Poi si bloccò: “Mi sono detta: ‘Cosa sto facendo? Non è possibile – racconta la 39enne di Omaha–. Perché una famiglia dovrebbe scegliere una mamma single che non ha altri figli? Così ho preferito non pensarci più”.

Era di turno in reparto quando, appena quattro ore dopo la sua nascita, ha incontrato per la prima volta Athena. La bimba è stata ricoverata al Children’s Nebraska l’11 ottobre 2021. Quando l’ha vista, Mackenzie si è subito innamorata: “Aveva bisogno di me“, ricorda oggi.

Il giorno dopo, la nonna biologica della bambina le chiese se fosse davvero interessata ad adottare la neonata e l’infermiera rispose di sì.

La nuova famiglia a casa Denich

Athena è nata con tutta una serie di problemi di salute e nei primi giorni di vita è stata sottoposta a un intervento chirurgico per correggere la labiopalatoschisi e l’atresia esofagea. Quindi è stata per un po’ di tempo ricoverata in terapia intensiva, per riprendersi dalle operazioni post parto.

Ma essendo Denich un’operatrice esperta nell’assistenza ai bambini con esigenze mediche complesse, la bimba è potuta tornare a casa ad appena tre settimane di vita. Qui la sua mamma ha trovato tutto il sostegno di cui aveva bisogno.

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Oggi Athena ha 2 anni ma nonostante i problemi di salute è allegra e ama giocare con gli animali (Facebook)

Venendo a sua volta da una famiglia di infermieri – i suoi genitori, i suoi due fratelli e le sue due cognate lo sono – suo padre si è offerto di prendersi cura di Athena quando Denich lavora in ospedale. “L’intera famiglia è ben attrezzata per occuparsi di lei – dice la madre adottiva –. Ho fiducia ad affidarla a tutti loro”.

Le differenze non definiscono la persona

Più di 50 amici e familiari erano presenti in tribunale quando Mackenzie Denich ha adottato legalmente Athena, che ora ha 2 anni. “Penso che l’adozione abbia due aspetti: felice e triste“, dice Denich.

“È stato un fatto bellissimo, nato da un evento davvero traumatico, ma ne è valsa la pena. E mi impegno a farle avere la migliore vita possibile, sia per quanto riguarda le cure mediche sia per quanto riguarda il suo cuoricino”.

Le persone spesso chiedono quale sia la diagnosi della bambina, perché sia più piccola degli altri coetanei, ma la madre – che si batte per l’accettazione delle persone con problematiche, considerate ‘diverse’ in modo discriminatorio – dice che non ha importanza e non vuole rispondere.

Athena deve indossare un apparecchio acustico per sentire, utilizza un sondino per l’alimentazione e si sottopone a logopedia e fisioterapia; per questo è attualmente seguita da un team di 15 specialisti e finora ha subito sei interventi chirurgici.

Ma soprattutto è una bambina chiacchierona che ama i cuccioli, colorare e andare allo zoo.

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Il legame materno può nascere anche tra due persone che non si conoscono. E può essere autentico e profondo tanto quanto quello tra una mamma che ha partorito e il/la proprio/a figlio/a. Anzi, forse a volte lo è molto di più. Un'infermiera di 39 anni, del Nebraska, che lavora nella terapia intensiva neonatale del Children's Hospital, è entrata subito in sintonia con una bambina nata con una serie di problemi di salute e, appena un giorno dopo il suo arrivo, i genitori della bimba le hanno chiesto di adottarla. Per Mackenzie Denich quella domanda rappresentava la realizzazione del sogno più grande: diventare mamma.

L'infermiera: "Sono fortunata ad essere sua madre"

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Mackenzie Denich, 39 anni, lavora nel reparto di terapia intensiva neonatale al Children's Nebraska
Una volta accettato e formalizzata l'adozione, il vincolo tra la neonata e l'infermiera è diventato ufficiale anche di fronte alla legge, non più solo agli occhi dei tanti che la vedevano prendersi cura amorevolmente di quella bambina ogni giorno con un impegno straordinario. "I bambini dovrebbero stare con le loro mamme. In un mondo perfetto non staremmo insieme, ma il mondo non è perfetto – racconta al quotidiano People Mackenzie Denich –. Sono così grata che lei sia qui. Le dico ogni giorno: 'Sono così felice di essere la tua mamma'". "Il legame tra loro era molto forte fin dall'inizio. C'era un feeling evidente", aggiunge il dottor James Vargo, chirurgo craniofacciale e plastico pediatrico del Children's Nebraska, che ha fatto parte dell'équipe di cura della piccola. "È stata una di quelle cose destinate ad accadere", aggiunge.

