La giornalista Valentina Bertuccio D'Angelo contribuisce con ricordi personali al dibattito #ilgiornodopo. Fui molestata da ragazzina, l'indomani andai a scuola e non dissi mai nulla, per vergogna. Alla mia bimba insegnerò a ribellarsi". Se volete condividere la vostra storia, scrivete a redazione@luce.news
Read moreLetizia Magnani, giornalista racconta l'aggressione subita a Siena di notte da uno sconosciuto. "Mi gettò a terra, lui su di me. Fu disturbato dai passanti, fuggì gridandomi cose terribili". #ilgiornodopo in questura l'agente mi chiese come fossi vestita". Se volete condividere la vostra storia, scrivete a redazione@luce.news
Read moreA Palazzo Madama si sblocca la calendarizzazione del disegno di legge contro l'omotransfobia: 13 voti favorevoli e 11 contrari. Dopo settimane di stallo ora è incardinato in Commissione Giustizia. La Cei avverte: "Troppi dubbi", critiche anche dalla Lega
Read moreLa giornalista Letizia Cini racconta l'aggressione sessuale subìta da adolescente nell'ambito del dibattito su #ilgiornodopo, aperto da Eva Dal Canto in risposta al video di Beppe Grillo sullo stupro. Lettrici e lettori, raccontate storie, ricordi, testimonianze legate a episodi di violenza sessuale scrivendo a redazione@luce.news
Read moreFaccia a faccia fra il primo cittadino di Milano Beppe Sala e i Coma_Cose il duo pop reduce da Sanremo, fra i più apprezzati dai giovani. Fra i temi, la città, i giovani, la ripartenza. Appuntamento video dalle 15 su Luce!
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tra questi Russia, Iraq, Thailandia, Kuwait . La ricercatrice:
"Un modo per soggiogare le donne"
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Read moreFamiglie di mutuo aiuto, poliamorosi e “modulari”: la legge può regolare l’amore? Lo abbiamo chiesto a Nausica Palazzo, ricercatrice in diritto comparato alla Hebrew University di Gerusalemme
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L'inizio di quel rapporto, avvenuto la notte del 17 luglio 2019 nella casa di Grillo in Sardegna, qualcuno l'ha filmato per almeno una ventina di secondi. E ora il lato malato di Telegram si è acceso: su quei frame vuole piazzarci gli occhi. Condividerli, 'sbavarli', commentarli. Da giorni gli dà una caccia forsennata. Finora sono almeno sei i gruppi social partoriti ad hoc con questo obiettivo. I loro iscritti, sommati, sono quasi 100mila. Promettono il filmato, a patto di iscriversi. Ci siamo entrati dando la caccia ai cacciatori.
Uno dei canali riporta lo strappo di un titolo di giornale: "Fango su nostra figlia, il video gira come se fosse un trofeo". Sono le parole della madre della ragazza che, il 28 aprile, ha denunciato la fuga del filmato nelle chat private. Sotto ci sono le istruzioni: "Per il video dello stupro, clicca qui". Un secondo dopo l'iscrizione si capisce che quello e gli altri gruppi Telegram sono specchietti per allodole disturbate. I loro link d'iscrizione rimandano a un labirinto di canali porno da tempo esistenti: "Cat***", "Hom**", "Nasce, **, ** ", "Stupro * *". E via così. Qui i cacciatori della clip di Ciro Grillo si mischiano a vecchi utenti già iscritti che, in quelle chat, si scambiano commentandole, foto di fidanzate, mogli, sorelle. E dove il revenge porn si mescola a video di attrici e attori professionisti.
Ma i cacciatori non mollano. Chiedono, chiedono, chiedono. "Chi ha il video della tipa sc**ta dal figlio di Beppe Grillo?" domanda il 29 aprile alle 00.01 un neoiscritto. "Dai raga, dove si può trovare?" gli va dietro un minuto dopo un altro. Un nastro continuo: dalla mezzanotte del 29 aprile alle 17 del 1 maggio le richieste del video sono più di 90. Una all'ora. "Dov'è sto video? È un'ora e mezzo che lo cerco" si lamenta alle 16.57 del 1 maggio un altro cacciatore. Lo cercano perché quei gruppi nati ad hoc gliel'hanno promesso. Ma un video in realtà è stato caricato. Il 30 aprile alle 9.30 l'amministratore di uno dei canali, pubblica circa 30 secondi di filmato. Ritrae un rapporto orale fra una ragazza e due coetanei. "È il video di Grillo?" domanda subito un utente. "Sì, manca però la seconda parte, la stiamo cercando" gli risponde l'amministratore. Ma quel video è un bluff. Non collimano gli accenti, non si vedono i volti dei partecipanti, non coincide nemmeno il loro numero. Ma tanto basta a chi gestisce il gruppo: ha servito carne fresca ai cacciatori del porno. E sfruttato la loro fame morbosa. Ma chi ci guadagna? Gli amministratori dei gruppi già esistenti: in pochi giorni hanno incassato almeno 100mila iscrizioni in più. Tutte o quasi 'cucinate' facendo leva sull’appetito del video proibito.
