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Home » Sport » Carson Pickett prima giocatrice senza un braccio della nazionale di calcio Usa

Carson Pickett prima giocatrice senza un braccio della nazionale di calcio Usa

È diventata la prima giocatrice con disabilità ad esordire con la maglia a stelle e strisce. La dimostrazione di come la nazionale di calcio femminile continui ad essere pioniera sui diritti umani

Edoardo Martini
1 Luglio 2022
Carson Pickett

Carson Pickett

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L’imperfezione è bellezza: nascere senza una parte del braccio sinistro e 28 anni dopo vestire la maglia degli Stati Uniti, la nazionale di calcio femminile più forte del mondo. Questa è la storia di Carson Pickett che non è solo una favola sportiva, ma un esempio di forza volontà e voglia di superare limiti fisici e pregiudizi.

Tutta la felicità di Carson Pickett all’esordio con la maglia degli Stati Uniti

Una nazionale all’avanguardia

Nell’amichevole contro la Colombia, vinto per altro per 2-0, la Nazionale femminile degli Stati Uniti ha dimostrato ancora una volta quanto è all’avanguardia e ha fatto esordire Carson Pickett, giocatrice senza un arto. 

Quando si parla di calcio femminile è inevitabile pensare al modello statunitense, da sempre il più all’avanguardia nel movimento e sempre ricco di personalità importanti. I diritti umani e sociali sono sempre in primo piano nella testa delle ragazze e della Federazione, che non di rado si sono esposte su tematiche importanti come il razzismo, l’omofobia e più in generale su questioni spinose.

Hanno spesso preso posizioni scomode, facendosi ammirare ma anche criticare da chi invece, al contrario, aveva pensieri diametralmente opposti. Nella rosa, in fatto di lotte sociali, spicca Megan Rapinoe che è diventata portavoce di molte tematiche difficili.

Questa volta la Nazionale statunitense ha mostrato, ancora una volta, quanto sia avanti nell’inclusione sociale e  nelle pari opportunità. Nell’amichevole contro la Colombia a partire titolare è stata Carson Pickett, nata purtroppo senza una parte del braccio sinistro.

Dopo il raggiungimento dell’obiettivo della parità salariale con i colleghi uomini, lo sdoganamento dell’omosessualità e altro ancora, ora i riflettori si puntano verso la disabilità e come nonostante essa si possa diventare giocatrici professioniste.

Carson Pickett durante una partita con la North Carolina Courage

La vittoria di Carson Pickett: “Un sogno che si avvera”

La ragazza, classe 1993, ha sempre sognato di giocare come calciatrice professionista e di difendere i colori della sua madre patria: gli Stati Uniti.

Il professionismo era già arrivato grazie alla chiamata del North Carolina Courage, nel quale ricopre la posizione di difensore, ma la chiamata della Nazionale tardava ad arrivare. Nell’amichevole contro la Colombia, però, il destino della Pickett è destinato a cambiare una volta per tutte.

I molti impegni della squadra hanno creato l’esigenza di rimpolpare la rosa e il Commissario Tecnico, Vlatko Andonowski, non ci ha pensato due volte e ha chiamato a rapporto la Pickett che ha risposto presente.

Scesa titolare in campo ha disputato una buona partita, sicura in fase difensiva e propositiva in fase offensiva, lasciando ben poco spazio ai dubbi riguardanti il suo impiego.

Una gioia doppia dunque, quella di difendere i propri colori e anche quella di dimostrare che gli ostacoli ci sono per essere superati.

Al termine della gara Carson Pickett è stata intervistata e ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:” La sensazione di essere diverso e l’ansia di non adattarsi è qualcosa che ho passato. Indossare felpe nel caldo torrido dell’estate per nascondere il mio braccio…spero di incoraggiare chiunque lotti con la differenza delle loro membra a non vergognarsi di quello che sono.”

Qualche tempo fa aveva rilasciato un’intervista a CBS Sports nella quale aveva parlato di sé in modo molto trasparente:” I miei genitori hanno due mani e due braccia e sfortunatamente non sono stati in grado di insegnarmi come allacciarmi le scarpe. Posso immaginare che sia straziante, guardare tua figlia e cercare di allacciarle le scarpe ed è difficile per te esserci per lei. Ci sono state sicuramente delle volte in cui ho pianto, e proprio non riuscivo a capirlo, e continuavano a spingermi. Legarmi le scarpe era quasi impossibile, sembrava impossibile, ma l’ho superato!”