La mamma biologica e il colpo di fulmine

Nel luglio del 2021, la madre di Denich incontrò in chiesa una coppia la cui figlia era incinta. Nel parlare, questi signori le rivelarono che la ragazza non sarebbe stata in grado di prendersi cura del bambino e che stavano cercando qualcuno che la crescesse. "Volevano essere nonni, non volevano fare di nuovo i genitori", racconta l'infermiera. "Così mia madre disse loro: la prenderà Mackenzie". La donna conosceva infatti il desiderio della figlia di essere genitore, di mettere su famiglia.
infermiera-adotta-bimba-ospedale
L'infermiera del Nebraska ha immediatamente espresso la volontà di adottare la neonata quando le è stato proposto dalla famiglia biologica della bimba
Denich, venuta a sapere di questo scambio, iniziò infatti immediatamente a scrivere una lista degli acquisti di articoli per l'infanzia di cui avrebbe avuto bisogno. Poi si bloccò: "Mi sono detta: 'Cosa sto facendo? Non è possibile – racconta la 39enne di Omaha–. Perché una famiglia dovrebbe scegliere una mamma single che non ha altri figli? Così ho preferito non pensarci più". Era di turno in reparto quando, appena quattro ore dopo la sua nascita, ha incontrato per la prima volta Athena. La bimba è stata ricoverata al Children's Nebraska l'11 ottobre 2021. Quando l'ha vista, Mackenzie si è subito innamorata: "Aveva bisogno di me", ricorda oggi. Il giorno dopo, la nonna biologica della bambina le chiese se fosse davvero interessata ad adottare la neonata e l'infermiera rispose di sì.

La nuova famiglia a casa Denich

Athena è nata con tutta una serie di problemi di salute e nei primi giorni di vita è stata sottoposta a un intervento chirurgico per correggere la labiopalatoschisi e l'atresia esofagea. Quindi è stata per un po' di tempo ricoverata in terapia intensiva, per riprendersi dalle operazioni post parto. Ma essendo Denich un'operatrice esperta nell'assistenza ai bambini con esigenze mediche complesse, la bimba è potuta tornare a casa ad appena tre settimane di vita. Qui la sua mamma ha trovato tutto il sostegno di cui aveva bisogno.
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Oggi Athena ha 2 anni ma nonostante i problemi di salute è allegra e ama giocare con gli animali (Facebook)
Venendo a sua volta da una famiglia di infermieri - i suoi genitori, i suoi due fratelli e le sue due cognate lo sono - suo padre si è offerto di prendersi cura di Athena quando Denich lavora in ospedale. "L'intera famiglia è ben attrezzata per occuparsi di lei – dice la madre adottiva –. Ho fiducia ad affidarla a tutti loro".

Le differenze non definiscono la persona

Più di 50 amici e familiari erano presenti in tribunale quando Mackenzie Denich ha adottato legalmente Athena, che ora ha 2 anni. "Penso che l'adozione abbia due aspetti: felice e triste", dice Denich. "È stato un fatto bellissimo, nato da un evento davvero traumatico, ma ne è valsa la pena. E mi impegno a farle avere la migliore vita possibile, sia per quanto riguarda le cure mediche sia per quanto riguarda il suo cuoricino". Le persone spesso chiedono quale sia la diagnosi della bambina, perché sia più piccola degli altri coetanei, ma la madre - che si batte per l'accettazione delle persone con problematiche, considerate 'diverse' in modo discriminatorio - dice che non ha importanza e non vuole rispondere. Athena deve indossare un apparecchio acustico per sentire, utilizza un sondino per l'alimentazione e si sottopone a logopedia e fisioterapia; per questo è attualmente seguita da un team di 15 specialisti e finora ha subito sei interventi chirurgici. Ma soprattutto è una bambina chiacchierona che ama i cuccioli, colorare e andare allo zoo.
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