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Home » Sport » Morte Tori Bowie, l’autopsia: complicanze legate alla gravidanza

Morte Tori Bowie, l’autopsia: complicanze legate alla gravidanza

La 32enne campionessa americana era stata trovata senza vita nella sua casa di Orange County in Florida. Ora il rapporto dei medici legali svela i retroscena sul decesso

Marianna Grazi
13 Giugno 2023
morte-tori-bowie-autopsia-incinta

Tori Bowie, ex velocista e lunghista americana, morta a maggio a soli 32 anni

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L’ex velocista e lunghista americana Tori Bowie è morta per complicazioni legate alla gravidanza. La vicecampionessa olimpica nei 100 metri a Rio de Janeiro 2016 e campionessa del mondo nel 2017, secondo il rapporto dell’autopsia diffuso da diversi media americani era in attesa al momento del decesso.

La 32enne era incinta di otto mesi per la precisione ed è stata trovata senza vita nella sua casa a Clermont, in Florida, il mese scorso. Il rapporto dei medici legali ha infine svelato il ‘mistero’ legato a questa improvvisa e scioccante scomparsa.

L’autopsia su Tori Bowie

morte-tori-bowie-autopsia-incinta
Tori Bowie è morta per complicazioni legate alla gravidanza: era incinta di 8 mesi

L’esito è stato reso noto da Usa Today: dall’autopsia effettuata sul corpo di Bowie, tra volte medaglia ai Giochi brasiliani e pluremedagliata ai Campionati Mondiali, dall’equipe dell’Orange County Medical Examiner Office, la ragazza era in uno stato molto avanzato della gravidanza ed era entrata in travaglio al momento del decesso.

Non è chiaro se amici o familiari sapessero che aspettava un figlio, ma erano stati loro a chiamare le autorità perché preoccupati per l’impossibilità di raggiungerla e il cadavere era stato trovato da una squadra dello sceriffo inviata sul posto.

Il rapporto afferma che le possibili cause di morte includono difficoltà respiratorie ed eclampsia, che si traduce in convulsioni potenzialmente fatali associate all’ipertensione. Smentite dunque le ipotesi di suicidio legate alla forte depressione di cui fonti a lei vicine affermavano che soffrisse.

Le reazioni

Il mondo dello sport e non solo era rimasto sconvolto dall’improvvisa morte della campionessa 32enne, influencer della comunità afroamericana

La notizia dell’improvvisa scomparsa della giovane campionessa aveva suscitato grande emozione nel mondo dell’atletica.

Cresciuta dalla nonna biologica che l’aveva adottata da piccolissima, Tori Bowie era nota anche come modella e influencer per la comunità afroamericana, di cui era punto di riferimento sui social.

La denuncia: “Mortalità materna delle donne nere più frequente”

Ora l’annuncio delle cause della morte aprono a un’importante riflessione: “Le donne nere muoiono a ritmi estremamente più elevati a causa delle complicazioni legate alla gravidanza. C’è tanto lavoro da fare”.

We are deeply saddened to learn the cause of death of Olympic medalist and world champion sprinter, Tori Bowie.

Black women die at exceedingly higher rates due to pregnancy-related complications. We face a much higher risk of maternal death due to various reasons including… pic.twitter.com/ltsx5RDzGQ

— BET (@BET) June 12, 2023

Così avverte in un tweet il gruppo editoriale statunitense Bet, che spesso prende posizione per i diritti della comunità afroamericana. L’emittente è intervenuta dopo la morte della campionessa olimpica. “Siamo profondamente rattristati nell’apprendere la causa della morte”, si legge nel post.

“La mortalità materna è più frequente per vari motivi, tra cui lo stress cronico e i pregiudizi da parte degli operatori sanitari. C’è così tanto lavoro da fare per proteggere e difendere adeguatamente la salute delle donne nere”.

A confermare la denuncia, i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui negli Stati Uniti il fenomeno riguarda in prevalenza le afroamericane: 69,9 ogni 100mila donne, pari a 2,6 volte in più rispetto alle cittadine bianche. Il Centers for Disease Control stima invece che la preeclampsia colpisca una gravidanza su 25 e le nere ne sono soggette tre o quattro volte in più.

I fattori alla base della preeclampsia

Uno studio della Boston Birth Cohort, diffuso a gennaio 2022, evidenzia inoltre che “non solo i fattori biologici“, ma anche quelli “sociali e culturali sono probabilmente alla base dei tassi più elevati di preeclampsia tra le donne nere nate in gli Stati Uniti rispetto a quelle immigrate nel Paese”.

Analizzando le cartelle cliniche di oltre 6mila gestanti, i ricercatori hanno scoperto che le donne afroamericane originarie degli Usa sono più esposte a questo tipo di rischio rispetto a quelle che si trasferiscono nello Stato successivamente.

tori-bowie-autopsia-incinta
Tori Bowie era entrata in travaglio quando è morta. Studi evidenziano come la preeclampsia sia più frequente tra le donne nere nate negli Stati Uniti (Instagram)

L’ipotesi, come ha spiegato Garima Sharma, direttrice del reparto di cardio-ostetricia alla Johns Hopkins University School of Medicine, è che “le donne nere immigrate di recente potrebbero essere in qualche modo protette dagli effetti della discriminazione perché tendono a stabilirsi in aree residenziali a concentrazione di immigrati, dove esiste una rete sociale di sostegno”.

