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Home » Sport » Sarah Voss, ginnasta con la tuta: “Basta coi body corti, ci mettono a disagio. Con la tuta mi sento sicura”

Sarah Voss, ginnasta con la tuta: “Basta coi body corti, ci mettono a disagio. Con la tuta mi sento sicura”

La federazione tedesca sostiene la giovane atleta: “Ogni ragazza deve poter scegliere in libertà cosa indossare”

Marianna Grazi
23 Aprile 2021
svizzera-fotografie-ginnaste

Sara Voss, ginnasta tedesca, aveva gareggiato all'Europeo di Basilea con la tuta integrale

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Se guardate le competizioni di ginnastica, vedrete sempre la stessa immagine: ragazze in body attillati e molto sgambati. Ecco perché quello accaduto ieri, nel giorno di apertura dei Campionati Europei di Basilea, è qualcosa di inaspettato e sorprendente. La ginnasta tedesca Sarah Voss, 21 anni, è apparsa sul campo gara con una tuta da competizione intera, con maniche e pantaloni lunghi. 

Voss ha spiegato all’emittente tedesca ZDF che, con il precedente body, si sentiva praticamente nuda. “Da piccola non mi dispiaceva un abito così stretto. Ma già durante l’adolescenza ho iniziato a sentirmi sempre più a disagio” ha detto. Il suo “elegante abito nero lungo tutto il corpo”, come lo ha definito la stampa tedesca, ha sicuramente attirato l’attenzione di molti: il gesto di Voss appare come una vera e propria rivoluzione nel mondo della ginnastica artistica.

Un gesto con cui Sarah Voss ha voluto ristabilire il confine tra l’estetica e la sessualità nella sua disciplina, troppe volte oltrepassato. “Le tute corte – spiega – sono simili a costumi da bagno e possono essere considerate provocanti all’esterno e far provare vergogna a chi le indossa. Non tutte le ginnaste si sentono a loro agio nei body sgambati, ci sono movimenti e attrezzi che possono mettere a disagio. Abbiamo deciso di mostrare che una ginnasta può essere elegante, forte ed espressiva anche indossando una tutina. Non deve essere un problema discostarsi dalla normalità, l’importante è stare bene con se stessi”.

Sarah ha sempre detto di ispirarsi a Simone Biles, un idolo in pedana ma anche fuori. La campionessa olimpica americana è stata tra coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi di Larry Nassar, l’ex medico della nazionale statunitense condannato all’ergastolo. Subito dopo la sua prova, ha spiegato: “Sono orgogliosa di aver indossato una tuta più lunga. Mi sento perfettamente a mio agio, è super comoda. Adesso non può che farmi piacere se altri prenderanno in considerazione questa novità e nascerà una nuova tendenza“. La sua scelta, oltre ad essere condivisa da sue sue compagne di squadra nella finale odierna, ha trovato il pieno sostegno della Federazione. “La ginnastica include esercizi in cui le atlete allargano le gambe o si mettono a cavalcioni e questo, soprattutto con i body a taglio corto, mette a disagio le ragazze e le donne. Invece dovrebbero sentirsi bene con ciò che indossano in ogni momento”.

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Se guardate le competizioni di ginnastica, vedrete sempre la stessa immagine: ragazze in body attillati e molto sgambati. Ecco perché quello accaduto ieri, nel giorno di apertura dei Campionati Europei di Basilea, è qualcosa di inaspettato e sorprendente. La ginnasta tedesca Sarah Voss, 21 anni, è apparsa sul campo gara con una tuta da competizione intera, con maniche e pantaloni lunghi.  Voss ha spiegato all'emittente tedesca ZDF che, con il precedente body, si sentiva praticamente nuda. "Da piccola non mi dispiaceva un abito così stretto. Ma già durante l’adolescenza ho iniziato a sentirmi sempre più a disagio" ha detto. Il suo "elegante abito nero lungo tutto il corpo", come lo ha definito la stampa tedesca, ha sicuramente attirato l’attenzione di molti: il gesto di Voss appare come una vera e propria rivoluzione nel mondo della ginnastica artistica. Un gesto con cui Sarah Voss ha voluto ristabilire il confine tra l’estetica e la sessualità nella sua disciplina, troppe volte oltrepassato. "Le tute corte – spiega – sono simili a costumi da bagno e possono essere considerate provocanti all’esterno e far provare vergogna a chi le indossa. Non tutte le ginnaste si sentono a loro agio nei body sgambati, ci sono movimenti e attrezzi che possono mettere a disagio. Abbiamo deciso di mostrare che una ginnasta può essere elegante, forte ed espressiva anche indossando una tutina. Non deve essere un problema discostarsi dalla normalità, l'importante è stare bene con se stessi". Sarah ha sempre detto di ispirarsi a Simone Biles, un idolo in pedana ma anche fuori. La campionessa olimpica americana è stata tra coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi di Larry Nassar, l’ex medico della nazionale statunitense condannato all'ergastolo. Subito dopo la sua prova, ha spiegato: "Sono orgogliosa di aver indossato una tuta più lunga. Mi sento perfettamente a mio agio, è super comoda. Adesso non può che farmi piacere se altri prenderanno in considerazione questa novità e nascerà una nuova tendenza". La sua scelta, oltre ad essere condivisa da sue sue compagne di squadra nella finale odierna, ha trovato il pieno sostegno della Federazione. "La ginnastica include esercizi in cui le atlete allargano le gambe o si mettono a cavalcioni e questo, soprattutto con i body a taglio corto, mette a disagio le ragazze e le donne. Invece dovrebbero sentirsi bene con ciò che indossano in ogni momento".
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