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Home » Attualità » “Nella casa dove viveva nostra figlia Chiara, uccisa da un coeteneo, si realizzi un centro per donne vittime di violenza”

“Nella casa dove viveva nostra figlia Chiara, uccisa da un coeteneo, si realizzi un centro per donne vittime di violenza”

I genitori della studentessa di Monteveglio (Bologna) propongono di trasformare l'abitazione destinata alla figlia in sede di una struttura per aiutare le vittime di violenza di genere e la creazione di un'associazione contro il bullismo giovanile

Federico Martini
30 Luglio 2021
CAMERA ARDENTE  DI CHIARA GUALZETTI

CAMERA ARDENTE DI CHIARA GUALZETTI

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Giusi Gualzetti, madre di Chiara

Trasformare la casa dove viveva Chiara in un luogo per aiutare le donne vittime di violenza e la nascita di un’associazione impegnata nella sensibilizzazione contro il bullismo: sono i due progetti annunciati dai genitori di Chiara Gualzetti, la studentessa uccisa a Monteveglio (Bologna) lo scorso 27 giugno, che in questi giorni avrebbe compiuto 16 anni. Per l’omicidio premeditato della giovane è stato arrestato un amico coetaneo. “Ormai questa casa non ha piu’ senso. Era per Chiara. Era progettata per lei. Ora dobbiamo sistemarla e in futuro pensiamo di rivolgerci a qualcuno in modo da aiutare le donne in difficoltà”, ha detto Giusi, la mamma di Chiara. Grazie all’associazione “vorremmo collaborare con le scuole per cercare di insegnare qualcosa ai ragazzi – ha spiegato Martina, un’amica di Chiara – e vorremmo trattare il fenomeno del bullismo di cui Chiara era vittima”.

Chiara Gualzetti

L’intenzione è di confrontarsi sia “con i genitori che spesso non si rendono conto dei comportamenti dei figli e sia con i ragazzi”.

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Giusi Gualzetti, madre di Chiara
Trasformare la casa dove viveva Chiara in un luogo per aiutare le donne vittime di violenza e la nascita di un’associazione impegnata nella sensibilizzazione contro il bullismo: sono i due progetti annunciati dai genitori di Chiara Gualzetti, la studentessa uccisa a Monteveglio (Bologna) lo scorso 27 giugno, che in questi giorni avrebbe compiuto 16 anni. Per l’omicidio premeditato della giovane è stato arrestato un amico coetaneo. “Ormai questa casa non ha piu’ senso. Era per Chiara. Era progettata per lei. Ora dobbiamo sistemarla e in futuro pensiamo di rivolgerci a qualcuno in modo da aiutare le donne in difficoltà”, ha detto Giusi, la mamma di Chiara. Grazie all’associazione “vorremmo collaborare con le scuole per cercare di insegnare qualcosa ai ragazzi - ha spiegato Martina, un’amica di Chiara - e vorremmo trattare il fenomeno del bullismo di cui Chiara era vittima”.
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L’intenzione è di confrontarsi sia “con i genitori che spesso non si rendono conto dei comportamenti dei figli e sia con i ragazzi”.
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