Il mestiere più pericoloso al mondo? Difendere l’ambiente e le risorse naturali da chi intende depredarle o dissiparle. Da chi, piegandole alla logica del mero profitto, le impoverisce o le distrugge irrimediabilmente.
A denunciarlo è il nuovo report 2023 di Global Witness, l’ong inglese che da anni tiene i fari puntati su questo fenomeno, monitorando gli attacchi ai paladini della natura, dell’ambiente e del territorio.
Duemila ambientalisti uccisi in 10 anni
I difensori ambientali assassinati nel 2022 sono stati almeno 177 a livello globale, portando il totale degli omicidi commessi dal 2012, il primo anno del report, a 1.910.
La nota positiva è che nel 2022 gli assassini sono diminuiti rispetto al 2021, quando si registrarono 200 omicidi. Quella negativa è che rimane una media di un difensore dell’ambiente assassinato ogni due giorni.

In America Latina la maggior parte degli omicidi
La regione più violenta si conferma l’America Latina con 125 i casi registrati. Colombia, Brasile e Messico sono i paesi più letali, dove sempre più spesso i difensori dei diritti pagano con la vita l’azione di difesa del proprio territorio.
L’agroindustria, unita allo sfruttamento minerario e forestale, sono i principali settori economici collegati con questi omicidi.
Dal report si evince che a pagare il prezzo maggiore sono state le comunità di popoli indigeni, con 64 vittime, ovvero più di un terzo (36%) del totale dei casi. A seguire i contadini e gli abitanti delle zone rurali che dipendono completamente dalla terra per il loro sostentamento con il 22% dei casi.
Infine da notare che l’11% del totale dei 177 omicidi di chi difende l’ambiente e del territorio ha riguardato le donne e il 7% leader afrodiscendenti.

Tra i paesi più pericolosi: Messico e Brasile
Per quanto riguarda i paesi più pericolosi, va detto che nel 2022 il Messico scende dal primo al terzo posto, passando da 54 a 31 uccisioni. Il Brasile conferma la tendenza violenta del 2021 passando da 26 casi di assassinio di difensori dell’ambiente e del territorio a 34 nel 2022.
Nei primi cinque posti della classifica anche il Venezuela con 4 casi, seguito da Perù, Paraguay, Nicaragua con 3 casi di omicidio ognuno, Guatemala 2, terminando con Ecuador e Repubblica Domenicana, dove è stato ucciso un difensore dell’ambiente e del territorio nel 2022.
Particolare è il caso dell’Honduras, che con 14 omicidi nel 2022 è il Paese con il più alto numero di difensori assassinati pro capite a livello globale: una tendenza che, nonostante gli sforzi e le dichiarazioni della presidente Xiomara Castro, sembrano confermarsi in questo 2023.
In Colombia record di omicidi
Al primo posto assoluto svetta la Colombia con 60 omicidi, quasi il doppio di quelli registrati nel 2021, quando i difensori dell’ambiente e del territorio uccisi furono 33.
“Siamo dispiaciuti della morte di queste 60 persone. È una cifra vergognosa per il nostro paese e speriamo di poter invertire questa tendenza con l’implementazione dell’accordo di Escazú”.

Ha commentato la ministra colombiana dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, Susana Muhamad, il 13 settembre scorso di fronte alla Corte Costituzionale del paese.
La Colombia svetta anche nella classifica del decennio, con 382 omicidi che la segnalano come il paese sudamericano più mortale per i leader e difensori ambientali.
Manifestanti, ranger, giuristi e giornalisti tra le vittime
Tra gli uccisi nel 2022 figurano anche agenti statali, manifestanti, ranger dei parchi, giuristi e giornalisti il cui comune denominatore era l’impegno a difendere i propri diritti e a garantire il buono stato del pianeta. Tutti loro hanno pagato con la vita il coraggio e l’impegno dimostrato.
Altro dato da sottolineare, infine, riguarda i minorenni che sono stati assassinati nel 2022 per le loro attività di difesa dell’ambiente: l’organizzazione ha potuto registrare almeno cinque casi, tutti in America Latina: tre in Brasile, uno in Colombia e un altro in Messico.

