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Home » Scienze e culture » Addio a Louise Fishman, pittrice e femminista. Ritrasse le esponenti del movimento e fu paladina dei diritti di gay e lesbiche

Addio a Louise Fishman, pittrice e femminista. Ritrasse le esponenti del movimento e fu paladina dei diritti di gay e lesbiche

É deceduta a Manhattan il 26 luglio, il New York Times ne ha dato notizia il 4 agosto. Esponente dell'espressionismo astratto, in Angry Woman, del 1973 sintetizzò il talento artistico con la vocazione "politica" per l'emancipazione delle donne

Federico Martini
4 Agosto 2021
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L’artista statunitense Louise Fishman, i cui eleganti dipinti sintetizzavano l’astrazione modernista con la sua identità di femminista, è morta a Manhattan all’età di 82 anni. La notizia della scomparsa, avvenuta il 26 luglio 2021, è stata pubblicata il 4 agosto 2021 dal “New York Times”. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni americane, tra cui il Metropolitan Museum of Art e il Whitney Museum of American Art di New York; il National Museum of Women in the Arts di Washington; l’High Museum of Art di Atlanta; il Jewish Museum di New York.

Recentemente era stata ospite della Emily Harvey Foundation a Venezia.

Louise Fishman

Nata a Philadelphia il 14 gennaio 1939, Fishman ha vissuto e lavorato a New York per oltre cinque decenni. È stata attiva nel movimento femminista negli anni ‘60 e ‘70: durante questo periodo ha temporaneamente abbandonato la pittura per indagini scultoree che perseguivano un’arte più distintamente femminile. Il ritorno di Fishman alla pittura fu anticipato dalla sua seminale serie “Angry Women” del 1973, che rappresentava importanti figure del movimento femminista. In un’epoca in cui il postmodernismo sosteneva che la pittura fosse “morta”, Fishman decise di riappropriarsi dell’Espressionismo astratto.

Continuando a sostenere la causa femminista, Fishman è stata anche una paladina dei diritti di gay e lesbiche. In monumentali, energiche superfici di colore e tessiture densamente stratificate, i suoi dipinti esemplificano un’esplorazione spinta dei materiali e della creazione di segni. Usando raschietti e cazzuole, insieme ai più tradizionali pennelli, Fishman costruisce composizioni a griglia libera aggiungendo, raschiando via e riapplicando la pittura, a volte lavorando e rielaborando le tele per un lungo periodo di tempo.

Notevoli non solo per la loro maestria tecnica, le sue astrazioni sono anche emotivamente evocative.

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L’artista statunitense Louise Fishman, i cui eleganti dipinti sintetizzavano l’astrazione modernista con la sua identità di femminista, è morta a Manhattan all’età di 82 anni. La notizia della scomparsa, avvenuta il 26 luglio 2021, è stata pubblicata il 4 agosto 2021 dal “New York Times”. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni americane, tra cui il Metropolitan Museum of Art e il Whitney Museum of American Art di New York; il National Museum of Women in the Arts di Washington; l’High Museum of Art di Atlanta; il Jewish Museum di New York. Recentemente era stata ospite della Emily Harvey Foundation a Venezia.
Louise Fishman

Nata a Philadelphia il 14 gennaio 1939, Fishman ha vissuto e lavorato a New York per oltre cinque decenni. È stata attiva nel movimento femminista negli anni ‘60 e ‘70: durante questo periodo ha temporaneamente abbandonato la pittura per indagini scultoree che perseguivano un’arte più distintamente femminile. Il ritorno di Fishman alla pittura fu anticipato dalla sua seminale serie “Angry Women” del 1973, che rappresentava importanti figure del movimento femminista. In un’epoca in cui il postmodernismo sosteneva che la pittura fosse “morta”, Fishman decise di riappropriarsi dell’Espressionismo astratto.

Continuando a sostenere la causa femminista, Fishman è stata anche una paladina dei diritti di gay e lesbiche. In monumentali, energiche superfici di colore e tessiture densamente stratificate, i suoi dipinti esemplificano un’esplorazione spinta dei materiali e della creazione di segni. Usando raschietti e cazzuole, insieme ai più tradizionali pennelli, Fishman costruisce composizioni a griglia libera aggiungendo, raschiando via e riapplicando la pittura, a volte lavorando e rielaborando le tele per un lungo periodo di tempo. Notevoli non solo per la loro maestria tecnica, le sue astrazioni sono anche emotivamente evocative.
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