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Home » Scienze e culture » Morto lo scrittore ungherese in lotta con il suo governo per i diritti della comunità Lgbt

Morto lo scrittore ungherese in lotta con il suo governo per i diritti della comunità Lgbt

Figura di culto nella scena blogger, Gergely Homonnay dava il suo punto di vista sulla politica magiara attraverso gli occhi della gatta Erzsi. Aveva 46 anni. La causa del decesso un'overdose in una sauna nota nell’ambiente omosessuale di Roma

Nicolò Guelfi
4 Gennaio 2022
Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto in un club privato a Roma

Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto in un club privato a Roma

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Un evento torbido e ambiguo quello che è accaduto a Roma il 1° gennaio, una tragedia su cui si allungano dubbi e ombre. Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto in un club privato di via Pontremoli in zona San Giovanni, una sauna e luogo d’incontro noto nell’ambiente gay romano.
L’uomo sembra sia entrato nel locale verso le 5 del mattino. In seguito, ha accusato un malore che ha richiesto l’intervento del 118. Dopo vari tentativi di rianimazione, è stato dichiarato il decesso poco dopo le 13. Gli uomini dell’ambulanza hanno subito allertato i carabinieri della caserma di piazza Dante, i quali a loro volta hanno informato il pm Luca Guerzoni, che ha aperto un fascicolo per “morte come ipotesi di altro reato”. Non sono ancora certe le ragioni del decesso. La salma di Homonnay è stata trasportata al policlinico di Tor Vergata per un’autopsia, il cui esito, insieme agli esami tossicologici, potrebbe fare luce sull’accaduto.

Gergely Homonnay
Gergely Homonnay si era esposto nella lotta per i diritti della comunità Lgbtq+ contro il governo del suo Paese

Gergely, nato a Gyula in Ungheria, già da tempo viveva a Roma. Aveva trascorso le festività natalizie insieme a due amiche. Una di loro, la teologa magiara di 48 anni Rita Perintfalvi ha dichiarato che l’amico “aveva molto paura che gli potessero fare del male”. Homonnay, omosessuale dichiarato, si era esposto negli scorsi anni nella lotta per i diritti della comunità Lgbtq+ contro il governo del suo Paese, apertamente reazionario. L’episodio più recente risale al 2 dicembre, quando lo scrittore ha definito Katalin Novak, ministra della Famiglia ungherese, candidata da Viktor Orbán alle prossime elezioni per la presidenza della Repubblica, “un orribile verme nazista”. La donna, 44 anni, è uno dei nomi più in vista del partito conservatore Fidesz.

Periftalvi ha inoltre aggiunto: “Mi si spezza il cuore, non capisco e non ci posso credere. Ho trascorso 4-5 giorni prima di Natale con lui ed Erzsi (un’amica comune ndr) a Roma, abbiamo intrecciato molti progetti comuni. Gergely era felice e innamorato, ma aveva molta paura che gli potessero fare del male”.
Tutte le strade sono aperte, ma attualmente si pensa a un’overdose di stupefacenti. L’ipotesi è rafforzata dai carabinieri che, tra gli effetti personali dello scrittore, hanno ritrovato tracce di una polvere che potrebbe essere Ghb, l’acido gamma-idrossibutirrico. In medicina la sostanza è impiegata per curare l’alcolismo ma spesso viene utilizzata come stupefacente per fini sessuali. Pare che Homonnay ne facesse frequentemente uso. Sul corpo sono stati riscontrati anche segni di violenza. Gli inquirenti hanno già sentito gli amici, i proprietari del club e anche l’ex fidanzato della vittima. I due non si frequentavano da tempo e l’uomo non è stato in grado di fornire ulteriori dettagli. Homonnay fino al giorno prima della sua morte ha pubblicato molte foto felici sui suoi profili social in compagnia delle amiche e del gatto, apparentemente ignaro dell’imminente tragedia. Gli agenti hanno anche proceduto al sequestro del cellulare, per cercare di risalire a chi abbia, eventualmente, venduto la presunta sostanza stupefacente allo scrittore. La Procura ha affidato delega per effettuare l’autopsia e gli esami tossicologici.

Gergely Homonnay e la sua gatta Erzsi
Gergely Homonnay e la sua gatta Erzsi

I libri dello scrittore Gergely Homonnay

Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto a Roma
Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto a Roma

In patria Homonnay era noto per essere l’autore di una serie di libri pubblicati a partire dal 2017 e aventi come protagonista la sua gatta Erzsi. Al primo libro del 2016, dal titolo “Baci, Erzsi – Il mondo visto dagli occhi di un gatto” è seguito nel 2017 “Il Presidente – L’elezione pelosa” e infine nello stesso anno “La saggezza di Erzsi – Il segreto di una vita felice”. Nei racconti lo scrittore non si limita soltanto a descrivere la sua relazione con l’animale domestico, ma offre il suo punto di vista sulla politica magiara parlando proprio attraverso gli occhi della gatta.Anche nella pagina social dedicata all’animale (Erzsi for President) Homonnay non ha peraltro mai nascosto l’utilizzo della popolarità della gatta Erzsi come veicolo di attivismo politico, sia in appoggio alla comunità Lgbt che agli sfidanti di Viktor Orban alle elezioni. Ad esempio quando dichiarò il suo endorsement all’esponente europeista Gergely Karácsony nelle elezioni comunali di Budapest. Figura di culto nella scena blogger ungherese già a partire dai primi anni 2000, Homonnay si era tuttavia sempre definito un pensatore liberale e apartitico.