La sua prestazione in amichevole è stata buona ma non sarà comunque inclusa nella rosa che partirà per la CONCAF W Championship visto che le giocatrici partenti potranno essere solamente 23, e la Pickett non è inclusa tra queste.

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L'imperfezione è bellezza: nascere senza una parte del braccio sinistro e 28 anni dopo vestire la maglia degli Stati Uniti, la nazionale di calcio femminile più forte del mondo. Questa è la storia di Carson Pickett che non è solo una favola sportiva, ma un esempio di forza volontà e voglia di superare limiti fisici e pregiudizi.
Tutta la felicità di Carson Pickett all'esordio con la maglia degli Stati Uniti

Una nazionale all'avanguardia

Nell'amichevole contro la Colombia, vinto per altro per 2-0, la Nazionale femminile degli Stati Uniti ha dimostrato ancora una volta quanto è all'avanguardia e ha fatto esordire Carson Pickett, giocatrice senza un arto. 

Quando si parla di calcio femminile è inevitabile pensare al modello statunitense, da sempre il più all'avanguardia nel movimento e sempre ricco di personalità importanti. I diritti umani e sociali sono sempre in primo piano nella testa delle ragazze e della Federazione, che non di rado si sono esposte su tematiche importanti come il razzismo, l'omofobia e più in generale su questioni spinose.

Hanno spesso preso posizioni scomode, facendosi ammirare ma anche criticare da chi invece, al contrario, aveva pensieri diametralmente opposti. Nella rosa, in fatto di lotte sociali, spicca Megan Rapinoe che è diventata portavoce di molte tematiche difficili.

Questa volta la Nazionale statunitense ha mostrato, ancora una volta, quanto sia avanti nell'inclusione sociale e  nelle pari opportunità. Nell'amichevole contro la Colombia a partire titolare è stata Carson Pickett, nata purtroppo senza una parte del braccio sinistro.

Dopo il raggiungimento dell'obiettivo della parità salariale con i colleghi uomini, lo sdoganamento dell'omosessualità e altro ancora, ora i riflettori si puntano verso la disabilità e come nonostante essa si possa diventare giocatrici professioniste.

Carson Pickett durante una partita con la North Carolina Courage

La vittoria di Carson Pickett: "Un sogno che si avvera"

La ragazza, classe 1993, ha sempre sognato di giocare come calciatrice professionista e di difendere i colori della sua madre patria: gli Stati Uniti.

Il professionismo era già arrivato grazie alla chiamata del North Carolina Courage, nel quale ricopre la posizione di difensore, ma la chiamata della Nazionale tardava ad arrivare. Nell'amichevole contro la Colombia, però, il destino della Pickett è destinato a cambiare una volta per tutte.

I molti impegni della squadra hanno creato l'esigenza di rimpolpare la rosa e il Commissario Tecnico, Vlatko Andonowski, non ci ha pensato due volte e ha chiamato a rapporto la Pickett che ha risposto presente.

Scesa titolare in campo ha disputato una buona partita, sicura in fase difensiva e propositiva in fase offensiva, lasciando ben poco spazio ai dubbi riguardanti il suo impiego.

Una gioia doppia dunque, quella di difendere i propri colori e anche quella di dimostrare che gli ostacoli ci sono per essere superati.

Al termine della gara Carson Pickett è stata intervistata e ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:" La sensazione di essere diverso e l'ansia di non adattarsi è qualcosa che ho passato. Indossare felpe nel caldo torrido dell'estate per nascondere il mio braccio...spero di incoraggiare chiunque lotti con la differenza delle loro membra a non vergognarsi di quello che sono." Qualche tempo fa aveva rilasciato un'intervista a CBS Sports nella quale aveva parlato di sé in modo molto trasparente:" I miei genitori hanno due mani e due braccia e sfortunatamente non sono stati in grado di insegnarmi come allacciarmi le scarpe. Posso immaginare che sia straziante, guardare tua figlia e cercare di allacciarle le scarpe ed è difficile per te esserci per lei. Ci sono state sicuramente delle volte in cui ho pianto, e proprio non riuscivo a capirlo, e continuavano a spingermi. Legarmi le scarpe era quasi impossibile, sembrava impossibile, ma l'ho superato!" La sua prestazione in amichevole è stata buona ma non sarà comunque inclusa nella rosa che partirà per la CONCAF W Championship visto che le giocatrici partenti potranno essere solamente 23, e la Pickett non è inclusa tra queste.
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