“Gli immigrati vengono qui per cercare una vita migliore – aggiunge -. Alcune arrivano nel nostro Paese stando bene e diventano meno sane nel tempo, probabilmente adottando abitudini della cultura dominante che hanno un impatto negativo sulla condizione fisica.

Anche se in questo studio non viene esaminato specificamente l’impatto del razzismo strutturale sulla salute, potrebbe anche giocare un ruolo” conclude l’esperta.

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L'ex velocista e lunghista americana Tori Bowie è morta per complicazioni legate alla gravidanza. La vicecampionessa olimpica nei 100 metri a Rio de Janeiro 2016 e campionessa del mondo nel 2017, secondo il rapporto dell'autopsia diffuso da diversi media americani era in attesa al momento del decesso. La 32enne era incinta di otto mesi per la precisione ed è stata trovata senza vita nella sua casa a Clermont, in Florida, il mese scorso. Il rapporto dei medici legali ha infine svelato il 'mistero' legato a questa improvvisa e scioccante scomparsa.

L'autopsia su Tori Bowie

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Tori Bowie è morta per complicazioni legate alla gravidanza: era incinta di 8 mesi
L'esito è stato reso noto da Usa Today: dall'autopsia effettuata sul corpo di Bowie, tra volte medaglia ai Giochi brasiliani e pluremedagliata ai Campionati Mondiali, dall'equipe dell'Orange County Medical Examiner Office, la ragazza era in uno stato molto avanzato della gravidanza ed era entrata in travaglio al momento del decesso. Non è chiaro se amici o familiari sapessero che aspettava un figlio, ma erano stati loro a chiamare le autorità perché preoccupati per l'impossibilità di raggiungerla e il cadavere era stato trovato da una squadra dello sceriffo inviata sul posto. Il rapporto afferma che le possibili cause di morte includono difficoltà respiratorie ed eclampsia, che si traduce in convulsioni potenzialmente fatali associate all'ipertensione. Smentite dunque le ipotesi di suicidio legate alla forte depressione di cui fonti a lei vicine affermavano che soffrisse.

Le reazioni

Il mondo dello sport e non solo era rimasto sconvolto dall'improvvisa morte della campionessa 32enne, influencer della comunità afroamericana
La notizia dell'improvvisa scomparsa della giovane campionessa aveva suscitato grande emozione nel mondo dell'atletica. Cresciuta dalla nonna biologica che l'aveva adottata da piccolissima, Tori Bowie era nota anche come modella e influencer per la comunità afroamericana, di cui era punto di riferimento sui social.

La denuncia: "Mortalità materna delle donne nere più frequente"

Ora l'annuncio delle cause della morte aprono a un'importante riflessione: "Le donne nere muoiono a ritmi estremamente più elevati a causa delle complicazioni legate alla gravidanza. C'è tanto lavoro da fare".

We are deeply saddened to learn the cause of death of Olympic medalist and world champion sprinter, Tori Bowie.

Black women die at exceedingly higher rates due to pregnancy-related complications. We face a much higher risk of maternal death due to various reasons including… pic.twitter.com/ltsx5RDzGQ — BET (@BET) June 12, 2023
Così avverte in un tweet il gruppo editoriale statunitense Bet, che spesso prende posizione per i diritti della comunità afroamericana. L'emittente è intervenuta dopo la morte della campionessa olimpica. "Siamo profondamente rattristati nell'apprendere la causa della morte", si legge nel post. "La mortalità materna è più frequente per vari motivi, tra cui lo stress cronico e i pregiudizi da parte degli operatori sanitari. C'è così tanto lavoro da fare per proteggere e difendere adeguatamente la salute delle donne nere". A confermare la denuncia, i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui negli Stati Uniti il fenomeno riguarda in prevalenza le afroamericane: 69,9 ogni 100mila donne, pari a 2,6 volte in più rispetto alle cittadine bianche. Il Centers for Disease Control stima invece che la preeclampsia colpisca una gravidanza su 25 e le nere ne sono soggette tre o quattro volte in più.

I fattori alla base della preeclampsia

Uno studio della Boston Birth Cohort, diffuso a gennaio 2022, evidenzia inoltre che "non solo i fattori biologici", ma anche quelli "sociali e culturali sono probabilmente alla base dei tassi più elevati di preeclampsia tra le donne nere nate in gli Stati Uniti rispetto a quelle immigrate nel Paese". Analizzando le cartelle cliniche di oltre 6mila gestanti, i ricercatori hanno scoperto che le donne afroamericane originarie degli Usa sono più esposte a questo tipo di rischio rispetto a quelle che si trasferiscono nello Stato successivamente.
tori-bowie-autopsia-incinta
Tori Bowie era entrata in travaglio quando è morta. Studi evidenziano come la preeclampsia sia più frequente tra le donne nere nate negli Stati Uniti (Instagram)
L'ipotesi, come ha spiegato Garima Sharma, direttrice del reparto di cardio-ostetricia alla Johns Hopkins University School of Medicine, è che "le donne nere immigrate di recente potrebbero essere in qualche modo protette dagli effetti della discriminazione perché tendono a stabilirsi in aree residenziali a concentrazione di immigrati, dove esiste una rete sociale di sostegno". "Gli immigrati vengono qui per cercare una vita migliore - aggiunge -. Alcune arrivano nel nostro Paese stando bene e diventano meno sane nel tempo, probabilmente adottando abitudini della cultura dominante che hanno un impatto negativo sulla condizione fisica. Anche se in questo studio non viene esaminato specificamente l'impatto del razzismo strutturale sulla salute, potrebbe anche giocare un ruolo" conclude l'esperta.
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