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Un evento torbido e ambiguo quello che è accaduto a Roma il 1° gennaio, una tragedia su cui si allungano dubbi e ombre. Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto in un club privato di via Pontremoli in zona San Giovanni, una sauna e luogo d’incontro noto nell’ambiente gay romano. L’uomo sembra sia entrato nel locale verso le 5 del mattino. In seguito, ha accusato un malore che ha richiesto l’intervento del 118. Dopo vari tentativi di rianimazione, è stato dichiarato il decesso poco dopo le 13. Gli uomini dell’ambulanza hanno subito allertato i carabinieri della caserma di piazza Dante, i quali a loro volta hanno informato il pm Luca Guerzoni, che ha aperto un fascicolo per “morte come ipotesi di altro reato”. Non sono ancora certe le ragioni del decesso. La salma di Homonnay è stata trasportata al policlinico di Tor Vergata per un’autopsia, il cui esito, insieme agli esami tossicologici, potrebbe fare luce sull’accaduto.
Gergely Homonnay
Gergely Homonnay si era esposto nella lotta per i diritti della comunità Lgbtq+ contro il governo del suo Paese
Gergely, nato a Gyula in Ungheria, già da tempo viveva a Roma. Aveva trascorso le festività natalizie insieme a due amiche. Una di loro, la teologa magiara di 48 anni Rita Perintfalvi ha dichiarato che l’amico “aveva molto paura che gli potessero fare del male”. Homonnay, omosessuale dichiarato, si era esposto negli scorsi anni nella lotta per i diritti della comunità Lgbtq+ contro il governo del suo Paese, apertamente reazionario. L’episodio più recente risale al 2 dicembre, quando lo scrittore ha definito Katalin Novak, ministra della Famiglia ungherese, candidata da Viktor Orbán alle prossime elezioni per la presidenza della Repubblica, “un orribile verme nazista”. La donna, 44 anni, è uno dei nomi più in vista del partito conservatore Fidesz. Periftalvi ha inoltre aggiunto: “Mi si spezza il cuore, non capisco e non ci posso credere. Ho trascorso 4-5 giorni prima di Natale con lui ed Erzsi (un’amica comune ndr) a Roma, abbiamo intrecciato molti progetti comuni. Gergely era felice e innamorato, ma aveva molta paura che gli potessero fare del male”. Tutte le strade sono aperte, ma attualmente si pensa a un’overdose di stupefacenti. L’ipotesi è rafforzata dai carabinieri che, tra gli effetti personali dello scrittore, hanno ritrovato tracce di una polvere che potrebbe essere Ghb, l’acido gamma-idrossibutirrico. In medicina la sostanza è impiegata per curare l’alcolismo ma spesso viene utilizzata come stupefacente per fini sessuali. Pare che Homonnay ne facesse frequentemente uso. Sul corpo sono stati riscontrati anche segni di violenza. Gli inquirenti hanno già sentito gli amici, i proprietari del club e anche l’ex fidanzato della vittima. I due non si frequentavano da tempo e l’uomo non è stato in grado di fornire ulteriori dettagli. Homonnay fino al giorno prima della sua morte ha pubblicato molte foto felici sui suoi profili social in compagnia delle amiche e del gatto, apparentemente ignaro dell’imminente tragedia. Gli agenti hanno anche proceduto al sequestro del cellulare, per cercare di risalire a chi abbia, eventualmente, venduto la presunta sostanza stupefacente allo scrittore. La Procura ha affidato delega per effettuare l’autopsia e gli esami tossicologici.
Gergely Homonnay e la sua gatta Erzsi
Gergely Homonnay e la sua gatta Erzsi

I libri dello scrittore Gergely Homonnay

Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto a Roma
Gergely Homonnay, autore di libri e militante per i diritti civili ungherese, è morto a Roma
In patria Homonnay era noto per essere l’autore di una serie di libri pubblicati a partire dal 2017 e aventi come protagonista la sua gatta Erzsi. Al primo libro del 2016, dal titolo “Baci, Erzsi - Il mondo visto dagli occhi di un gatto” è seguito nel 2017 “Il Presidente - L’elezione pelosa” e infine nello stesso anno “La saggezza di Erzsi - Il segreto di una vita felice”. Nei racconti lo scrittore non si limita soltanto a descrivere la sua relazione con l’animale domestico, ma offre il suo punto di vista sulla politica magiara parlando proprio attraverso gli occhi della gatta.Anche nella pagina social dedicata all'animale (Erzsi for President) Homonnay non ha peraltro mai nascosto l’utilizzo della popolarità della gatta Erzsi come veicolo di attivismo politico, sia in appoggio alla comunità Lgbt che agli sfidanti di Viktor Orban alle elezioni. Ad esempio quando dichiarò il suo endorsement all’esponente europeista Gergely Karácsony nelle elezioni comunali di Budapest. Figura di culto nella scena blogger ungherese già a partire dai primi anni 2000, Homonnay si era tuttavia sempre definito un pensatore liberale e apartitico.
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