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Home » HP Trio » Famiglia, Elena Bonetti: attribuire il cognome della madre per favorire una maggiore parità

Famiglia, Elena Bonetti: attribuire il cognome della madre per favorire una maggiore parità

A febbraio la Corte costituzionale aveva sottolineato come ormai "il cognome del padre fosse un retaggio patriarcale". Bonetti: "Fondamentale il lavoro della madri costituenti. Cambiare approccio per raggiungere la parità"

Camilla Prato
20 Maggio 2021
Elena Bonetti

La ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti

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Oggi, giovedì 20 maggio, dalle 10.00 alle 12.30, la Corte costituzionale ha ospitato al Palazzo della Consulta il Convegno “Verso la parità formale e sostanziale: gli strumenti”. A 61 anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 33/1960 che aprì le principali carriere pubbliche alle donne Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia, si è battuta perché sia possibile consegnare alla storia anche il nome delle donne. “È un approccio culturale che va cambiato – sostiene – Anche raccogliendo alcune indicazioni della Corte, penso che sia venuto il momento che il legislatore si faccia pienamente carico del percorso necessario per la possibilità della scelta del cognome materno e lo porti a compimento”.

Nel suo intervento Bonetti ha voluto richiamare le 21 madri costituenti, che parteciparono all’Assemblea Costituente di cui si festeggerà, il prossimo 25 giugno, il 75esimo anniversario dall’inizio dei lavori. “Hanno contribuito a consegnarci una forma di democrazia nella quale ognuno è chiamato ad avere un ruolo, una responsabilità, a poter trovare uno spazio di realizzazione e di pieno compimento. […]Questo diritto che ciascuno di noi ha, che si affianca al dovere di concorrere (al bene della comunità, ndr) sulla base delle nostre scelte, è riconosciuto a tutte le cittadine e tutti i cittadini in una dimensione della parità che è necessaria nel riconoscimento delle reciproche diversità”.

“Siamo nella fase in cui è importante darci degli obiettivi riguardo alla denatalità e soprattutto partire: l’Istat prevede di andare sotto i 400mila nati il prossimo anno. La strada va iniziata ed aperta. L’assegno unico e universale, già nella misura ponte che parte a luglio, cambia approccio e dal terzo figlio aumenta in modo significativo per tutti i figli. In Francia questa scelta ha pagato”, ha aggiunto la Bonetti.

 

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Oggi, giovedì 20 maggio, dalle 10.00 alle 12.30, la Corte costituzionale ha ospitato al Palazzo della Consulta il Convegno "Verso la parità formale e sostanziale: gli strumenti". A 61 anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 33/1960 che aprì le principali carriere pubbliche alle donne Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia, si è battuta perché sia possibile consegnare alla storia anche il nome delle donne. "È un approccio culturale che va cambiato - sostiene - Anche raccogliendo alcune indicazioni della Corte, penso che sia venuto il momento che il legislatore si faccia pienamente carico del percorso necessario per la possibilità della scelta del cognome materno e lo porti a compimento". Nel suo intervento Bonetti ha voluto richiamare le 21 madri costituenti, che parteciparono all'Assemblea Costituente di cui si festeggerà, il prossimo 25 giugno, il 75esimo anniversario dall'inizio dei lavori. "Hanno contribuito a consegnarci una forma di democrazia nella quale ognuno è chiamato ad avere un ruolo, una responsabilità, a poter trovare uno spazio di realizzazione e di pieno compimento. [...]Questo diritto che ciascuno di noi ha, che si affianca al dovere di concorrere (al bene della comunità, ndr) sulla base delle nostre scelte, è riconosciuto a tutte le cittadine e tutti i cittadini in una dimensione della parità che è necessaria nel riconoscimento delle reciproche diversità". "Siamo nella fase in cui è importante darci degli obiettivi riguardo alla denatalità e soprattutto partire: l'Istat prevede di andare sotto i 400mila nati il prossimo anno. La strada va iniziata ed aperta. L'assegno unico e universale, già nella misura ponte che parte a luglio, cambia approccio e dal terzo figlio aumenta in modo significativo per tutti i figli. In Francia questa scelta ha pagato", ha aggiunto la Bonetti.  
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